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vicino Courmayeur, Valle d’Aosta (Italia)

L'inizio è accompagnato da rosei albeggianti raggi di sole che dipingono i ghiacciai svettanti fra le torri medioevali di Aosta, punto di partenza con l'autobus delle 6:45 per Courmayeur. Nelle campagne intorno le lunghe ombre solcano vigneti e piantagioni di mele mentre i boschi si svegliano in una strana luce dorata che li rende quasi magici.

Panoramica sulla catena del BiancoSceso dall'autobus realizzo che finalmente l'avventura sta iniziando, alle otto l'aria è ancora fresca e la prima salita l'affronto facilmente in direzione rifugio Bertone dove mi attende da subito una favolosa visuale del Monte Bianco.
Ecco la prima emozione, il Gigante si manifesta in tutta la sua fiera interezza evidenziata da una splendida giornata di cielo cristallino. A cospetto di quell' enorme e incantevole massiccio di granito e ghiacci mi pervade una vasta contentezza, voglio godermi questa mia passione, voglio scrutarlo in ogni anfratto, voglio finalmente esplorare fisicamente e metaforicamente questo mio grande sogno.

La variante che percorre la cresta del Monte de la Saxe fino a Testa Bernarda offre un balcone panoramico mozzafiato e da subito mi sento appagato da quello che ormai da diversi giorni attendevo con ansia, ma so che mi attenderà molto altro nei prossimi giorni.

Mi concedo anche la Tète de la Sauxe a 2729 mt, decisamente il miglior punto panoramico del versante sud del M.B., dove incontro tre simpaticissimi signori che mi offrono un aperitivo con Genepy e Grappa :)
La discesa del vallone Malatrà dona il tipico paesaggio alpino verdeggiante con pascoli solitari, sembra di essere in una scena de "La grande vallata", chi se lo ricorda?

Al rifugio Bertone una pausa per curare le dita dei piedi e poi di nuovo in marcia, l'obiettivo di oggi è ancora lontano. Un po' di discesa e poi di nuovo salita verso Il rifugio Elisabetta che trovo pieno di gente a gustare la cena, decido di ripartire subito per non dare tempo al buio incombente.

Toilette nell'ex abbeveratoio di un vecchio alpeggio

Alle rovine dell'alpeggio superiore trovo un vecchio abbeveratoio con ancora l'acqua corrente, sarà il mio primo lavaggio serale.

Quando il giorno piano piano si spegne è Lui che, riflettendo con i ghiacci la luce crepuscolare, continua a rendere l'intorno ancora magico. Quelle che erano solo ombre rivelano i propri lineamenti sotto una luce carica di fascino, mentre in lontananza si delineano i profili delle vallate dove il ghiaccio può spingere gli ultimi raggi del sole, ormai dietro l'orizzonte, come una fortuita carambola di specchi.

Ristorante panoramico

Poco dopo la fame mi induce ad una pausa per cucinare la cena lungo il sentiero e proseguire subito dopo per il Col Ferret dove mi fermo per la notte. L'umidità molto alta rende un po' difficile il sonno, o forse è l'emozione della prima notte all'aperto, l'attenzione verso ogni più piccolo rumore continua a nutrire la speranza di incontrare qualche animale di passaggio, ma non mi permette di riposare molto.

Dopo le prime ore di buio la luna comincia ad alzarsi sull'orizzonte di vette scure, regalando ad ogni minuto che passa una forza maggiore al riflesso dei ghiacciai e l'altissima visibilità rende la notte surreale. Nonostante tutta questa meraviglia si avvicina ormai l'alba e il sonno ha la meglio.

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