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20,43 km

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vicino Baite della Rua, Lombardia (Italia)

Località di partenza: Vedello (1032 m) - Sondrio
Lunghezza: 20,5 km
Quota massima: 2245 m passo del Forcellino
Dislivello complessivo in salita: 1350 m
Arrivo: Vedello (1032 m) - Sondrio
Acqua sul percorso: SI - Agneda e Ambria
Come arrivare: da Sondrio si prende la SP38 in direzione di Tirano. Giunti al bivio per Piateda si gira a destra. Attraversato il paese, si gira a destra seguendo le indicazioni per Piateda Alta e poco prima di arrivare a Monno si gira a destra per Vedello. Giunti alla centrale elettrica si prosegue sulla sinistra e appena passato il ponte sul torrente Caronno si può parcheggiare l’auto lungo la carrareccia.
22/07/2012. Parcheggiamo l’auto appena dopo il ponte sul torrente Caronno e ci incamminiamo lungo la strada cementata/sterrata che porta ad Agneda. Dopo circa un chilometro raggiungiamo Agneda (1228 m) dove passiamo davanti alla chiesetta di Sant’Agostino. Superato il piccolo borgo ci troviamo di fronte un ampio pianoro che attraversiamo passando sulla strada sterrata. Lungo il percorso incontriamo un parcheggio sulla destra e un’area attrezzata corredata di un pannello didattico. Continuiamo a camminare sulla strada (chiusa ai veicoli non autorizzati) e dopo un breve tratto in leggera salita affrontiamo una serie di ripidi tornanti fino a raggiungere un bivio, dove la segnaletica verticale indica sulla sinistra il rifugio Mambretti (2 ore) (http://gianolinibike.it/node/1764). Noi proseguiamo dritto, sempre sulla carrareccia in salita e dopo poco avvistiamo il muro di contenimento della diga di Scais. Manca poco ormai al piazzale della diga. Tralasciamo lo stradello sulla sinistra che porta ad un grosso piazzale attraversato dai binari della decouville. Proseguite dritto in salita e dopo una curva a sinistra seguita da un tratto rettilineo si arriva all’apice della diga. Affrontiamo gli ultimi due tornanti ed arriviamo al lago di Scais (1500 m). Continuiamo costeggiando il lago per tutta la sua lunghezza, poi, sempre su carrareccia, pieghiamo a destra e imbocchiamo il sentiero in salita. Non troviamo nessuna indicazione che indica il passo del Forcellino. Seguiamo la Grande Via delle Orobie (G.V.O.) ben segnalata dai segnavia bianco-rosso e giallo-rossi. Oltrepassiamo la vecchia teleferica delle miniere di uranio, ormai in stato di abbandono, e proseguiamo su ampia carrareccia, salendo con una pendenza media del 13,5%. In fondo alla valle, sempre ben visibile, c’è il pizzo del Salto (2665 m). Superiamo una frana che in due punti ha sbarrato il sentiero originario, ormai sostituito da due piccole varianti. Sempre seguendo i provvidenziali segnavia bianco-rossi arriviamo presso una stalla. Qui è necessario prestare particolare attenzione, perché è facile perdere di vista i segnavia. Appena superata la stalla svoltare subito a sinistra e dopo aver scorto il primo segnavia, “navigare a vista” seguendo la costa del pendio fino ad intercettare di nuovo il sentiero, molto stretto, sufficiente al passaggio di una persona. Ad un certo punto il sentiero si fa più ...continua su: http://gianolinibike.it/node/2144

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Bivio per recarsi al Rifugio Mambretti

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