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vicino Forno, Toscana (Italia)

Condizioni meteo perfette, il gruppo dei bastraoni oggi ha un ospite Carlo Alberto detto " La Guida". 

Con l'auto raggiungiamo il punto più vicino a Vergheto transitando da Forno (Massa) e proseguendo fino alla fine della strada asfaltata. Dal parcheggio imbocchiamo la strada sterrata che in pochi minuti ci porta sul sentiero CAI 38, ancora pochi passi sotto bosco e siamo a Vergheto, borgo di case in parte ristrutturate in un angolo delle Apuane ancora incontaminato.

Appena superato le costruzioni troviamo un bivio di sentieri, noi ci manteniamo sulla destra seguendo il CAI 38 che ci porta a Foce Luccica, sulla sinistra una Madonnina e proprio di fianco alla statua inizia la famigerata "Cresta sud dello Spallone". Iniziamo a salire a vista, mantenendosi sulla cresta, la traccia non è segnata ma è impossibile sbagliarsi i passaggi sono obbligati. Salendo, la cresta si stringe, siamo in prossimità di Cima delle Serre dove troviamo una costruzione diroccata dei minatori della zona, sulla nostra sinistra vediamo sprofondare una cava abbandonata e sulla nostra destra, in lontananza,

la Casa dei Pisani e il canal Regolo dominato dal Monte Rasori e dal Picco di Navola.

La fatica si fa sentire e l'adrenalina cresce, guadagniamo quota arrampicandoci sulla cresta esposta da entrambi i lati, incontriamo un gruppo di capre che ci osserva per qualche attimo e poi sparisce tra le rocce. 

Superiamo due sbalzi con passaggi di 2° grado e siamo sul punto più difficile , dobbiamo aggirare un grosso masso dove il passaggio è obbligato, studiamo la situazione e decidiamo di passare sulla sua destra dove scoviamo due incassi dove poggiare i piedi, il passaggio è breve, solo pochi metri, ma l'esposizione è totale.

La cresta continua ad essere stretta ma proseguiamo in orizzontale fino ad una piccola foce che anche dal basso si riconosce per la presenza di un'alberello che non si sa come fa ha fatto a nascere li.

Questo è l'ultimo tratto tecnicamente difficoltoso, facciamo fare strada alla "guida", si tratta di uno sperone di roccia ripido ed esposto da superare, ci arrampichiamo con il cuore in gola, ma in pochi passaggi siamo fuori pericolo.

Di fronte a noi adesso abbiamo l'ultimo tratto della cresta molto ripido e faticoso ma tecnicamente semplice e non esposto. Finalmente siamo sullo Spallone, ma sopra di noi abbiamo ancora il Sagro imponente e maestoso. Piccolo spuntino e foto di gruppo e ripartiamo sempre in cresta fino alla vetta.

Sul Monte Sagro, sempre molto frequentato, la vista è fantastica, ci soffermiamo a mangiare e inevitabilmente ci ritroviamo a scambiare due parole con altri escursionisti. 

Ripartiamo per la via del ritorno, scendiamo il sentiero degli ometti che in breve ci porta ad incontrare il CAI 173 che aggira il Sagro dal versante nord e ci conduce fino a Foce di Vinca attraversando dei pezzi di sotto bosco meravigliosi. Dalla Foce in poi è tutta una discesa continua, il sentiero è semplice, solo il primo tratto, molto ripido e su paleo crea qualche difficoltà.

Perdendo quota attraversiamo il  grosso ravaneto di cava Canala e in breve transitiamo da Case a Riccio e Casa dei Pisani, due vecchie costruzioni di cavatori.

Eccoci di nuovo a Foce Luccica,. lo sguardo si dirige nuovamente sulla difficoltosa cresta che abbiamo percorso, increduli e particolarmente felici dell'impresa appena compiuta ci avviciniamo a Vergheto ed al parcheggio.

Che dire ancora, escursione meravigliosa, consigliata a persone esperte del terreno apuano, che non temono l'esposizione e le forti emozioni. 



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