-
-
2.669 m
1.492 m
0
4,0
8,1
16,19 km

Visto 263 volte, scaricato 0 volte

vicino Champex, Canton du Valais (Swiss Confederation)

Da Champex-Lac al Col de Balm

La giornata inizia con una piccola piacevole sorpresa, con la luce del giorno mi accordo che intorno a me ci sono molti lamponi maturi, la colazione avrà un valore in più oggi :)

Parto abbastanza presto perché farò probabilmente la variante più faticosa dell'intero giro: la salita alla Fenètre d'Arpette, un passo a circa 2600 metri da raggiungere tutto d'un fiato con una lunga, incessante e ripida salita che porta vicinissimo al ghiacciaio di Trient, una vista suggestiva e sicuramente appagante lo sforzo per portare lo zaino fino lassù.

Durante la altrettanto ripida e lunga discesa faccio riposare un po' le gambe fermandomi ad un ruscello che scende direttamente dal ghiacciaio, usandolo come lavatrice.... rigorosamente con lavaggio a freddo :)

Una volta giunto in fondo la giornata non è ancora finita, un'ultima salita con tratti suggestivi e scorci panoramici sul sentiero appena disceso, mi porterà fino al Col de Balme, dove un discreto vento freddo e le previsioni che annunciano pioggia nella notte mi convincono a cedere alle comodità del rifugio.

Entrando vengo immediatamente catapultato in un tempo passato, non è certo un rifugio moderno, il legno che compone il rivestimento delle mura ha subito le manutenzioni strettamente essenziali e l'antichità che trasuda dagli interni mi fa ricordare tempi non tanto lontani quando la montagna non era così turistica ed entrare in un rifugio era un po' come entrare a casa di vecchi amici.

Al Rifugio incontro nuovamente una signora con sua figlia, già incrociate un paio di volte durante le giornate precedenti, anche loro stanno facendo il giro del Monte bianco. Dopo cena mi fermo un po' a chiacchierare con Estelle, parliamo di tante cose, della nostra avventura nei territori di questa magnifica montagna e mi accorgo che la particolare atmosfera ci porta in una dimensione purtroppo quasi dimenticata nella vita quotidiana, dove troppo spesso l'effimeratezza la fa da padrona. Eravamo stanchi, nessun vestito in ordine (tantomeno firmato), nessun profumo, capello a posto, trucco o artefizi simili, eppure l'interesse era alto; non contava assolutamente la forma o l'aspetto, ma la genuinità delle nostre parole, ho adorato il fatto che non era importante nessuna esteriorità, gli abiti o come li vestivamo, non era importante quanto stavamo parlando, ma la sincerità e il significato di quello che avevamo da raccontarci.

Commenti

    You can or this trail