Tempo  7 ore 5 minuti

Coordinate 6042

Caricato 26 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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1.719 m
502 m
0
3,7
7,4
14,7 km

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vicino La Costa, Veneto (Italia)

Escursione che si svolge in grandissima parte al di fuori dei tracciati ufficiali CAI e che segue vecchi sentieri o tracce di sentieri.
Può piacere a chi cerca itinerari selvaggi e solitari.

Ho indicato difficoltà media perché ho considerato solo la stabilità della camminata in rapporto all’esposizione.
È sicuramente impegnativo come orientamento nonostante siano pochi i tratti dove la traccia di sentiero si fa labile o svanisce.
Alcuni di questi tratti hanno comunque una direzione logica, ma altri non sono esattamente intuitivi.
Se ci si rende conto di essere fuori linea di molto, meglio tornare indietro e non insistere con “rientri fantasiosi”.

C’è un unico punto di pochi metri – waypoint ‘06 - Sentiero franato: unico punto di vera attenzione dell'escursione’ – dove una scivolata può essere preoccupante, ma si può gestire con le opportune traiettorie.

Ci sono vari “strappi” abbastanza ripidi, sia in salita che in discesa, ma pochi passi possono risultare instabili se si guarda sempre qualche metro in avanti per prevedere le linee migliori.
Ci sono vari ometti ma pochissimi segni di altro tipo – a parte, ovviamente, i segni CAI nei tratti in prossimità di Cima Campolongo.

Non è da affrontare con l’idea di “fare il tempo”.
La traccia GPS non può azzerare i problemi di orientamento perché in vari tratti non c’è una ricezione ottimale e non può essere precisissima.
Visto che solo in Cima Campolongo si può scattare qualche foto panoramica, ho cercato di inserire qualche “foto tecnica” che agevoli la comprensione della direzione da tenere.
Tuttavia non metto foto “troppo boschive” perché la visione del bosco cambia di settimana in settimana e di anno in anno a parità di settimana.
Se si cerca il particolare che si nota in una foto boschiva si girerà sempre a lungo senza mai trovare nulla.

L’ho fatto senza mai esserci stato seguendo l’ottima guida “Sui sentieri della Val d’Astico” di Liviero Carollo.
Due fotocopie in tasca di questa guida aiutano più di qualsiasi altra cosa.
Ho anche rasterizzato la mappa Tabacco per vederla direttamente nel GPS – non per seguire i segni sulla mappa (pochi e certamente non precisi al punto di fidarsi di seguirli al 100%), ma per avere un’idea di quanta strada avevo fatto e quanta me ne rimaneva visto che non si riesce quasi mai a guardare fuori dal bosco e capire dove ci si trova in generale.
Questo è il primo punto chiave dell'escursione dove un errore porterebbe completamente fuori strada. Il canale laterale (fondo terroso e bosco un po' rado anche se coprente) si nota bene. Bisogna individuare due piccoli speroni di roccia sul bordo destro (direzione risalita) del canale che si trovano dopo pochissimi metri. Si passa proprio accanto a questi due speroni per doppiare la costola destra del canale e uscire dall'altro lato dove si troverà una traccia abbastanza evidente che risulterà franata al waypoint successivo. Dopo i pochi metri franati riprenderà abbastanza evidente.
Questo waypoint non ha significato come orientamento perché si trova in un crinale erboso dove non ci si può sbagliare. È una curiosità perché su questo "terrazzino sospeso" si coltivava un orto per auto consumo ad uso di chi veniva qui sopra per lavorare.
Esiste anche un Cogoléto de Sóto alcune decine di metri più in basso. È sempre un riparo naturale usato in passato dagli abitanti/lavoratori del luogo e si trova in un bel posticino con finestra di roccia naturale accanto. Per raggiungerlo serve una deviazione di pochi metri, ma il sentierino è franato creando un passaggio alquanto pericoloso. Ho preferito evitare di raggiungerlo e fermarmi solo a guardarlo. Ho cancellato dalla traccia GPS questa deviazione.
Bisogna fare mente locale già al waypoint precedente perché in discesa si piomba subito su questo e sicuramente l'istinto porterebbe a girare a sinistra. Ho provato anche la variante di sinistra (poi cancellata dalla traccia GPS) che inizia molto bella, evidente e facile - ma poi svanisce costringendo a una discesetta non banale su saltini di roccia/erba per ricongiungersi alla traccia di proseguimento. Andando a destra, invece, si va per tracce labili (ma su terreno non brutto come la discesa di cui sopra) fino al tornantone sinistro che si nota nella linea GPS. Poco dopo il tornantone la traccia di sentiero "compare dal nulla" e il tutto è complessivamente più semplice.
Tenere conto di questo rifugio/bivacco se si dovesse perdere la strada più avanti dovendo poi tornare indietro con orario al limite. Poco dopo la ripartenza si arriva a una ex piccola cava dove, per superarla, bisogna rimontarci sopra girando appena prima e compiendo un paio di tornanti come da linea GPS. Più avanti si deve attraversare un grande prato (con poca inclinazione laterale) dove scompare l'impronta a terra del sentiero. Mantenendo più o meno la stessa quota si troverà facilmente la buona prosecuzione della traccia al rientro nel bosco.
Waypoint fondamentale per chiudere il giro e da vedersi insieme ai tre successivi ravvicinati per capire lo sviluppo del tracciato. Si scende direttamente nel canale erboso e ripido per il primo tratto, ma sempre con appoggi per i piedi. Poi continua meno ripido, nuovamente ripido nel bosco e infine più dolce fino al punto dove bisogna attraversare un ghiaione/frana e passare sul lato sinistro direzione discesa. Poi si dovrebbero individuare i due waypoint successivi del motore abbandonato e della base teleferica fatiscente. Però, a mio giudizio, anche se non si vedono l'importante è puntare verso la zona del waypoint 24 dove ricompare "magicamente" una ottima traccia di sentiero che permetterà di camminare veloci fino alla fine. Fra questo waypoint della sella erbosa e il 24 della ricomparsa buon sentiero, ci sono varie labili tracce di pochi metri che vanno e vengono. È logico che ci siano perché in questo tratto c'era la piccola teleferica di cui si trovano i resti, e dunque doveva esserci anche un passaggio che collega la "stazione" (... è una parola grossa in questo caso) a monte con quella a valle.

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