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17,05 km

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vicino Biforco, Toscana (Italia)

VALLE SANTA IN CASENTINO:
anello di Montefatucchio
Effettuata il: merc. 21.6.17
Con: Gruppo Elleboro
Partecipanti: Giuliano, Stefano, Francesco Bo e Pasquale
Mappa usata: Tra l’Arno e il Tevere 1:25.000 ed. SELCA a cura di G.P.
Matteagi CAI Arezzo
Part. e arrivo: Montefattucchio (località, da non confondere col monte)
Perc. Auto da Firenze: Pontassieve-Consuma-Ponte a Poppi-Bibbiena-Ristonchi-
Montefatucchio (Km 90 circa, ore 2,00 circa)
Percorso tipo: E
Dati GPS previsti: Ore 6,30 km 17 disl. m 800;

DESCRIZIONE
Notizie
Il Comune di Chiusi della Verna possiede una vasta zona (che dalla località Beccia si estende fin quasi a Badia Prataglia – Passo dei Mandrioli) di particolare interesse ambientale paesaggistico: la Valle Santa. Questo territorio, attraversato dal torrente Corsalone che offre incredibili giochi d’acqua e notevoli spettacoli naturalistici lungo il suo percorso. E’ così chiamata perchè al cospetto del Sacro Monte della Verna. In epoca medievale vi erano disseminati vari castelli, ciò testimonia l’importanza strategica che aveva questa zona tagliata da strade che congiungevano il Casentino con la Romagna e la Valtiberina. Di questi castelli, che non erano residenze di nobili ma strumenti per la guardia e la difesa del territorio, non esiste quasi più traccia, ad eccezione di quello di Monte Fatucchio, che ci mostra ancora qualche muro e la cisterna. Monte Fatucchio è un simbolo della Valle Santa, la sua forma appuntita lo rende inconfondibile. Posto praticamente nel centro di questo territorio, dai suoi novecento metri di quota si domina tutta la zona. Il monte è stato oggetto di tante storie e leggende perchè si diceva abitato da streghe e fate (non a caso il nome Fatucchio). L’ottocentesca scrittrice toscana Emma Perodi ambienta qui una sua novella e vi colloca la casa di una befana particolarmente brutta e cattiva.
La Valle Santa è un territorio aspro, spesso inaccessibile. E’ coperta da boschi spontanei con un sottobosco a volte impenetrabile. Ai boschi si intervallano pascoli, campi abbandonati. Molti sono i panorami godibili dai quali però non si riconosce quel Casentino a tutti noto. Lo stesso Monte della Verna, che è visibile praticamente da ogni punto, ci appare con una forma inconsueta rispetto a quella che normalmente vediamo dal Casentino. Aspetti questi di grande fascino, così come i tanti casolari, di cui molti diroccati, e di diversi paesini disseminati in Valle Santa. Ognuno con la sua storia antica ed importante, ognuno con la sua piccola chiesa. Il più grande è Corezzo, ma sarebbe lungo elencarli tutti.
Itinerario
Noi siamo partiti da sotto l’abitato e il cimitero di Montefatucchio, posteggiando lungo la strada che proviene da Ristonchi, dove finisce (od inizia) il sent. CAI 59. Per qualche centinaio di metri si segue la strada asfaltata, poi si sale a sin. sul sentiero 057 per arrivare ai quasi ruderi di Monte Silvestre. Sempre lungo lo stesso sentiero si arriva al passo delle Guanancole e più avanti sul sentiero 00 che ci porta prima a Poggio Tre Vescovi e poi alla Rotta dei Cavalli. Qui si gira a sinistra per prendere il sentiero 067 fino alle case abbandonate di Le Nocette. Qui col sent. 59 arriviamo alla base del Monte Fatucchio (noi non siamo saliti in cima, ma un sentiero pare dia questa possibilità) e quindi all’abitato di Montefatucchio e alle macchine.

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