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Coordinate 753

Uploaded 21 febbraio 2016

Recorded febbraio 2016

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http://www.dalvolturnoacassino.it/asp/doc.asp?id=202

LA CONQUISTA DI ESPERIA E QUEI ROTTAMI FUMANTI (16-17 MAGGIO 1944)

Vi passarono davanti migliaia di soldati, a piedi o su automezzi: erano francesi, algerini, marocchini, tunisini di varie specialità e corpi del Corps Expéditionnaire Français, ma anche tanti ufficiali e soldati americani, dei reparti corazzati e di artiglieria, aggregati al Corpo d’Armata francese.
Fu il vanto di giornalisti e “photoreporters”, o di singoli ufficiali dotati di una macchina fotografica: quell’ammasso di rottami lo hanno immortalato in molti. C’erano carri armati, veicoli da trasporto cingolati, cannoni, camions, automobili e motociclette, avviluppati in un groviglio di ferraglia contorta, con quel semovente, intatto all’apparenza, con il cannone puntato verso il cielo. Giacevano ammucchiati a poche centinaia di metri dal paese di Esperia, nelle scarpate delle serpentine che scendono verso la Vallepiana, in località Ponte Pasquale, sulla strada per Pontecorvo.
Quell’angolo di inferno, rottami e alberi anneriti dal fuoco, era il simbolo più eloquente della disfatta tedesca e per quel motivo chiunque fosse stato dotato di un apparecchio fotografico, si fermò almeno un istante per carpirne un ricordo.

La storia di quella disgraziata colonna tedesca e dei suoi caduti iniziò nel pomeriggio del 15 maggio 1944, quando dagli interrogatori dei prigionieri, portati davanti agli interpreti del Deuxième Bureau della 3a divisione di fanteria algerina, emerse la notizia che nuovi rinforzi sarebbero arrivati nel settore di Esperia. [1]
In quelle ore al comando del C.E.F. veniva elaborato il piano per superare le ultime difese tedesche, manifestatesi al colle della Bastia, per irrompere al di là di Esperia, che costituiva l’ultimo baluardo naturale della Dora Stellung, prima della piana per Pontecorvo.
Davanti alla 3a divisione algerina erano schierati i reparti superstiti della 71. Infanterie Division che dall’11 maggio aveva perso più del 70% dei propri effettivi e materiali, e due battaglioni del Panzergrenadier-Regiment 200, entrati in azione senza costituire una massa di manovra sufficiente a fermare la progressione francese. [2]

Mentre il Corps de Montagne stava proseguendo rapidamente sugli Aurunci, la 3e Division d’Infanterie Algérienne aveva trovato nuove resistenze avvicinandosi al “verrou”, il catenaccio, di Esperia. [3]
Il mattino di quel giorno erano stati conquistati i paesi di Ausonia e di Castelnuovo, ed un gruppo blindato era entrato senza difficoltà a Selvacava, ma nel pomeriggio il 3e Régiment de Tirailleurs Algériens era stato fermato davanti alle località di Annunziata e Casale, difese dal I battaglione del Panzergrenadier Regiment 200. Il 7e Régiment de Tirailleurs Algériens aveva iniziato una manovra di avvolgimento delle difese della Dora Stellung, puntando sulle pendici del Monte Fammera e della Bastia, mentre il generale Juin aveva ordinato di superare quanto più rapidamente possibile la strettoia di Esperia e del Monte d’Oro con un’azione frontale sull’asse Bastia-Monticelli.

Per l’alba del 16 era quindi previsto l’inizio dell’operazione, che sarebbe stata svolta da tre raggruppamenti: il Groupement de Linarès, con il 3e R.T.A. ed il II/7e R.T.A. due compagnie di mortai americani e due gruppi da 105, ed il Groupement blindé de Lambilly, con il 4e Règiment de Spahis Marocains, il 755th Tank Battalion americano e due squadroni di “Tank Destroyers” del 7e Régiment de Chasseurs d’Afrique, con il compito di agire sull’asse La Bastia-Monticelli, appoggiati dalla fanteria, a sinistra ed a destra della strada; il Groupement Chappuis, con il I ed il III/7e R.T.A. ed un gruppo da 105, con il compito di superare il paese di Esperia da sud e da ovest. [4]
I comandi tedeschi non si erano ancora resi conto di quanto stava per abbattersi sui Monti Aurunci e cercavano di resistere sulla Dora Stellung, benché nel corso della ritirata avessero perso l’intero Füsilier-Bataillon 194 e gran parte dei reggimenti di fanteria 194 e 211. Con l’impiego di tutte le forze disponibili stavano disperatamente cercando di bloccare i francesi ad Est di Esperia. La "kampfgruppe" del colonnello Matthes, comprendente quello che restava dei reggimenti di fanteria 211, 194 e 191, riuscì a sostenersi sulle posizioni della Bastia e del Monte Fammera, subendo però pesanti perdite. Alla loro sinistra, nella zona di Castelnuovo, era schierato un battaglione del Panzergrenadier-Regiment 200. Più a Nord, la “kampfgruppe” del colonnello Nagel, con le poche forze superstiti della 44a e 71a divisioni di fanteria, si stava ritirando verso San Giorgio a Liri. [5]

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