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Caricato 14 giugno 2018

Registrato giugno 2018

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vicino a San Piero a Sieve, Toscana (Italia)

Usciti dall’albergo Felicina di piazza colonna si sale verso il centro del paese. Sale verso la fortezza medicea e poi seguendo sempre questa forestale sempre ben segnalata si arriva fino a Trebbio. Da qui un saliscendi continuo ci porta ad incrociare la statale che si attraversa è da dove riparte un sentiero nel bosco abbastanza ripido. Con diversi strappi ci porta fino in cima al monte Senario dove c’è un famoso monastero di frati. Da menzionarsi lungo il cammino la Pieve di San Bartolomeo del Buonsollazzo.
La badia del Buonsollazzo (nota anche come monastero di San Bartolomeo) è una struttura religiosa, oggi chiusa, situata sul fianco settentrionale del Monte Senario, nel comune di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze.

Il complesso si trova lungo via della Tassaia, una strada comunale che dalla valle del torrente Faltona porta nella parallela valle del torrente Carza, collegando il paese di Polcanto a Vaglia, Bivigliano e al convento di Monte Senario.
L'abbazia (il cui nome canonico è Sanctus Bartholomoeus de Bono-Solatio, cioè "ben soleggiata") risulta citata per la prima volta in documenti del 1084, ma secondo la tradizione venne edificata prima del Mille dal marchese Ugo di Toscana nel luogo dove ebbe una visione miracolosa che lo convertì.

Fu probabilmente fondata per i Benedettini da Gisla, figlia di Rodolfo (o Ridolfo) dei Ricasoli e moglie di Azzo di Pagano. Numerose donazioni incrementarono il patrimonio economico, specie negli anni 1106-1122. Documenti dei primi del Duecento attestano che l'abbazia era affidata al monastero di San Godenzo. Dopo un periodo di notevole prosperità, Buonsollazzo subì il disastro di un'amministrazione deplorevole, fino a che, rimasti cinque soli monaci, il vescovo di Firenze, Antonio d'Orso, vi introdusse nel 1320 i Cistercensi provenienti da San Salvatore a Settimo, che presero possesso della nuova abbazia il 4 gennaio 1321 sotto la guida dell'abate Bernardo Lamberteschi. I cinque monaci benedettini rimasero nell'abbazia adottando anche loro l'osservanza cistercense. Buonsollazzo, 701ª filiazione dell'abbazia di Clairvaux, rifiorì e si riconsolidò.

Nella seconda metà del XV secolo fu ceduta in commenda e subito dopo, nel 1497, entrò a far parte della Congregazione Cistercense di San Bernardo in Italia, inserita nella Provincia Toscana. Durante il Seicento due abati di Buonsollazzo furono anche presidenti generali della Congregazione.

Nel 1705 accettò la riforma dei Trappisti, favorita in tutti i modi dal granduca Cosimo III. Si trattò della prima esperienza trappista in Italia, dalla quale si diramò nel 1717 una colonia di monaci che si insediò nell'abbazia di Casamari. Nulla si conosce della struttura architettonica precedente, poiché Cosimo III fece abbattere l'antica chiesa e monastero e li ricostruì secondo le esigenze dei trappisti tra il 1707-1720. L'introduzione dei trappisti a Buonsollazzo non separò completamente l'abbazia dalla Provincia Toscana.

Il 2 agosto 1782 fu soppressa dal granduca Pietro Leopoldo. Il patrimonio economico ed il monastero furono venduti al marchese Sigismondo Lotteringhi Della Stufa, eccetto la chiesa, la sagrestia, il capitolo, il cimitero, alcune stanze per uso del curato ed un pezzo d'orto.

Nel 1877 i Camaldolesi ne presero possesso e vi insediarono un collegio per la formazione dei propri monaci. Nel 1990, dopo alcuni anni di sostanziale inutilizzo, alienarono la proprietà a privati, che ancora oggi la posseggono, in uno stato di semi-abbandono.

Passato il monastero il sentiero si ricongiunge alla strada sottostante che sciende a vetta le croci. Attenzione alla segnaletica cai perché ad un certo punto riparte un sentiero a sinistra che attraversa prati meravigliosi con una vista panoramica a 360 gradi. Giunti a vetta le croci se si vuole fare posto tappa all’abergo Dino ad Olmo bisogna scendere dalla strada principale fino ad imboccare una forestale a destra che pian piano diventerà una strada dell’omonimo paese e arriva di nuovo sulla strada principale per Fiesole e Firenze proprio esattamente dietro l’albergo Dino.
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Municipio

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Castello di trebbio

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Acqua rossa

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Pieve del Buonsollazzo

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Monte Senario

2 commenti

  • Ürjo 27-mar-2019

    Ho seguito questo percorso  verificato  Vedi altro

    The day was quite windy and this wasn’t nice to be on the top, specialty hard was coming down.

  • Cristian Certini 3-nov-2020

    Ho seguito questo percorso  Vedi altro

    Affittacamere via degli dei..... Ottimo pernottamento in struttura Giulia

Puoi o a questo percorso