Coordinate 170

Caricato 24 gennaio 2015

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vicino Cassino, Lazio (Italia)

Perché salire a Montecassino non è solo una passeggiata...!
Prova anche tu l’emozione del CAMMINO DI BENEDETTO salendo da Cassino e arrivando a piedi in circa 4 km. alla Croce posta sulla Pietra con l’Impronta del Ginocchio di San Benedetto. Il mio consiglio è di salire dalla via Pinchera con passo svelto (se vuoi approfittare per un buon allenamento aerobico), non dimenticando di dare uno sguardo nel verde sulla destra per osservare le rovine della vecchia città di Cassino bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, si noteranno molto di più durante l’inverno quando la vegetazione è spoglia. Per abbreviare il percorso stradale e rendere la passeggiata più divertente, dopo aver coperto i primi 800 metri della via Pinchera, si incontra la cancellata di ferro marrone di una casa privata, di fianco c’è la salita-scorciatoia che porta alla Rocca Janula: 15-25-30% di pendenza mista per 700 metri e si arriva al tornante della Rocca. Salendo questo tratto si comincia ad apprezzare la salita ma puoi distrarti alla vista del Castello e la sua Torre, fino a giungere al Monumento della Pace e ammirare uno spettacolare panorama a strapiombo della Città di Cassino e percepire così in quali condizioni di svantaggio si sono trovati i soldati alleati combattendo in salita o addirittura arrampicandosi tra le rocce. Arrivando sulla strada principale per Montecassino dopo pochi metri sul lato sinistro (direzione Abbazia) c’è un piccolo tratto sterrato per tagliare il tornante, dopo bisogna proseguire per 900 metri ancora sulla strada asfaltata. A sinistra del prossimo tornante (dove c’è una Madonna nella grotta) si trova il pannello informativo del CAI con la mappa di tutti i sentieri, vi trovate ora a “Quota 202”, da qui inizia il tratto percorribile dell’antico sentiero che portava da Cassino al Monastero per circa 1,5 km. La pendenza media è del 22% e il sentiero è a tratti ricoperto dalla caratteristica pavimentazione in antico selciato romano, solo un piccolo tratto è sconnesso ma ancora più coinvolgente attraversarlo. La costruzione della "strada carrozzabile" (via Montecassino) ultimata nel 1887 incrociò, interrompendo, il sentiero per 3 volte sezionandolo in 4 tratti, oggi ben contrassegnati della bandierine rosso/bianche del CAI o dal simbolo/croce della “b” minuscola di colore giallo di San Benedetto. I primi 2 tratti sono più lunghi e il 3° è corto ma con la pendenza maggiore, l'accesso a questo tratto del percorso è possibile solo risalendo la pendenza del muretto di contenimento della parete rocciosa, abbastanza ripido e stretto e privo di protezione, per cui bisogna prestare molta attenzione soprattutto se lo si percorre in discesa! Risalendo su questo lato della montagna la memoria non può non tornare alle vicende della Seconda Guerra Mondiale, in quanto i panorami mozzafiato di questa posizione, di dominio su tutta la Valle del Liri per i difensori della Linea Gustav, lasciano percepire come il destino ha condannato Cassino e la sua prestigiosa Abbazia alle atrocità subite. Dopo il 3° tratto del sentiero storico arrivati sulla strada principale (via Montecassino) se la risaliamo a sinistra fino al tornate, dunque abbandonando il sentiero storico, si può raggiungere anche il “single track” che porta alla stradina per la “Stele” (Obelisco) in onore dei caduti Polacchi a “quota 593”. Da qui i sentieri diventano mulattiere e collegano tutto il Massiccio di Montecassino per alcune decine di chilometri raccontando le storie dell’Abbazia e le sofferenze della guerra che hanno subito gli "Sfollati di Cassino" cercando rifugio dentro l'Abbazia o nelle caverne vicino circostanti. Tornando, invece, al nostro percorso sul sentiero storico, continuando a seguire l’ultimo tratto, si arriva alla Croce che indica la Pietra dove San Benedetto inginocchiandosi pregò chiedendo aiuto a Dio nell’Opera di Evangelizzazione che lo attendeva in questi luoghi dove voleva stabilire la sua dimora, rialzandosi notò che il suo ginocchio aveva creato un incavo nella pietra lasciandone l’impronta, quello fu il segno che il Signore lo avrebbe seguito in tutta la Sua Opera.
DURATA e CONSIGLI: con un buon passo svelto occorrono 30/35 minuti per arrivare al sentiero storico salendo da via Pinchera e altrettanti minuti per ultimarlo. Partendo da Cassino poco prima delle 9am si può arrivare all’Abbazia giusto in tempo per prendere l’autobus di linea (al costo di 1€) che torna in città. Altrimenti puoi divertirti anche a riscendere sullo stesso percorso. Tutte le informazioni, l’assistenza e le mappe per passeggiate o escursioni sul Massiccio di Montecassino le trovi solo nell’Hotel La Pace di Cassino.

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L'hotel La Pace è il punto di partenza ideale per escursioni e passeggiate nel "Monumento Naturale di Montecassino". A vostra disposizione ci sono mappe, libri e foto che fanno riferimento alla storia che ha segnato il destino di questi luoghi. Siamo sempre ben lieti di dare informazioni a riguardo e perché no, accompagnarvi direttamente sui sentieri e sulle mulattiere.
Considerato che la scomparsa città, dopo il bombardamento del 15 marzo 1944, si gloriava di edifici d'origine medioevale e di grande pregio artistico e che di essi non è rimasta traccia, si è voluto riproporne ai cittadini e ai visitatori segnali ben visibili ed eloquenti negli stessi luoghi della loro antica ubicazione. Sono stati selezionati gli edifici più cari e significativi della vecchia Cassino: "Chiesa dell'Annunziata, via San Giacomo".
Considerato che la scomparsa città, dopo il bombardamento del 15 marzo 1944, si gloriava di edifici d'origine medioevale e di grande pregio artistico e che di essi non è rimasta traccia, si è voluto riproporne ai cittadini e ai visitatori segnali ben visibili ed eloquenti negli stessi luoghi della loro antica ubicazione. Sono stati selezionati gli edifici più cari e significativi della vecchia Cassino: "Santa Maria delle 5 Torri, Chiesa del Riparo".
Il 15 marzo 1944 un bombardamento a tappeto e il fuoco contemporaneo dell’artiglieria completarono la distruzione della città e del Monastero, mettendo fuori uso tutte le armi pesanti tedesche: «Su Cassino e sulle immediate vicinanze, un’area di circa 400 x 1.400 metri, vennero sganciate 1.250 t. di bombe ad alto esplosivo» 2; «Il rapporto tra gli ordigni e i difensori della città fu di circa quattro tonnellate per ogni paracadutista di presidio ...» 3; «500 aerei, dei quali 300 bombardieri pesanti, sganciarono su Cassino oltre 1000 tonnellate di bombe, durante l’incursione durata tre ore e mezza.
Il 15 marzo 1944 un bombardamento a tappeto e il fuoco contemporaneo dell’artiglieria completarono la distruzione della città e del Monastero, mettendo fuori uso tutte le armi pesanti tedesche: «Su Cassino e sulle immediate vicinanze, un’area di circa 400 x 1.400 metri, vennero sganciate 1.250 t. di bombe ad alto esplosivo» 2; «Il rapporto tra gli ordigni e i difensori della città fu di circa quattro tonnellate per ogni paracadutista di presidio ...» 3; «500 aerei, dei quali 300 bombardieri pesanti, sganciarono su Cassino oltre 1000 tonnellate di bombe, durante l’incursione durata tre ore e mezza.
La scorciatoia per la Rocca Janula è una stradina in salita che si incontra a fianco al primo cancello di una casa privata salendo la via Pinchera sulla destra. La pendenza per qualche centinaio di metri è del 20/30%, la strada è stretta e con fondo in cemento.
L'ultimo tratto del sentiero è tagliato dalla strada principale, da qui si raggiungeva il portale d'ingresso con la scritta PAX in poco più 150 metri ma il cancello non è accessibile, allora bisogna proseguire sulla strada per altri 700 metri in direzione Nord per raggiungere lo stesso ingresso, compiendo un completo giro intorno l'imponente costruzione.
Il Monumento alla Pace di Umberto Mastroianni. L’energia drammatica di un’esplosione: un forte impatto visivo ed emozionale in una posizione dominante sulla Città di Cassino.
Castello eretto nel 950 circa a difesa dell'Abbazia dagli attacchi dei Saraceni. Il nome "Janula", che in latino significa "piccola porta", le fu imposto durante la sua costruzione dall'abate Aligerno per individuare la prima porta d'accesso verso il monastero. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli inglesi lo chiamavano semplicemente Castle Hill. Dal 2006 è stata inaugurata una targa a memoria dei caduti del battaglione 4° reggimento Essex, che si dissanguò su queste rocce a causa dei contrattacchi tedeschi, dando prova di grande coraggio.
Il grande tornante della Rocca Janula si può attraversare seguendo un piccolo single track evitando la strada asfaltata.
La strada rotabile che ora conduce all'abbazia fu costruita solo nella seconda metà dell'Ottocento. Prima di quella data il monastero si raggiungeva solo a piedi, percorrendo i vari percorsi che erano stati tracciati nel corso dei secoli. Anzitutto la vecchia strada che dalla sottostante città romana di Casinum portava sull'acropoli cassinese. I pellegrini salivano certamente a piedi, ma i visitatori più facoltosi dei tempi più vicini a noi potevano raggiungere la vetta sia a piedi ma anche a cavallo, o "montati sull'asino". C'era anche la possibilità dell'uso di portantine. Questa vecchia strada, che aveva un percorso più breve dell'attuale via asfaltata per toccare la sommità del monte (519 m. sul livello del mare), era praticabile per intero fino alla vigilia dell'ultima guerra.
Lungo la salita i pellegrini e i visitatori trovavano una serie di piccole cappelle e chiesette che aiutavano certamente a conoscere la storia e le tradizioni locali che le avevano fatte sorgere, prima di immergersi nell'atmosfera sacrale che avvolge il monastero costruito da s. Benedetto nel 529.
Con lo scoppio della rivoluzione Francese il potere della Chiesa viene ridimensionato, nel 1886 il parlamento italiano emana la legge 7 luglio 1866 n. 3036 che sopprime le corporazioni religiose. In seguito alla legge l'edificio, con tutti i suoi beni in libri ed opere d'arte, nonché tutti i suoi possedimenti diviene proprietà demaniale; i monaci possono rimanere nel monastero con la specifica ualifica di custodi del "Monumento Nazionale". Alcune di queste pietre sono dislocate intorno l'Abbazia.
A metà del percorso era stata costruita la cappella dedicata alla S. Croce, conosciuta meglio ai tempi nostri con la denominazione "Le Tre Cappelle". Qui era vivo il ricordo del papa Celestino V, che salendo a Montecassino nel 1294 sostò in preghiera e proseguì poi il cammino a piedi. Concesse pure un'ampia indulgenza a tutti coloro che recandosi a Montecassino vi si fermavano per una breve preghiera.
ATTENZIONE: l'imbocco a questo tratto del sentiero è pericoloso soprattutto in discesa. Si passa sopra un muretto camminando ad un'altezza di 2 metri senza protezione.
Un poco più sopra sulla destra si può scorgere un'iscrizione scolpita sulla roccia, dettata dall'abate Luigi Tosti a metà '800, a ricordo di una "conversazione ivi avvenuta, nella quale un anglicano fu avviato al ritorno alla Chiesa Cattolica: "Padre nostro / che sei nei cieli / affratella a noi l'Inghilterra / nell'unità della fede". Finalmente si giunge alla "voltata" di San Severo, ove sorgeva la chiesetta dedicata a s. Severo, ultimo vescovo di Casinum, prima della venuta di s. Benedetto.
ATTENZIONE: questo attraversamento sulla strada principale per Montecassino può essere pericoloso per la scarsa visibilità della curva sulla destra. Da qui ci si incammina per un tratto di strada rettilineo, sempre in salita, che permette ai visitatori di scorgere l'imponente prospetto meridionale del monastero.
Chiamata anche "Colle di Venere", a causa della presunta presenza di un tempio romano dedicato alla dea Venere, si stacca maestosa e imponente dalle pendici di Montecassino. Durante la terza battaglia per Cassino i "Gurkha" furono decimati su tale sperone roccioso, riuscendo a costituire un caposaldo isolato che distava appena 350 metri dal Convento; fu chiamata "Collina dell'Impiccato" dai soldati alleati per la presenza dei resti dei piloni di una cabinovia che fino a pochi mesi prima aveva unito il Cenobio Benedettino con la città di Cassino e che ora, nella loro forma danneggiata, ricordavano una forca, un patibolo.
Verso la fine si trova una croce che indica "Il ginocchio", ossia il luogo ove s. Benedetto arrivato a Montecassino, e notando le costruzioni pagane dell'acropoli, avrebbe pregato in ginocchio prima di entrare in quelle mura con la Croce di Cristo.

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