Tempo  4 ore 37 minuti

Coordinate 358

Caricato 24 aprile 2018

Recorded aprile 2018

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1.948 m
1.136 m
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1,8
3,7
7,39 km

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vicino Chigazzolo, Lombardia (Italia)

E anche per quest’anno è giunta l’ora di salire sul Guglielmo, non posso mancare il mio appuntamento, per me è come un pellegrinaggio laico ad un posto del cuore, e ogni volta ho sensazioni diverse, soprattutto da quando sto tritando tutte le possibili tracce (o senza) che portano verso la cima.

Come già fatto l’anno scorso, anche quest’anno decidiamo di salirci verso l’ora del tramonto, anzi, vorremmo goderci il tramonto dalla cima. Partiamo dalla Croce di Marone che sono le 16:50 e seguendo la sterrata che perde un po di quota ci portiamo alla Forcella di Gasso, sulla destra c’è un piccolo cascinale e un poco più sopra, su un tronco di un albero, intravediamo la bollatura bianco/rossa del nostro sentiero; doveva esserci una palina indicativa (Cai 232-I Gnaf), ma noi non l’abbiamo vista.

Si sale subito in maniera decisa (la pendenza media si aggira tranquillamente tra i 35° e i 45°) e lentamente prendiamo quota, ma molto lentamente, perché il caldo è soffocante e la merenda fatta nel primo pomeriggio gira ancora nello stomaco come un Criceto nella ruota. Provo a tenere un passo dignitoso, ma capisco che più di così non posso fare, accetto questo limite e metto il cuore in pace. Con un ultimo strappo usciamo dal bosco per ritrovarci in un bel valletto, si potrebbe continuare diritto sino ad incrociare ancora il sentiero, ma noi in questo caso vogliamo seguire fedelmente il sentiero ufficiale e con un ultimo colpo d’occhio notiamo sulla destra la bollatura.
Il sentiero è posto al limite tra il bosco e un salto quasi verticale e con continui saliscendi sbuchiamo a N della Malga Guglielmo di Sotto, scendiamo sino ad intercettare la sterrata che porta al Rifugio Almici, poi seccamente puntiamo verso destra per prendere un erboso tratto ripido che giunge seccamente nei pressi della grande antenna, dove tra una fotografia e l’altra notiamo un bel gruppo di Mufloni che si aggirano su una vicina cresta. E’ la prima volta che mi capita di vederli, e manco sapevo della loro presenza, come confermato dal rifugista una decina di anni fa ne sono stati rilasciati pochi esemplari e all’oggi i gruppi sono diventati almeno 3 o 4. Dall’antenna al Redentore ci vogliono solo pochi passi. 2h.

Ci fermiamo al “trigonometrico” per fare qualche foto mentre il sole lentamente sta scendendo, e la cosa bella è che alle 19:00 siamo ancora in canottiera tecnica, a quasi 2000 metri di quota, spettacolo! Beviamo un sorso d’acqua per rifocillarci un po, poi mettiamo mano alla nostra cena a base di frutta, ma… vedo del fumo uscire dal camino del rifugio, possibile sia aperto? Di solito apre a maggio. Senza contare sino a 10 alziamo i tacchi e puntiamo verso il rifugio, d’altronde sono solo pochi minuti di cammino su un sentiero coperto da neve marcia.

Con nostra massima goduria il rifugio è aperto e prendiamo posto al tavolo, siamo soli e i gestori ci assicurano che si può mangiare tranquillamente visto che loro resteranno sino al giorno dopo, tra un piatto e l’altro le cime si colorano di rosso. Ci accontentiamo di poco, un bel minestrone caldo e del formaggio fuso, il dolce e il limoncello sono gentilmente offerti.

20:05, cominciamo la nostra discesa dopo aver salutato i rifugisti, il sole è nascosto dall’afa ma in compenso la luna sta diventando sempre più luminosa. Evitiamo la neve scendendo dal ripido pendio erboso sino alla sottostante Malga Guglielmo di Sopra, poi pestiamo la paciolda per 200/300 metri. Raggiunta la Malga G. di Sotto decidiamo di proseguire per la variante 3V, ma bisogna correre, il buio si sta impossessando dell’orizzonte. Scendiamo decisi, mentre davanti a noi un gruppetto di Mufloni corre spedito verso la Val Busa, affrontiamo il tratto più ostico e poco sicuro, poi una volta giunti alla Malpensata mettiamo le frontali. Prendiamo per la scorciatoia un po sconnessa ma bella evidente, ritornati sulla sterrata i pochi passi che ci separano dall’auto li facciamo a frontali spente e ancora una volta a maglietta sudata nonostante l’orario.

Nota 1): Ecco un'altra inedita salita al M.Guglielmo, il sentiero de I Gnaf non l’avevo mai fatto e la Val Guglielmo è proprio bella e solitaria. In questa stagione fate la salita de I Gnaf alla mattina che forse è meglio… la pendenza è veramente cattiva, come lo strappone per il Gugliemo.

Nota 2): Cazzeggi vari…

Asia hot: Chiuso a Pattaya un hotel abusivo dove si praticavano orge. 40 € a notte “chiavi in mano”…

Calciomarcio: Juve –Napoli =0:1. Gol di Koulibaly al 90°. Buffon: avete la sfogliatella al posto del cuore!



A’ la prochaine! Menek,Rosa
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Croce di Marone

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Forcella di Gasso

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M. Guglielmo

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Rif. Almici

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