Tempo  7 ore 45 minuti

Coordinate 3628

Caricato 4 luglio 2018

Recorded giugno 2018

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1.113 m
259 m
0
6,8
14
27,21 km

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vicino Bobbio, Emilia-Romagna (Italia)

La Via dei Malaspina è una variante della Via Francigena che collega Pavia con Bobbio passando dalla Valle Staffora.

Non è un percorso molto pubblicizzato, e lo dimostra il fatto che sulla rete ci sono solo due pagine dedicate (http://www.viadelmare.pv.it/via-dei-malaspina.html e http://www.viefrancigene.it/varianti-francigene/via-dei-malaspina.html).
Anche la guida cartacea non è più disponibile presso i vari uffici turistici che ho interpellato.

Avevamo a disposizione delle vecchie tracce gps ma non avevamo completa fiducia in esse, non conoscendone la fonte e sembrando più tracciate a computer che rilevate sul campo, ed abbiamo deciso di seguirle sono in mancanza di segnaletica...cosa che, scopriremo, sarà praticamente la norma.

Per nostra comodità l'abbiamo percorsa in senso inverso rispetto a quello canonico (quindi da Bobbio a Pavia) e, naturalmente, la segnaletica che abbiamo incontrato puntava sempre nel senso contrario al nostro.

Infine, abbiamo diviso la Via in 4 tappe:
1) Bobbio - Varzi
2) Varzi - Rivanazzano
3) Rivanazzano - Cervesina
4) Cervesina - Pavia

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Il 23 Giugno 2018 partiamo dal famoso "ponte gobbo" di Bobbio per la prima tappa della Via dei Malaspina.
Sulla carta è la tappa più "tosta" di tutte, dovendo scavallare il Passo della Scaparina e poi nuovamente un più modesto rilievo prima di arrivare a Varzi.
Alla partenza notiamo alcune indicazioni per la Via Francigena e per la Via degli Abati, ma per la nostra niente.
Vorrà dire che per il momento seguiremo la traccia gps.
Attraversato il ponte entriamo nel centro di Bobbio affollato dalle bancarelle del mercato. C'è un sacco di gente in giro ma nessuno bada a noi e ai nostri zaini, evidentemente abituati al passaggio di "viandanti".
Seguendo la traccia gps passiamo da Corso Porta Nova, attraversiamo l'abbazia di San Colombano, proseguiamo sull'omonima piazza, Via dei Molini, Via del Roso e Via Maiolo.
Dopo una leggera salita deviamo a sinistra sulla SS461 che risale fino al passo del Penice, che lasciamo dopo circa 300 metri per svoltare a sinistra su stradina asfaltata (indicazioni per Brada / Cerignale).
Le case si fanno sempre più rade e quasi senza accorgercene siamo in aperta campagna.
Seguiamo la stradina asfaltata, alternando tratti piani ad altri in modesta salita, e finalmente troviamo una targhetta bianco/rossa con la scritta VM (Via dei Malaspina, supponiamo...o Via del Mare??): è il primo segnavia dalla partenza, distante ormai più di 2km.
Non male! ;)
Passata le ultime due cascine l'asfalto diventa tratturo (segnavia VM) che ci porta a costeggia il Rio Assalto e, dopo un'ampia curva a sinistra, a guadarlo subito prima di una repentina salita.
Arrivati ad un gruppetto di case l'erta spiana e, anzi, perde leggermente quota prima di svoltare a destra e risalire nuovamente fino ad un secondo gruppetto di case.
A questo punto bisogna prestare un poco di attenzione perchè la svolta a sinistra da fare tra la prima e la seconda casa non è segnata (se non con una tacca gialla sbiadita) e si rischia di mancarla.
Proseguiamo in salita su sentierino prima e su tratturo poi fino alla frazione di Zanacchi.
Qua troviamo varie tacche bianco/rosso che invitano a svoltare a sinistra, mentre la nostra traccia punterebbe dritto.
Come avevamo stabilito prima di partire, tra segnaletica sul porto e traccia avremmo dato precedenza la prima, per cui svoltiamo a sinistra.
Dopo un breve tratto di asfalto la segnaletica CAI ci fa svoltare a destra, dove l'asfalto costeggia una casa e diventa tratturo che riprende a salire tra gli alberi.
Presto però ci troviamo spiazzati perchè i segni bianco/rosso spariscono, sostituiti da due bolli gialli.
Decidiamo di proseguire lo stesso, e dopo un paio di bivi (ben segnati con i bolli gialli) guadagniamo l'SP69 e ritorniamo sulla traccia che avevamo.
La deviazione (o il percorso corretto? chi lo sa?!) ci ha fatto tagliare un bel pezzo d'asfalto, bene così.
Arrivati alla provinciale non vediamo più ne segni CAI, ne VM, ne tracce gialle...quindi riprendiamo il gps e proseguiamo sull'asfalto per circa 2,8km.
Fortunatamente la strada non è molto trafficata e, nonostante sia in salita continua, è sempre ben camminabile.
Quando siamo in vista di una cappelletta, ma prima di raggiungerla, deviamo a sinistra (nessun segnavia) su una mulattiera inizialmente molto inerbito, tanto da farci pensare "ma sarà giusto di qua??", ma che si apre poco più avanti.
Perdiamo alcuni metri di quota prima di un tornante a destra, dopo di che proseguiamo relativamente in piano.
Siamo paralleli alla provinciale, solo un cento metri più sotto.
La mulattiera è spesso invasa dalla vegetazione esuberante ma si capisce che un tempo (prima della strada asfaltata?) doveva essere una importante via di comunicazione.
Passata una piccola frana, il percorso ricomincia a salire e man mano che procediamo migliora sempre di più fino a diventare una bella carrozzabile che arriva ad una stalla, che preannuncia il paesino di Ceci.
Qua troviamo una tacca bianco/rossa. Non vorrei essere noioso, ma l'ultimo segnavia l'avevamo trovato 5km prima...tanto per dare un'idea.
Passando tra le case ritorniamo sulla SP69 e la percorriamo per circa 600 metri prima di svoltare su sterrato a destra (segnavia bianco/rosso con scritta Rete Sentieri Via del Mare - Via dei Malaspina, come da foto. E' la prima da Bobbio che troviamo così. Da qua in poi, fino a Pavia, troveremo solo questo tipo di indicazioni).
Al successivo bivio, non trovando segnaletica, seguiamo il gps svoltando a destra su peggior tratturo che sale deciso, incrocia un altro sentiero (segnaletica) e sbuca al Passo della Scaparina, a 1100 metri slm.
L'omonimo bar/ristorante che sorge al passo è aperto e non ci facciamo scappare un bel piatto di pisarei e fasò.
Dopo un oretta di pausa riprendiamo il nostro cammino proseguendo dritto su asfalto (segnaletica) che sale leggermente (punto più alto della tappa e di tutta la Via) per poi discendere dolcemente, arrivando in vista dell'agriturismo La Pernice Rossa.
Qua, per la seconda volta oggi, traccia gpx e segnaletica non concordano...con il gps che farebbe svoltare a sinistra su tratturo, mentre la segnaletica farebbe proseguire dritto su asfalto.
Seguiamo quest'ultima e passiamo l'agriturismo, proseguendo su bella stradina asfaltata in mezzo ad una pineta.
Ad un primo bivio ignoriamo le indicazioni per Varzi riportate su una palina con segnavia IP (ippovia) e al secondo abbandoniamo l'asfalto che piaga a sinistra per proseguire dritto su carrozzabile (segnavia malridotto appena visibile, presenti altre paline indicazione Montemartino).
Affrontiamo un brevissimo tratto di salita per poi ricominciare a scendere dolcemente, su fondo a tratti fangoso e fortemente rovinato dal passaggio di mezzi fuoristrada.
In breve ci troviamo ad un quadrivio ai piedi del Monte Poggio, con la possibilità di andare dritto, a destra, tutto a sinistra o leggermente a sinistra.
Ci sono varie paline ma, naturalmente, manca la nostra.
Una rapida occhiata alla mappa e conveniamo che sia meglio svoltare a destra seguendo le indicazioni per Montemartino: li ci potremo ricongiungere alla traccia gps che abbiamo.
Cominciamo una discesa per lo più nel bosco che ci porta al piccolo abitato e, dopo poco, reincrociamo la traccia come previsto.
La nostra segnaletica la troveremo poco più avanti, dopo aver svoltato a destra su tratturo e lasciato alla spalla il paese.
Quale fosse la svolta giusta da prendere resta un mistero, ma poco male
Continuiamo a scendere, tra campi ed incolti, svoltando a sinistra (nessun segnavia) ed arrivando alla SP186 (segnavia).
Ignoriamo altre indicazioni IP per Varzi a destra e svoltiamo invece a sinistra, percorrendo alcune decine di metri sulla provinciale prima di tenere la destra su ripido sentierino (terreno sciolto, facile scivolare) che sbuca sulla SP48.
Giriamo a destra e poi a sinistra, passando il ponte sul Torrente Staffora ed arrivando alla porte di Bosmenso.
Appena prima delle case svoltiamo a sinistra e subito a destra (segnavia) su sterrata che affianca il Fosso di Bosmenso ed aggira l'abitato a mo' di circonvallazione.
Arrivati al campetto da calcio seguiamo le indicazioni bianco/rosse "sentiero del Grillo" (naturalmente del nostro segnavia neanche l'ombra) che riprende a salire piuttosto deciso su una bella ma assolatissima carrozzabile.
Ci consoliamo sapendo che sarà l'ultima salita della tappa e con l'abbondante fioritura delle ginestre che letteralmente ci circondano.
Arrivati alla "Capanna del Grillo" la strada spiana e ci tuffiamo nel bosco (ombra!!) che tra dolci sali e scendi tocca un'altra capanna ed arriva a Monteforte.
Qua troviamo un nostro segnavia (l'ultimo della tappa) nonché quelli ben più visibili della Via del Sale, l'itinerario a lunga percorrenza che da Varzi (o da Milano) porta al Golfo Paradiso (Camogli, Recco, Sori, San Fruttuoso, Portofino ecc).
Ci rinfreschiamo un attimo al bel lavatoio e riprendiamo la discesa verso Varzi, percorrendo un breve tratto della Via del Sale prima di lasciarla tenendo la destra ad un bivio all'altezza di un fabbricato (nessun segnavia).
La discesa verso lo Staffora si fa più difficoltosa, su fondo rotto e tra cumuli di ramaglia portati da qualche forte acquazzone.
L'ultimo tratto, quando già il torrente è in vista, è uno slalom tra alberi abbattuti.
Ma arrivati nei pressi del greto la situazione non migliora molto, col sentiero diventato un fangoso acquitrino.
Passato anche questo disagevole tratto, ci troviamo proprio senza più il sentiero, strappato via da qualche piena dello Staffora...ma sul greto dello Staffora si cammina senza problemi.
Poche centinaia di metri e ritroviamo il percorso, che però si rivela presto ostruito da un albero.
Deviamo allora a destra su stretto single-track da mountain bike che serpeggia tra arbusti e bassi alberi, cercando di tenere la direzione giusta nei vari bivi che si presentano per riprendere la traccia.
Quando finalmente la ritroviamo, facciamo poca strada perchè lo Staffora s'è nuovamente mangiato il sentiero.
Questa volta però l'acqua è li e non possiamo sfruttare il greto.
Mappa alla mano vediamo che è possibile prendere una breve bretella che ci ricongiunge alla Via del Sale.
Sicuramente avremmo fatto molto prima se l'avessimo tenuta anche prima, dopo Monteforte, invece di seguire la traccia gps. Va beh.
A questo punto è "passerella" fino al ponte, che ci permette di entrare in Varzi e di terminare questa prima tappa della Via dei Malaspina.

Morale: una bella tappa, dalle ambientazioni varie e con la giusta dose di salite.
Consigliatissima la tappa ristoro alla Scaparina.
Abbiamo un po' patito il caldo alla fine, ma era già messo in conto, vista la stagione.
Imbarazzante la segnaletica...chissà, facendola al contrario, magari, ci siamo persi qualche segno. Voglio davvero pensarlo!
Il "ponte gobbo" con Bobbio sullo sfondo
Bobbio
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
La frazione Zanacchi
Un tratto sulla SP69
Un tratto inerbito della mulattiera che porta a Ceci
La piccola frana da superare sulla mulattiera che porta a Ceci
Passaggio in Ceci
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Bar/ristorante al Passo Scaparina
Il punto più alto della tappa e di tutta la Via
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Montemartino
Un tratto del percorso
La Capanna del Grillo
La Capanna del Cavagno
Arrivo a Monteforte
Cumuli di ramaglia lungo la disagevole discesa verso lo Staffora
Alberi abbattuti
Il tratto acquitrinoso
Breve tratto sul greto dello Staffora
Arrivo a Varzi

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