Difficoltà tecnica   Facile

Tempo  4 ore 5 minuti

Coordinate 1074

Uploaded 19 febbraio 2017

Recorded aprile 2013

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vicino Pian di Rota, Toscana (Italia)

  • Foto di GBL alla partenza.jpg
Foto d'insieme del Gruppo Botanico Livornese alla partenza dell'itinerario Vallelunga - La Cerretina, effettuato in data 13.4.2013
  • Foto di Lungo gli Archi dell'Acquedotto.jpg
Passaggio sulle passerelle che costeggiano gli Archi dell'Acquedotto Leopoldino
  • Foto di Prati di Vallelunga.JPG
  • Foto di Corniolo.JPG
CORNIOLO Cornus mas Il corniolo è un alberello, fino a circa 6 metri, poco amante della luce che si ritrova nei boschi di latifoglie decidue. La fioritura avviene precocemente tra febbraio e marzo (talvolta già a dicembre) prima della emissione delle foglie, ciò che lo distingue dalla specie similare Sanguinello (Cornus sanguinea). I fiori ermafroditi appaiono riuniti in infiorescenze ombrelliformi, semplici e brevi,di colore giallo citrino, circondate alla base da un involucro di quattro brattee verdognole, talvolta sfumate di rosso. I fiori presentano un calice di quattro sepali verdognoli, brevi ed acuti, la corolla di 4 petali giallo dorato, odorosi e stami alterni ai petali. Il frutto è una drupa carnosa, ovoide (10-15 mm), liscia e lucida, rossa a maturità, di sapore acidulo, ma gradevole, contenente un solo seme osseo.
  • Foto di Vallelunga. Viluppo di Periploca graeca.jpg
PERIPLOCA GRECA , Topa (in Toscana) (Periploca graeca) Liana legnosa con fusti volubili che si avvolgono strettamente agli alberi ed arbusti. Caratteristica dei boschi planiziali o ripariali umidi, presente in Toscana nella fascia costiera da Viareggio fino alla provincia di Livorno che rappresenta il limite meridionale della regione. All’interno è stata ritrovata in un bosco planiziale della Magia (Quarrata) e sul Monteferrato. Comune sulle prime propaggini a Nord dei Monti Livornesi (lungo la prima parte di questo sentiero) e sui versanti occidentali alla foce dei corsi d’acqua, mentre è rara al di sopra di una certa altitudine sempre presso sorgenti o corsi d’acqua. Nella provincia si trova sempre più rara fino alla sua scomparsa prima di Cecina. Rappresenta un relitto terziario di origine pontica di notevole interesse geobotanico di una antica vegetazione scomparsa. Presenta foglie ellittiche od ovate, arrotondate alla base, con fiori caratteristici, purpurei e frutti caratteristici (follicoli) che somigliano a sottili baccelli con le valve aperte ed unite alla sommità.
  • Foto di Vallelunga. Vegetazione Ripariale.jpg
VEGETAZIONE RIPARIALE Lungo i corsi d’acqua, che sulle nostre colline sono normalmente stagionali, è possibile osservare una vegetazione forestale a dominanza di specie decidue i cosiddetti boschi ripariali. Queste formazioni si differenziano fortemente, anche dal punto di vista cromatico, sui versanti più asciutti dei Monti Livornesi dove domina la lecceta o la macchia di essenze sclerofille sempreverdi. Nel caso del fosso di valle Lunga, lungo le pendici orientali dei primi rilievi a nord, le essenze individuate sono principalmente: frassino di palude (Fraxinus angustiflolia subsp oxycarpa), Olmo campestre (Ulmus minor) salici (Salix alba, Salix purpurea), pioppi (Populus alba, Populus nigra). Raramente in Italia, ma abbondante nel territorio livornese a N-E, ma rara sui rilievi dei Monti Livornesi è la liana Periploca graeca che si intreccia sulle essenze arboree sopra citate. La vegetazione arborea osservata nei pressi del fosso è rappresentata da querce decidue (Quercus cerris, Quercus petraea, Quercus pubescens) dall’orniello (Fraxinus ornus) e raramente dal leccio. VEGETAZIONE PLANIZIALE I Monti Livornesi degradano a Nord-Est verso le pianure alluvionali che attraverso Stagno raggiungevano Coltano e Pisa. Questo territorio tra Livorno e Pisa era occupato anticamente da paludi e boschi planiziali periodicamente allagati. Sul margine a Nord della Cerretina, nei pressi dell’inizio del nostro sentiero, possiamo individuare piccoli residui di una vegetazione planiziale ormai scomparsa. Questo tipo di vegetazione è rappresentata da essenze arboree rare, per la vegetazione delle nostre colline, come la farnia (Quercus robur subsp robur, ) il carpino nero ( ostrya carpinifolia) ed il carpino bianco (Carpinus betulus) che esigono una falda freatica superficiale in terreni profondi e ricchi di humus.
  • Foto di Rio delle Basse.jpg
Il guado del Rio delle Basse.
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Carcassa di auto che si trova alla fine del sentiero interno proveniente dal Rio delle Basse. Come segnavia potevano senza dubbio esistere alternative migliori !
  • Foto di Ambiente umido.jpg
Al termine del sentiero interno che costeggia il rio delle Basse, non appena si rientra nel Prato Vallelunga c'è una piccola area umida dove cresce una specie di tarassaco che sembrerebbe specifica di ambienti acquatici. La supposizione è oggetto di approfondimenti da parte del Prof.Mairo Mannocci
  • Foto di Tarassaco in ambiente umido.JPG
Specie di tarassaco da determinare come endemica degli ambienti umidi
  • Foto di Rio La Puzzolente.JPG
  • Foto di Ponticello sul Rio La Puzzolente.JPG
Foto del waypoint 9, punto di deviazione verso la Cerretina
Vero e proprio ambiente acquatico con la presenza di specie vegetali (farnia, roverella, carpino nero) uniche per il comprensorio di Vallelunga/La Cerretina.
  • Foto di Le Lame.jpg
  • Foto di Cerinthe major.jpg
Erba vajola (Cerinthe major, L.,1753) è una pianta appartenente alla famiglia delle BORAGINACEAE Erba tortora, Scarlattina, Succiamele, Erba vajola maggiore, , erba tortora, succiamele, scarlattina Forma Biologica: T scap - Terofite scapose. Piante annue con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie. Descrizione: Pianta erbacea annuale, glabra e glauca alta 20 - 80 cm . Fusto cilindrico, ascendente e ramificato. Foglie inferiori picciolate, spatolate e cigliate, di colore blu-verde ricoperte da una pellicola cerosa e talvolta macchiettate di bianco con presenza di tubercoli abbastanza pronunciati e con setole patenti sul margine (7 - 15 x 30 - 60 mm); le medie e le superiori a base cordata, sessili, amplessicauli con vistose orecchiette rotonde in cime scorpioidi (3 - 6 x 1,5 cm). Fiori posti all'estremità del fusto, penduli con struttura a racemo. Brattee ovali spesso soffuse di rosso-violetto, lunghe quanto o più del calice che presenta 5 lacinie ineguali. Corolla gialla con sfumature bruno-purpureo alla base con anello rosso brunatro posto alla fauce, tubulosa, lunga fino a 3 cm e larga 8 mm; lobi molto brevi e troncati, lievemente dentati e ripiegati all'indietro. Stami 5 con antere violette (6 mm) su filamenti di 4 mm ; stilo sporgente di 2 mm (ACTA PLANTARUM)
Veduta dei manufatti urbani a fine escursione
Parcheggio del Cisternino
Partiti dal Parcheggio del Cisternino, si percorrono le vetuste passerelle che passano sotto gli Archi. Al termine delle passerelle si devia a sinistra e, poco dopo, ancora a sinistra, nel punto indicato come waypoint 2
La deviazione è all'altezza dell'incrocio con il largo sentiero che porterebbe alla Puzzolente
Alla fine del Prato, all'altezza di un cancello sulla sinistra) si devia leggermente a destra fino a imboccare il sentiero seminascosti che raggiunge, subito dopo, un botro. Il sentiero diventa immediatamente evidente ed è quello che porterebbe verso la zona del Corbolone
Il punto di deviazione non facile a individuarsi, diventa tuttavia abbastanza evidente se si considera che incrocia sulla destra un altro sentiero più stretto e incontra sulla sinistra il Rio delle Basse. Dobbiamo attraversare il Rio e procedere avanti per non più di venti metri fino a incrociare sulla destra l'evidente sentiero interno che ci riporta indietro verso il Prato di Vallelunga. Questo sentiero costeggia, in effetti, sia il Rio delle Basse, sia il Prato di Vallelunga, entrambi visibili, ogni tanto, alla destra del senso di marcia.
Termina, in questo punto, il sentiero interno alla macchia e torniamo sul Prato di Vallelunga che costeggeremo, ora, sul lato opposto a quello del'andata, fino al bivio per la Puzzolente
A questo punto si devia verso la Puzzolente.

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