Tempo  8 ore 18 minuti

Coordinate 5121

Uploaded 28 giugno 2018

Recorded giugno 2018

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2.061 m
1.197 m
0
2,2
4,3
8,63 km

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vicino Colcerver, Veneto (Italia)

Il Viàz del Gonéla è uno dei viàz più famosi in assoluto, per “genuinità” delle origini (percorso da cacciatori, il “Gonéla” in questo caso) e asprezza del percorso.
Sicuramente impegnativo anche nella scala dei viàz e pertanto per esperti nella scala escursionistica generale.
Non è una cengia “lineare”, in cui una volta entrati si prosegue intuitivamente fino alla fine con, al massimo, qualche piccolo sbalzo/gradone.
È un “sistema di piccole cenge”, collegate fra loro con salite e discese non banali e anche di una certa lunghezza: il tutto compone una traversata in quota in ambiente veramente impervio e solitario.

Ci sono molti ometti sul tracciato, ma non è una buona idea partire confidando solo sugli ometti senza avere notizie sull’andamento generale del viàz.
Svariati ometti – come può capitare in tanti altri percorsi – si trovano nel mezzo di una discreta traccia proprio nel punto in cui bisogna piegare in salita o discesa: se non si conosce in anticipo che esistono questi punti, c’è un’alta probabilità di proseguire “dove porta l’occhio” per poi dover tornare indietro – e a volte le prosecuzioni sono difficili e faticose da recuperare.
L’idea migliore sarebbe di avere in gruppo qualcuno che l’ha già fatto.
Io non conoscevo nessuno e mi sono affidato all’ottima relazione che si può trovare a questo link del sito zoldoclub.

La relazione, in effetti, propone la fantastica accoppiata Viàz del Gonéla e Viàz de l’Oliana – che scorre parallelo qualche centinaio di metri più in basso.
Io ho programmato “solo” il Viàz del Gonéla perché avevo già percorso recentemente il Viàz de l’Oliana, ma soprattutto per essere tranquillo ed avere tutto il tempo-margine di ragionare e fare con calma.
C’è una guida che propone anche l’accoppiata Viàz del Gonéla e Viàz Sóra la Fòpa, chiaramente in due giorni e con pernottamento al Bivacco Carnielli e De Marchi.

Tornando alle difficoltà e al tipo di terreno, il Viàz del Gonéla può piacere solo “a chi piace tenere le mani in pasta”, ovvero a chi piace usare le mani su roccette: capita molto spesso.
Senza contare i punti di I° grado, ci sono svariati passaggi (anche non singoli movimenti) di II° grado e forse qualche isolato quasi III°.
Consigliatissima la corda per la discesa dell’ultimo canalone dove, in alcuni punti, i roccioni da scendere sono molto lisci, roba da “lucida scarpe”.
Con uno “zero-virgola” di umidità o bagnato diventano passaggi problematici.
Io ho scelto una giornata successiva a una di gran caldo e secco, ho trovato tutto perfettamente asciutto e sono passato senza corda.
Ho usato la corda solo nella discesa del primo canalone poco dopo l’inizio del viàz, ma per mia distrazione.
La relazione citata, e varie altre, indicano chiaramente che bisogna piegare per “un profondo canalino”, senza entrare nel canale principale, e passare poi – a discesa iniziata – anche per un foro molto stretto dove bisogna togliere lo zaino.
Io ho visto un canalino all’altezza di un ometto, ma mi sembrava un po’ troppo stretto.
Ho proseguito qualche metro e sono finito nel canale principale nel punto dove è ostruito da un gran roccione con relativo salto di 8 metri circa.
Lì c’è un chiodo che mi ha evitato, con una calata, la risalita per imboccare il canalino precedente (non avevo voglia di buttare un cordino per una disattenzione simile).
Mi è stato utile questo errorino iniziale perché ho capito cosa si intende qui per “canalino”: in questo percorso il diminutivo significa veramente angusto, e proseguendo ne ho avuto conferma più volte.

Ho letto, ma senza relazioni dettagliate, di percorrenze del Viàz del Gonéla in senso inverso rispetto alla mia di oggi che, credo, dovrebbe essere la più frequentata: ritengo il senso inverso più difficile.

TRACCIA GPS
La traccia originale è “schizzata” in vari punti, a cominciare dal tratto attrezzato nella salita al Rifugio Angelini e nel doppiaggio di un caratteristico spigolo, poco prima di imboccare il Viàz del Gonéla, sulla salita verso Forcella La Porta.
All’interno del viàz ci sono molte strettoie nelle rocce, vuoi canalini oppure fori sotto massi incastrati.
In tutti questo casi ho cancellato i “disegni artistici” del GPS e tirato delle linee diritte secondo più o meno i miei ricordi: chiaramente queste linee sono molto approssimative e servono solo per capire il senso generale dell’escursione.

Cosa può essere veramente utile per portare a termine il Viàz del Gonéla?
1. Un compagno che l’ha già fatto
2. Una relazione professionale come quella già citata
3. Tanta esperienza di ambienti simili
4. Nessun problema su passaggi fino al II° grado
5. Ovviamente, come per tutte le cenge, non farsi impressionare dai tratti esposti ed essere molto prudenti

IL DISLIVELLO DI SALITA/DISCESA, IN QUESTA VERSIONE DELL’ESCURSIONE, NON È DI OLTRE 2.000 METRI COME INDICATO NEI DATI DI RIEPILOGO WIKILOC.
QUANDO CI SONO DI MEZZO CENGE/CRESTE/GOLE CHE SCORRONO AI BORDI DI GRAN DISLIVELLI, WIKILOC RICALCOLA SEMPRE IN MODO MOLTO ABBONDANTE PERCHÉ, PROBABILMENTE, FISSA LE QUOTE SULLA BASE DELLE PROPRIE MAPPE SOVRAPPONENDOCI LA TRACCIA DEL GPS CHE NON È CERTAMENTE PERFETTA: IN CENGIA/CRESTA/GOLA ANCHE UNO SCARTO LATERALE DI 3/5 METRI PUÒ DARE ORIGINE A QUOTE NOTEVOLMENTE DIVERSE SE RICALCOLATE SU ALTRE MAPPE.

In questo caso neanche i dati di riepilogo del GPS possono considerarsi molto precisi, seppur “depurati” dalle tracce anomale in canalini e sottopassi rocciosi.
Secondo me saremo sui 1.300 metri di dislivello, che però – visto il terreno – possono ben valere 2.000 “metri normali”: in questo senso Wikiloc ha ragione.
Tutte le foto di questo waypoint sono state scattate a metà strada nella direzione del successivo.
Da questo waypoint al prossimo c'è il tratto più lungo e peggiore per la qualità del segnale GPS.
La traccia originale del mio "Garmin GPSMAP 64s" sembrava una ragnatela fatta male, e l'ho sostituita con qualche linea diritta che può dare il senso generale del giro.
Tuttavia qui il percorso è obbligato, non mancano gli ometti e non serve seguire la traccia GPS.

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