Tempo in movimento  3 ore 30 minuti

Tempo  5 ore 17 minuti

Coordinate 2134

Uploaded 21 dicembre 2018

Recorded dicembre 2018

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1.811 m
998 m
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3,0
5,9
11,86 km

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vicino Sant'Anna, Veneto (Italia)

Punto di partenza è uno spiazzo sulla strada che va da S. Anna di Tambre a Campon, sul Cansiglio. Circa un chilometro a nord dell'abtato di S. Anna, a quota 1070mt, dove partono due strade forestali, la prima percorre il primo ratto della val Bella, più a dx si dirama la forestale che s'inoltra nella val Seraie, quella che dobbiamo imboccare. Alcune foto mostrano l'incredibile devastazione che ha colpito questa fascia montana (ho notato che il peggio è avvenuto da quota 1000mt a quota 1150mt, almeno da queste parti.
Si sale lungamente per la forestale, finchè si restringe e diventa una mulattiera. A quota 1300mt circa si lascia la stessa, che piega a sx, e si prosegue dritti, sul sentiero 984, opportunamente segnalato. La traccia si inerpica verticalmente, nel fondo di una valletta, fino ad arrivare al Pian Nogare, dove piega decisamente a sx, spianando sensibilmente. Si percorre un bosco in parte colpito da recenti schianti, ma con la traccia sempre libera. Si arriva ad un primo bivio, a quota 1650mt, dove si puega a sx, per il bivio con il 993 e in direzione della casera Palantina. Al successivo bivio, si prosegue in quota, sempre verso est, in direzione dell'antro delle Mate. Si arriva in una valletta, con cartello indicante l'antro. lo si segue, in salita, per buona traccia, fino ad arrivare proprio all'antro delle Mate (vedi foto). Qui, per la cima, si procede senza via obbligata. Io ho deviato a dx per tracce da prendere nel bordo dx dell'antro. A pochi metri c'è della legna e un anello per appoggiarvi una pentola (una bella polenta in questi luoghi non avrebbe prezzo...). Si procede puntando a dx, attraversando il crinale a nord, fino a incontrare la cresta. Verso sx, in salita, si arriva tra cima ed anticima. La cima è quella di sx. Attenzione che poco sotto la "sella" che una forra molto profonda, un'autentica trappola se ci si dovesse finire dentro (è pure seminascosta da mughi).
Per la discesa, si percorre il tratto in senso inverso, fino a sopra l'antro delle Mate, poi si raggiunge velocemente il crinale e l'indicazione per la forcella Palantina. Da questa si scende rapidamente alla casera omonima (grossi danni per il maltempo di fine ottobre).
Arrivati alla casera, in corrispondenza del palo che ci indica il sentiero appena percorso in discesa, si continua a scendere, senza indicazioni, ma vedendo un palo, purtroppo non colorato, circa 30mt più in basso. Siamo sulla strada giusta. Circa una ventina di mt dopo il palo, la traccia, ora molto evidente, piega a sx. La si segue fino ad incontrare la traccia, molto evidente, che scende per la cresta (si fa per dire, è amplissima) che divide la val Bella dalla val De Piera. Ci si ricongiunge alla strada percorsa in auto nei pressi di Canaie. In questo caso, ho dovuto tagliare prima, perchè l'ultimo tratto del sentiero è assolutamente impercorribile, per presenza di una miriade di enormi faggi schiantati. In breve ci si porta al punto di partenza.
Con la neve e in totale assenza di tracce, bisogna fare una certa attenzione, ma ci sono sempre i bollini e, soprattutto, le palette colorate, nei punti più critici. Bella escursione, anche se in vetta il vento era di un gelido polare...
Sono risalito pochi metri per la val Bella, per documentare le enormi cataste di legname frutto della pulizia che anche attualmente si stà facendo (trovato una squadra di boscaioli all'opera).

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