Tempo  7 ore 59 minuti

Coordinate 8227

Caricato 22 novembre 2017

Recorded novembre 2017

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
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1.678 m
259 m
0
6,0
12
23,92 km

Visto 348 volte, scaricato 7 volte

vicino Grigno, Trentino-Alto Adige (Italia)

La valutazione è “Impegnativo” per le due varianti di cengia che ho aggiunto, altrimenti seguendo solo la via normale tutto il tracciato resta godibilissimo e alla portata di qualunque escursionista medio – e naturalmente seguendo solo la via normale diminuiscono dislivello e percorrenza lineare (il dislivello vero di questa escursione completa è di circa 1.800 metri e non quasi 2.000 come indicato da Wikiloc).
Nella splendida guida “Valsugana e Canale del Brenta” di Paolo Bonetti e Marco Rocca è proposta la deviazione con andata e ritorno fino al “Colo dei Centenazzi”, e fino a quel punto – a mio giudizio – è ancora un’escursione di media difficoltà: solo proseguendo oltre e/o affrontando anche la variante difficile che sbuca al Tornante di Matiola l’escursione diventa sicuramente impegnativa.

Si inizia affrontando il “Trodo de le Banchesèle” (banchesèle = piccole banche) che rimonta in modo sorprendentemente facile il pendio alle spalle di Grigno che è tutto percorso da un sistema di piccole banche e cenge sfalsate di livello e “appese” su salti di roccia.
Non è un tracciato CAI – ma meriterebbe di esserlo – a dal 2017 è segnato in colore “lime”; nella prima parte ci sono anche dei segni rossi ENEL che a un certo punto bisogna abbandonare; verso la fine diminuisce la frequenza dei segni color “lime” ma inizia una segnatura blu.
In tutta la “via normale” ci sono 5 tratti di corda tipo ferrata che aiutano su dei piccoli salti: sono salti facili che in tanti altri sentieri (anche CAI) non sarebbero assicurati.
Il percorso è “aereo” ma mai veramente esposto: le banche sono abbastanza comode.

Subito prima della quinta corda c’è un bivio che a sinistra porta verso la Cengia del Colo dei Centenazzi.
Sicuramente vale la pena andare fino al Colo (o Covolo) che è un grande e lungo “landro” o riparo di roccia con un arco molto spiovente.
Chi vuole proseguire troverà una vera cengia che ha il suo punto più difficile proprio nel canalino di uscita che si può definire un II° grado scivoloso; si può affrontare anticipandolo per roccette, o per saltini misti roccia/erba o per ripida terra smossa a fianco della parete: ognuno valuti bene con attenzione.
Proseguendo per la via normale c’è un’altra possibile breve variante difficile tipo cengia che scorre un po’ più in basso fra la via normale e la Cengia del Colo dei Centenazzi.

Poi si prosegue per la vetta del Monte Mezza alias Cima Lasta.
Spettacolare il tratto finale che corre appena sotto la cresta che, nel punto più alto, precipita per 1.300 metri VERTICALI fino alla Valsugana.
Ci sono varie possibilità di portarsi sul filo di cresta per dare un’occhiata da brividi: ATTENZIONE AI SELFIE, POTREBBERO ESSERE PIUTTOSTO PERICOLOSI!

Il rientro a Grigno avviene per la Gola del Murelo seguendo la Mulattiera di Santa Apollonia dopo aver attraversato Prati di Monte Mezza e la periferia di Cinte Tesino.
Durante la discesa si incontrano almeno tre indicazione per “Ponte dal Diaolo” (diaolo = diavolo) e “Apocalypse Now” che è un impegnativo percorso di canyoning.
Verso la fine c’è una breve deviazione – attrezzata nel finale – per una caratteristica grotta riparo.
Poco dopo un sentierino ben marcato aggira una grossa frana che ha cancellato parte della mulattiera.
Un’altra piccola frana ha abbattuto un ponticello di legno di questo sentierino, ma si riesce a superare questo tratto con un minimo di attenzione.

1 comment

  • Foto di escursionilunapiena

    escursionilunapiena 2-mag-2019

    Molto precisa la descrizione, peccato che la tempesta Vaia abbia abbattuto molti alberi, che ci hanno impedito di seguire il percorso come tue indicazioni.
    Complimenti per le tue pubblicazioni.

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