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15,48 km

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vicino Vercurago, Lombardia (Italia)

Sito web: http://gianolinibike.it/node/5895
Località di partenza: Vercurago (129 m) Lecco
Lunghezza: 15,1 km
Quota massima: 1247 m Monte Magnodeno
Dislivello complessivo in salita: 1367 m
Arrivo: Vercurago (129 m) Lecco
Acqua lungo il percorso: SI - Cappella di San Girolamo - Saiana
Come arrivare: da Lecco si prende la SP639 fino a Vercurago. Girare a sinistra imboccando via Veneto e poi a destra su via Caterina Cittadini. Dopo poco c’è il parcheggio libero.
Avvertenza: per la quasi totale mancanza di indicazioni lungo il percorso si suggerisce l’utilizzo di un dispositivo Garmin con traccia precaricata.
04/02/2016. Partiamo dal parcheggio e imbocchiamo subito lo stradello pedonale acciottolato che porta verso il Santuario di San Girolamo Emiliani. Giunti davanti al portone delle Suore Orsoline di San Girolamo giriamo a sinistra su via San Gerolamo e arriviamo all’inizio della via acciottolata detta "delle cappelle" realizzata nel 1760. Lungo il percorso ci fermiamo a visitare le undici cappelle (tutte realizzate tra XIX e XX sec.) nel cui interno si trovano statue che raffigurano i momenti significativi della vita di San Girolamo, come nella tradizione dei sacri monti lombardi. A circa metà della via delle cappelle si trova una "Scala Santa" scavata nel 1837 nella roccia che porta all'eremo dove san Girolamo Emiliani era solito raccogliersi in preghiera, ricavato da una grotta naturale. Al termine del viale delle cappelle si giunge alla chiesa della Risurrezione accostata al cimitero dei padri somaschi. Internamente la struttura si presenta di piccole dimensioni, con la parete dell'altare costituita di viva roccia della montagna alla quale è addossata. In un ambiente laterale alla cappella si trova anche la Sala della Fonte, dove si trova una sorgente d'acqua che, secondo la tradizione, vide Girolamo Emiliani far scaturire dalla roccia un ruscello d'acqua per dar da bere agli orfanelli che ospitava durante un periodo di siccità. Approfittiamo dell’occasione per dissetarci a questa fonte prima di riprendere il cammino. Seguiamo l’indicazione per il castello dell’Innominato e tramite un sentiero che si snoda a fianco della roccia arriviamo alla fine della “Scala Santa”. Continuiamo in forte salita aiutati da numerosi gradini scavati direttamente nella roccia e dopo poco giungiamo al “Castello dell’Innominato” (500 m). La vista dalle mura è magnifica. Possiamo ammirare il lago di Garlate, poco oltre il lago di Annone e sulla nostra destra il lago di Como con l’abitato di Lecco. La fortezza ha questo nome in quanto la tradizione vuole che la struttura fosse stata una delle residenze di Francesco Bernardino Visconti al quale Alessandro Manzoni si ispirò ne «I Promessi Sposi» per la creazione della figura dell'Innominato. Del castello originale rimane il muro perimetrale, parte dei bastioni difensivi e alcune torri, mentre gli spazi coperti e le cappelle presenti sulla sommità sono state in gran parte ricostruite in tempi successivi. Parte delle mura originarie sono state danneggiate dalle cannonate sparate dagli austro-russi contro i francesi qui asserragliati nell'ambito della riconquista di Lecco nel 1799. Sul pianoro c’è la piccola cappella contenente altre statue che rappresentano San Girolamo che sfama gli orfanelli con il miracolo della moltiplicazioni dei pani. Finita la visita usciamo dal castello e ci incamminiamo lungo il sentiero che scende dalla parte opposta dalla quale siamo saliti. Giunti alla trattoria La Rocca giriamo verso sinistra e dopo poco, al bivio successivo, teniamo la destra, seguendo un freccia indicante Camposecco. Iniziamo a camminare nel bosco affrontando un tratto in falsopiano in direzione di Lecco. Notiamo delle splendide fioriture di primule, bucaneve e anemoni. Giunti in una piana, seguiamo l’indicazione per Camposecco, giriamo a destra e iniziamo a salire con più decisione. Percorriamo circa 330 metri con una pendenza del 28% fino a giungere a Camposecco. La traccia che avevamo caricato sul Garmin indica in questo tratto un sentiero che non esiste più e così, decidiamo di seguire la direzione indicata dal dispositivo camminando nel bosco fino a quando riusciamo a ritrovare il sentiero. Inizia adesso una salita molto impegnativa lunga circa 900 metri con una pendenza media del 33%. Poco prima del bivacco Corti (921 m) troviamo un termine di confine in pietra che divide quelli che un tempo erano lo Stato di Milano e quello del Veneto. Il bivacco è molto carino, entriamo dentro per dare un’occhiata e notiamo che è ben tenuto, pulito, con un grosso camino e un tavolo. Camminiamo in piano per ...continua su: http://gianolinibike.it/node/5895

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3 commenti

  • Foto di Reno Erre

    Reno Erre 30-ago-2018

    Innanzitutto complimenti (e grazie) per tutti i percorsi che condividi qui e sul tuo sito, realmente una miniera di idee a cui attingere per esplorare posti nuovi, molto utile per chi come me si sta affacciando sul mondo dell'escursionismo in bici ed a piedi.

    Posso chiederti se questo percorso presenta tratti particolarmente tecnici? Noto che hai indicato come difficoltà tecnica "medio", mi chiedevo se ci fossero passaggi superiori ad E (scala CAI) o T3/T4 (scala SAC).

  • Foto di gianolinibike

    gianolinibike 30-ago-2018

    Ciao Reno Erre,
    grazie per i complimenti.
    Lungo il percorso è presente un tratto leggermente tecnico (EE / T3) e si trova affrontando l'ultimo tratto di salita verso la vetta del Monte Magnodeno in quanto il sentiero è "leggermente" esposto. Comunque è possibile evitarlo proseguendo dritto fino alla successiva deviazione. Ci sono alcuni tratti del sentiero particolarmente ripidi che consigliano prudenza per il fondo sdrucciolevole. Nel complesso direi che è un pò più di un E e poco meno di un EE.
    Buona giornata

  • Foto di Reno Erre

    Reno Erre 30-ago-2018

    Ottimo. Allora è alla mia portata. Grazie ancora.

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