Tempo  8 ore 6 minuti

Coordinate 8796

Uploaded 25 ottobre 2017

Recorded ottobre 2017

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2.304 m
697 m
0
5,2
10
20,71 km

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vicino Borgo, Trentino-Alto Adige (Italia)

IL DISLIVELLO VERO È DI CIRCA 1.900 METRI: WIKILOC RICALCOLA CON ABBONDANZA QUANDO GLI ITINERARI SCORRONO AI BORDI DI GRANDI ESPOSIZIONI.

Tracciato molto ben inquadrato e descritto nella fantastica guida “Valsugana e Canale del Brenta” di Paolo Bonetti e Marco Rocca.
Alla loro proposta ho aggiunto la salita al Monte Kempel e Cima Pòrtule – peraltro vicinissimi fra di loro.

È un vecchio itinerario di cacciatori sulle tracce dei camosci e per questo è nominato come “Viàzzo”, più o meno come i “Viàz” bellunesi.
Tuttavia non è affatto un percorso estremo come vari che seguono le tracce dei camosci.
È un lungo traverso appena sotto i 2.000 metri e di poco sotto il profilo delle cime della parte nord dell’Altopiano di Asiago.
La traccia è sempre abbastanza evidente per chi è abituato ai tracciati extra-CAI, tranne in un punto di cui al waypoint “06 - Svolta destra secca per taglio di mughi dopo breve discesa canalone” – vedi anche foto con linea e commenti.
Faticoso e da non sottovalutare – anche se interessante – l’avvicinamento all’attacco est; per questo motivo preferisco questa direzione all’altra da ovest a est: quando si è un po’ stanchi la Val delle Dodici in discesa non è una passeggiata, mentre dall’altra parte si è più tranquilli.

Ci sono vari passaggi un po’ delicati, ma tutti brevi e quindi gestibili più facilmente di lunghi tratti che ti costringono alla massima concentrazione continua.
Può diventare ASSAI PERICOLOSO se si affronta un po’ troppo presto in stagione quando ci sono accumuli di neve ancora presenti nei numerosi canalini che si attraversano – e qui la neve è dura a sciogliersi.
Non va bene per principianti anche se accompagnati.
Tratti esposti e delicati, anche se brevi, possono mandare in crisi chi non li ha mai provati.

Il GPS ha avuto qualche piccola incertezza dentro la Val delle Dodici e francamente me l’aspettavo, ma in generale si può considerare una buona registrazione.
In discesa dopo Baite Lanzòla, ho trovato un gran taglio del bosco in corso d’opera, e per un tratto non ho potuto seguire esattamente i segnavia perché ero troppo occupato a trovare il miglior modo di saltare i grossi tronchi o di aggirarli: però quello è un tratto ben segnato e la traccia GPS non serve proprio.
Quando si inizia a scendere il canalone – abbastanza ripido e instabile, ma sono pochi metri – bisogna STARE ATTACCATI AI MUGHI A DESTRA.
Inizialmente il taglio è in discrete condizioni, ma dopo un po’ si chiude per una decina di metri; guardando sotto si riesce un po’ a capire che direzione tenere e poi si cammina sopra; alla fine “della passeggiatina sospesa” si ritorna definitivamente su buona traccia poco prima del successivo tornantino a sinistra.
Si dovrebbe capire abbastanza bene dalla foto con le linee dove il cerchietto rosso rappresenta il waypoint con la svolta a destra in direzione marcia (chiaramente a sinistra nella foto visto che è scattata all'indietro).

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