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61,05 km

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vicino Castiadas, Sardegna (Italia)

Sgambata di due giorni e mezzo attraverso le montagne del Sarrabus.
Ecco il diario del trek:
Nonostante io conosca abbastanza bene i sentieri intorno alle cime dei 7 Fratelli, non avevo mai percorso il tratto del Sentiero Italia che arriva fino a Castiadas. La necessità di una navetta con l'auto mi ha sempre scoraggiato. Nel Maggio 2015 il mio amico Simone Rossi, forte camminatore piemontese conosciuto lungo il GR20, stava attraversando la Sardegna a piedi. Aproffittando della sua presenza e della disponibilità del nostro amico Enrico Seddone, che si è offerto di farci da navetta con la sua auto, ho progettato di effettuare una traversata del Sarrabus, ispirandomi a un'idea di Matteo Casula, altro grande amico.
Quindi, accompagnati a Castiadas in macchina da Enrico, partiamo poi dalla vecchia casa penale al tramonto, e in circa 15 minuti raggiungiamo l'area attrezzata di Baccu sa Figu, dove prevediamo di bivaccare. Dovrebbe esserci una sorgente ma troviamo tutti i rubinetti secchi. Per fortuna il torrente scorre ancora e sembra bello pulito. Prendiamo l'acqua da lì.
La mattina dopo, verso le 7:20 iniziamo a seguire il Sentiero Italia, in questo tratto molto ben segnato. La traccia segue il Baccu per poi iniziare una ripida salita che, con vari tornanti, porta al Bruncu su Adulu (782 m). Segue un tratto in discesa fino a passo di Arcu sa Teula (681 m), dove si interseca la sterrata proveniente da S. Barbara di Solanas. Seguiamo la sterrata verso NW, i segnavia diventano un optional ma per fortuna il bivio che ci interessa, a destra, è segnalato. Un'altra sterrata in pessime condizioni ci porta, in direzione N, a raggiungere la bella roccia detta "della Sfinge".
Proseguiamo in quota, sempre verso N, per poi iniziare la discesa, sotto un bel bosco, fino al rio sa Ceraxa. Anche questo tratto è ben segnato. Purtroppo i segnavia praticamente scompaiono dal rio sa Ceraxa, risultando poi difficile innestarsi al tragitto originale del Sentiero Italia. Noi proseguiamo la salita fino all'Arcu su Cabriolu per poi percorrere, verso NW, il sentiero di Aqueddas, marcato da segnavia rossi. Arrivati al pianoro di Aqueddas continuamo a seguire la sterrata a destra, anzichè infilarci nel proseguo del sentiero rosso. Fino a riprendere il Sentiero Italia, qui di nuovo molto ben segnato.
Cammiamo fra le bellissime formazioni granitiche fino a raggiungere la base delle guglie sommitali dei 7 Fradis, dove si trova un bivio. Appesi gli zaini ad un albero andiamo a percorrere una porzione del sentiero che si snoda fra le cime, e che poi scenderebbe a su Conventu e alla caserma forestale. Noi invece torniamo indietro per poi proseguire in direzione NW verso la strada di Bacu Malu. Percorso un tratto della sterrata verso W, la abbandoniamo poi per seguire quella che porterebbe al nuraghe Gattu, lasciando subito anch'essa per seguire un sentiero, facilmente percorribile ma poco segnato, che in direzione NW ci porta a scendere fino a s'Eremigheddu e ad Arcu Lianu.
Attraversata la sterrata, un sentiero sempre meno evidente ci porta, sempre verso NW, fino alla SS125, all'altezza del km 33. Ogni tanto appare qualche vecchio segnavia, ma da qui in poi servono più da conferma che da indicazione. Si passa a fianco ad un lercio porcile.
Percorriamo circa un km di asfalto, direzione Muravera, per poi imboccare uno stradino in discesa a sinistra.
Abbiamo percorso circa 25 km e decidiamo di scendere al fiume per riposarci, fare un bagno ristoratore e bivaccare.
Il mattino dopo rimontiamo sullo sterrato principale, superiamo una sbarra (segnavia scolorito dipinto sopra) ed arriviamo ad un ovile. Superiamo un guado in secca, per iniziare poi a risalire verso NW. Incontriamo qualche segnavia ma non ci facciamo troppo affidamento, perdere il sentiero è un attimo. Ia pista piega verso WNW per poi tornare in direzione NW. Superiamo un piccolo passo, senza nome sull'IGM. Da qui seguiamo una sterrata verso N che ci porta ad un cantiere forestale, dove si può fare rifornimento d'acqua.
In assenza di segnavia proseguiamo verso N fino a guadare il rio in località s'Ortu Becciu. Imbocchiamo uno sterrato e poi un sentierino di cresta e poi un'altro sterrato che ci portano, verso NE e dopo aver superato un paio di recinzioni, a raggiungere Arcu s'Arenada. Qui un provvidenziale cartello ci indica la bella mulattiera per scendere al rio Brabaisu.
Raggiunto il rio si potrebbe seguire la mulattiera mineraria fino a cuile s'Arcilloni e la confluenza col rio Ollastu, per poi risalire quest'ultimo fino al cuile s'Angassua. Ma occorrerebbe più tempo di quello a nostra disposizione, quindi noi optiamo per lasciare la valle del Brabaisu e risalire invece una codula secondaria, a N, in direzione di arcu Mannu e della rocca Arricelli. La vista della Rocca da questo percorso merita, peccato per la pioggerellina.
Il sentiero, a tratti poco evidente, segue l'andamento del rio Bacu Mannu per poi deviare bruscamente verso SW, in forte salita, fino a raggiungere la cresta di Corrongiau. Ci immette su una sterrata che seguiamo fino ad Accu Cenabaras e al cuile sa Gotti sa Perda.
Da qui un ennesimo sterrato in discesa ci porta al cuile Perdunoro, dove iniziamo a seguire, verso monte, la mitica mulattiera del rio Ollastu.
Decidiamo di fermarci per il bivacco in una bellissima ansa del fiume, dove ci concediamo un bagno.
La mattina seguente ripartiamo di buon'ora e ci godiamo la valle alle prime luci del mattino. In circa un'ora e mezza siamo ad Angassua.
Avendo più tempo avrei risalito il fiume che a monte si inforra e si chiama rio Serra, per poi diventare rio Leunaxiu, e da qui sarei salito sul versante sud del monte Genis e poi sceso verso Dolianova. Ma so, avendolo percorso anni fa, che è un tratto poco battuto che richiederebbe più tempo di quello a mia disposizione. E devo tornare a casa, avendo un impegno di lavoro nel pomeriggio. Quindi, col mio compagno di avventura Simone, optiamo per risalire verso Pala Manna e percorrere le creste fino alla base della cima del Serpeddì, dove mia moglie può venire a prenderci con il fuoristrada.
Una salita infinita, che mette alla prova le nostre gambe e schiene stanche. Verso le 11:30 raggiungiamo mia moglie che ci accoglie con dei grassi panini e una birra fresca. La vita è una cosa meravigliosa.

3 commenti

  • Foto di matta.eu

    matta.eu 24-feb-2016

    fantastico.. complimenti

  • Foto di luca sgualdini

    luca sgualdini 24-feb-2016

    Grazie. Te lo consiglio, il periodo migliore aprile-maggio

  • Foto di paoloserra

    paoloserra 29-set-2019

    Da fare! Senza la traccia è impossibile

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