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vicino Rontomellone - Incisa, Piemonte (Italia)

Il Sentiero del Tasso ha inizio nel centro storico del capoluogo di Vezza d'Alba: il pannello generale con la mappa del percorso si trova di fianco al Palazzo municipale, in piazza San Martino, dove è anche possibile visitare il Museo Naturalistico del Roero.

Seguendo la direzione indicata dalle paline, si raggiunge la chiesetta San Bernardino e si imbocca la strada a sinistra della biforcazione.
Al limitare delle ultime case del paese, si incrocia il Pilone San Sebastiano, che fa da crocicchio a due strade: qui si imbocca il percorso sulla destra.

In direzione ovest, si percorre un lungo tratto di sentiero pianeggiante e molto panoramico, mantenendo il crinale della collina tra vigneti e appezzamenti di frutteti. Da qui si possono scorgere i borghi di sommità del Roero, con la torre di Montaldo Roero, il castello di Monteu Roero, il castello di Cisterna d'Asti e, se la giornata lo permette, la corona alpina che fa da sfondo alle colline.
Gli innumerevoli vigneti che si incontrano sono per lo più vigneti storici: Vezza d'Alba ha avuto, fin dal Medioevo, una naturale inclinazione a questo tipo di coltura, anche testimoniata da un gran numero di documenti provenienti da archivi comunali e signorili di tutta l'area; qui i conti Roero avevano i migliori appezzamenti e alcune denominazioni di vitigni come la favorita e l'antico rossese sono tipicamente autoctoni.

Prestare attenzione alle indicazioni della segnaletica sul sentiero in quanto, in prossimità dei vigneti è facile non vedere alcuni segnali e imboccare altre strade. In particolare in prossimità di un grosso porticato in legno contornato da vigneti, occorrerà svoltare a sinistra.

In corrispondenza della Frazione Sanche il percorso inizia a scendere gradatamente, per raggiungere la località Violi, una borgata isolata caratterizzata dalla presenza di un forno comunitario proprio sul limitare del Sentiero. Un tempo i forni erano affidati alla manutenzione comunitaria, ed ogni famiglia poteva infornare il proprio pane secondo una serie di turni e rituali strettamente regolamentati.

Una serie di tornanti su strada asfaltata ci portano sulla strada provinciale di fondovalle SP 257: qui si prosegue dritto per altri 400 mt lasciandosi sulla destra la deviazione per S. Rocco di Montaldo Roero.
Raggiunto un piccolo pilone a bordo strada, si svolta a destra imboccando una strada sterrata.

Si prosegue su un fresco sentiero di fondovalle per circa 300 mt, si svolta a sinistra e si prosegue per una piacevole salita tra boschi ombrosi e vigneti. Quest'area, contraddistinta dal toponimo Vadolmo, è importante per il ritrovamento di un femore fossile di un mastodonte, un erbivoro di grosse dimensioni del periodo del Pleistocene. Il femore è custodito nel Museo Naturalistico del Roero, visitabile nel centro storico del paese.

Risaliamo quindi verso la località Valmaggiore, zona di acrobatici vigneti aggrappati ai ripidi costoni collinari: qui la valle è ancora completamente intatta e silenziosa, ed è stata inserita tra le zone a candidatura Unesco di Langhe Monferrato e Roero.
La strada diventa asfaltata poco prima della borgata abitata, e il percorso si sovrappone al Sentiero S4.
Attraversata la borgata, si abbandona l'asfalto svoltando a sinistra risalendo nuovamente una zona di vigneti. Il Sentiero si mantiene poi in quota con brevi saliscendi per arrivare alla deviazione per il Santuario di Madonna dei Boschi.
Qui il percorso ufficiale del Sentiero prosegue verso valle: vi invitiamo però a visitare il Santuario, luogo di frequentazione preistorica e risalente alla seconda metà del XII secolo: immerso nel verde e sulla cima della collina, può essere raggiunto percorrendo la deviazione andata e ritorno.

Tornando al Sentiero del Tasso, il percorso procede su strada a tratti asfaltata che in prossimità di un ampio tornante svolta a destra: questa zona è chiamata Val tassera (anticamente Valle taxeria) e dà il nome al percorso per via delle numerose tane del mammifero. Attraversato il bosco di Val tassera il Sentiero ridiscende, per affrontare una ripida salita a lato di un imponente vigneto.

Ci si inoltra in un fitto bosco in cui il sentiero degrada in una serie di spettacolari tornanti che portano al fondovalle di località Borgonuovo.

Qui, dalla piazza delle scuole, si imbocca l'antica salita ("montata" di Vezza) che ci porta al centro di sommità del paese nella piazza S.Bernardino, chiudendo l'anello attraverso una spettacolare salita verso il capoluogo a tratti pavimentata ancora con l'antica "sternìa" locale, la strada lastricata da piccole pietre rotonde.
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Sentiero del Torion:
Si snoda lungo la pianura coltivata del rio Borbore e conduce ai versanti impervi di un bosco coltivato a ceduo: tra castagni e roverelle si ammirano i castelli e le pievi del Roero che si affacciano al Tanaro. Le vigne aggrappate ai crinali lasciano il posto alla pineta del Torion, il curioso edificio esagonale bombardato durante la 2^ guerra mondiale che troneggia dall'alto della collina del "Castellero" e che dà il nome al Sentiero.

DESCRIZIONE: Il Sentiero ha inizio nel centro della frazione Borbore di Vezza, dal piazzale antistante l'ampio edificio della Banca d'Alba ed in prossimità di un'ampia rotatoria. A pochi metri dal piazzale, in direzione del paese di Castagnito, si svolta a sinistra su Strada Varasca.

All'altezza del grande caseggiato dell'Azienda Vinicola Casetta si svolta a destra su una strada pianeggiante che diventa presto inghiaiata; qui si procede per lungo tempo in pianura, tra campi coltivati e noccioleti, paralleli alla strada provinciale che si scorge in lontananza.
I campi sono intervallati da appezzamenti coltivati a pioppeto: nel periodo primaverile, tra gli alberi dall'altissimo fusto e in file perfettamente ordinate si può ammirare il suggestivo spettacolo della "neve dei pioppi", i morbidi fiocchi bianchi che volano nell'aria; scientificamente chiamati "pappi", i fiocchi altro non sono che le appendici piumose e leggere dell'albero che veicolano e favoriscono la diffusione dei semi grazie al vento. Secondo gli esperti non hanno potere allergenico. Proprio dai "pappi" deriva il nome anglosassone dell'albero, cottontree, (albero del cotone), anche se l'etimologia del nome "pioppo" pare derivi dal latino popolus (popolo) perché la folta chioma mossa dal vento produce un brusio che ricorda quello della folla.
Oltrepassati i pioppeti, il percorso pianeggiante prosegue tra orti e sontuose acacie che in primavera offrono spettacolari fioriture profumate. Ad un bivio si incontra, su una collinetta rialzata, un piloncino votivo affrescato: si procede diritto e si incrocia nuovamente un lungo pioppeto a sinistra.

Al termine del pioppeto il Sentiero piega a destra e sale, con una decisa e ripida salita, lungo il crinale della collina dirimpetto. A sinistra iniziano ad affacciarsi acrobatici vigneti aggrappati ai crinali sabbiosi, mentre il sentiero sale e la vista inizia ad essere panoramica sulla valle del Borbore.

Una svolta a destra ci introduce in un fitto bosco ombroso in cresta, con leggerissimi saliscendi, che si percorre per un lunghissimo tratto: qui si procede tra i castagni coltivati a ceduo, felci e muschio che apprezzano l'umidità del sottobosco.
Si esce dal bosco per un tratto di sentiero nuovamente panoramico e coltivato a vigne, stavolta più ampie e comode al lavoro dell'uomo, e la vista si apre improvvisa, a sinistra, sul paese di Castellinaldo e sull'antica pieve di San Servasio, che si erge solitaria sulla cima di un colle fitto di vegetazione.

Ci si immerge poi in un secondo tratto di bosco fitto e fresco, con numerosi saliscendi, e si giunge in una pineta: qui il terreno è asciutto e ricoperto da aghi di pino delle varie specie, A sinistra notiamo i castelli che si affacciano sulle creste collinari dirimpetto : il castello di Magliano Alfieri, dove il celebre drammaturgo Vittorio Alfieri soggiornò da bambino, e il castello dei Roero di Guarene con le sue eleganza settecentesca, disegnato dall'architetto Benedetto Giacinto Roero.

Si giunge così al Torion, l'edificio esagonale costruito sul punto più alto della collina del "Castellero" di Vezza: la sua curiosa storia, narrata nell'apposita bacheca, ci spiega come fosse uno stravagante ciabòt di campagna costruito nel 1932, teatro però di un episodio di bombardamento durante la seconda guerra mondiale. I grossi fori aperti dalle granate dei cannoni sono visibili ancora oggi sull'esterno delle pareti.

Lasciandovi alle spalle il Torion, il sentiero prosegue con una ripida discesa a zig zag e raggiunge nuovamente le case di strada Varasca, chiudendo così l'anello.
Waypoint

arrivo

Waypoint

partenza

Waypoint

Torion

Boschi Di Latifoglie

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