Tempo  9 ore 15 minuti

Coordinate 3758

Caricato 5 febbraio 2020

Registrato maggio 2019

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799 m
39 m
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6,6
13
26,49 km

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vicino a Toirano, Liguria (Italia)

La variante Ingauna del Sentiero Liguria altro non è che la variante alta delle tappe 22 Toirano - Albenga e 23 Albenga - Andora
Comincia dal Monte sopra Toirano e finisce al Colletto di Moglio.

Vista la sua lunghezza, l'abbiamo divisa in 3 tappe:
a) Toirano - Menosio di Arnasco
b) Menosio di Arnasco - Garlenda
c) Garlenda - Andora
ma i più motivati potranno sicuramente unire le ultime due frazioni per poterla percorrere in 2 giorni.

Il 25 Maggio 2019 partiamo da Toirano (Via Mainero) e ripercorriamo pari pari i primi 3,5km della tappa normale del Sentiero Liguria (come dicevo, la variante alta cominicia al Monte Sopra Toirano): prendiamo la SP1 in direzione Borghetto Santo Spirito e dopo poche centinaia di metri, in corrispondenza di un frantoio, svoltiamo a destra in Via Leade (indicazioni SL / TA Poggio Grande + tacche rosse e gialle / due linee rosse verticali / triangolo rosso) che prende subito quota.
Arrivati all'agriturismo Monte Acuto l'asfalto finisce e comincia una vecchia mulattiera che si addentra nel bosco di lecci.
Qua la salita si fa, a tratti, dura, con strappetti niente male.
Dopo un paio di tornanti e un traverso in costa (alcuni brevi tratti di sentiero franati) sbuchiamo su un crinale più aperto.
Qua la traccia del sentiero non è molto evidente, fortunatamente però il percorso è sempre dritto, direzione Monte Sopra Toirano.
Arrivati sul Monte (che non è un'altura ben definita ma piuttosto un crinale) troviamo delle paline.
Qua finalmente i due percorsi si dividono: la 22 normale svolta a sinistra per scendere, mentre la variante tira dritto.
Seguiamo quindi le paline TA Monte Acuto / Santuario Monte Croce / Poggio Grande (segnavia “quadrato rosso vuoto” e “due barre verticali e triangolo”) proseguendo verso ovest sul bel crinale tra coloratissime macchie di cisto fiorito.
Passato un pianoro erboso ricominciamo a salire più decisi col sentiero che devia dal crinale prima a sinistra e poi a destra, passando per selle erbose e giungendo alla panoramica vetta del Monte Acuto ricoperta di cardi fioriti e decisamente spinosi.
Qua, appoggiata alla croce, una cassetta contiene il libro di vetta.
Scendendo dall'altro lato del monte (sempre direzione ovest) incontriamo alcune “caselle” in pietra presso un'ampia sella erbosa dalla quale si può ammirare di nuovo il panorama sulla piana di Albenga...oggi purtroppo offuscato dalle nuvole.
Mantenendoci in quota e continuando a costeggiare il crinale sulla nostra destra, passiamo nei pressi di un'altra casella e, seguendo il segnavia “Terre Alte” (TA giallo e rosso) superiamo un'ultima sella erbosa.
Qua finisce il tratto “bucolico” fatto di prati e fiori e ne comincia uno più aspro, dominato da rocce affioranti e radi arbusti aromatici. Il passaggio tra due ammassi rocciosi che ci fa passare sulla parte sinistra del crinale è stato addirittura “segnato” (o imbrattato?) da qualche spiritoso come “Termopili”!
Ricominciamo a salire, raggiungendo una radura dove il sentiero tende a perdersi e bisogno piegare leggermente a destra in direzione del bosco per ritrovarlo.
In breve siamo al piazzale d’ingresso del Santuario della Riconciliazione e della Pace o
Madonna di Balestrino (in questo momento chiuso per lavori).
Tiriamo dritto per risalire un ripido boschetto (segnavia TA) e non senza un po’ di fiatone raggiungiamo uno spiazzo erboso e panoramico (sul crinale di Monte Acuto e sulla piana di Albenga, ora che il sole si è fatto vivo), dove sono ancora ben visibili muri e fossati del Forte Poggio Grande, batteria militare ottocentesca.
Ci fermiamo 10 minuti per goderci il panorama e poi ripartiamo, seguendo il perimetro delle mura sulla sinistra e passando l'ingresso principale del forte.
La mulattiera comincia a scendere, prima con due tornanti, poi con un panoramico traverso che costeggia il ripido versante alla testa della valle Auzza.
Giunti ad un bivio (paline) abbandoniamo la mulattiera che prosegue dritta per svoltare a sinistra ed iniziamo la discesa verso Zuccarello (segnavia TA / SL).
Dopo circa 400 metri di blanda discesa svoltiamo a destra (paline TA / SL / Valle Auzza impegnativo) su sentiero più stretto e a tratti decisamente ripido (da qua al fondovalle il gps registrerà una pendenza media del 23% con punte al 42%).
La pendenza ed il fondo sdrucciolevole meritano attenzione e scendiamo con tutta calma…ma qualche innocuo scivolone non manca lo stesso.
Man mano che scendiamo verso l’angusta valletta l’ambiente si fa più boscato, con qua e la ancora tracce di terrazzamenti e opere murarie.
Dopo circa 2km arriviamo alla confluenza tra il rio Rocca Berlanda ed il Rio Auzza, dove sono chiaramente visibili i segni di una recente inondazione, col sentiero praticamente cancellato dalla piena e ramaglia dappertutto. I segnavia sono stati comunque ben riposizionati e non si fa fatica a superare l’impasse ed arrivare finalmente al gorgogliante Rio Auzza.
Seguiamo per oltre un chilometro il corso del torrente, guadandolo senza problemi per due volte, con tratti nel bosco e tratti più aperti.
Dopo l’infernale discesa, questo tratto è veramente un piacere!
Dopo aver incontrato i primi oliveti e superati alcuni ruderi di case abbandonate, usciamo dalla valle per immetterci su una strada sterrata che proviene dalla sottostante strada asfaltata.
Proseguiamo in salita per circa 100 metri prima di svoltare a sinistra su sentierino (palina TA / SL) che scende nella fascia sottostante addentrandosi ne bosco.
Si cammina ai limiti di una proprietà privata, su sentiero “sporco” fino a raggiungere il rio Sucarè in un punto dove forma un grazioso laghetto.
Guadato il rio passiamo una sorta di cancello “artigianale” fatto con reti per materassi (freccia TRAIL) e ricominciamo a salire su sentiero a tratti ripido e poco evidente tra vecchi terrazzamenti.
Passato un traliccio della linea elettrica e superato uno sperone roccioso, arriviamo ad un secondo cancello “fai-da-te” e con un’ultima salita giungiamo all'incrocio delle "quattro vie di Vecersio", antico crocevia ai piedi del castello di Zuccarello (possibile deviazione per visita).
Prendiamo a sinistra un largo lastricato che scende verso il borgo di Zuccarello (segnavia P4, “due losanghe rosse”, TA, SL) che arriva in breve sulla via principale di Zuccarello (via Tornatore).
Qua ci fermiamo 20 minuti ad un bar per prendere qualcosa di fresco e tirare un po’ il fiato: la giornata, cominciata nuvolosa, ora è soleggiata e calda e un po’ di fatica comincia a farsi sentire.
Ristorati, riprendiamo a percorre la via centrale sin quasi a raggiungere la porta sud del paese, poi svoltiamo a destra in un vicolo che porta al bel ponte medioevale.
Superato il ponte attraversiamo la SP582 e prendiamo dritto davanti a noi un sentierino appena visibile tra la vegetazione.
Risaliamo per quel che resta di un antico selciato, tra fasce abbandonate e muretti crollati, facendoci largo tra la vegetazione esuberante, alberi caduti e qualche piccolo smottamento.
Certo non un sentiero molto battuto!
Dopo un tratto più pianeggiante (ma sempre tra le frasche) sbuchiamo su una strada asfaltata in corrispondenza di un tornante.
Svoltiamo a destra e la seguiamo per un chilometro e mezzo circa, salendo gradualmente. Sotto di noi, la cava di Zuccarello.
Dopo aver ignorato la pista che arriva dalla nostra destra dal Monte Arena, l’asfalto lascia il posto ad un inghiaiato compatto. Giunti ad un largo piazzale andiamo dritti ancora per circa 150 metri, poi lasciamo la bella carrozzabile per prendere a sinistra su stradino inerbito in discesa.
Dopo altri 80 metri lasciamo lo stradino per prendere un ardito sentierino (segnavia “quadrato rosso vuoto”) che, sorretto da muretti a secco, scende inizialmente con una serie di tornantini, poi con un traverso più in piano e successivamente con altri rapidi zig-zag.
Anche qua il percorso è poco battuto e gli arbusti spinosi sono particolarmente rigogliosi, tanto che qua e la occupano quasi interamente il già stretto ed aereo camminamento.
Dopo circa 1,5km sbuchiamo infine sulla SP14, che percorriamo verso sinistra per circa 100 metri arrivando in località Martinetto.
Qua troviamo provvidenzialmente un fruttivendolo e ci fermiamo altri 10 minuti per una pausa-mela.
Prima dell'incrocio con la SP582 svoltiamo a destra in via Pennavaire, attraversando il torrente su un ponte, in prossimità del quale è posto un pilone votivo (Via Crociere).
Passata una piazzetta nei pressi di una casa-torre proseguiamo sempre su via Crociere, costeggiando il campo sportivo e svoltando poi destra e subito a sinistra per imboccare una stradina (via Gioberti) che passa accanto a una cappella ben restaurata.
La stradina diventa sterrata e, passando sotto a un archivolto, ci porta a zigzagare tra le case nella parte antica del paese sino a sbucare su una piazzetta nascosta tra le case (piazza Roma), dove sono presenti resti di antichi lavatoi.
Attraversata la piazza, in fondo a destra si prende una breve salita che esce dalle case portando sull'asfalto (via Princip e Amedeo) in corrispondenza di una fontanella. Andiamo a destra e, al successivo incrocio, a sinistra ed ancora a sinistra su per un selciato che sale sul retro di un'antica casa (“il Casotto”) per poi tornare sulla strada asfaltata e proseguire per la salita che porta al castello di Conscente.
Prima che la strada passi il torrente presso il castello, svoltiamo a sinistra (segnavia SL) su strada sterrata che sale ad casetta circondata da ulivi, dove il percorso diventa un sentiero a tratti selciato.
Il sentiero passa due impluvi e guadagna quota diventando nuovamente una sterrata.
Prima di compiere una curva a U verso destra, svoltiamo a destra in ripida salita per sentiero che ci porta sul sovrastante crinale, percorso da una pista sterrata.
Seguiamo la pista in salita, attraversando bosco misto, radi pini, arbusti, sempre vicino al crinale, fino a una collina denominata “Croce di Conscente”.
Da qui scendiamo sempre lungo spartiacque e, dopo un tratto in piano, ci immettiamo su una strada sterrata.
Seguiamo la strada sterrata verso sinistra per circa 600 metri, per svoltiamo a destra su largo sentiero sassoso in salita (segnavia “due quadrati rossi”) in direzione della Rocca Livernà.
La salita è piuttosto ripida e sconnessa e la fatica si fa sentire…sembra non finire più!
Col fiatone arriviamo ad un bivio ai piedi della Rocca Livernà, dove andiamo a sinistra su sentiero pianeggiante che costeggia il fossato dell’omonimo Forte (postazione militare sabauda ottocentesca) per condurre alla strada sterrata che sale da Arnasco.
Imboccata la sterrata, andiamo dritti in direzione ovest sul versante sud della Rocca Livernà (segnavia “due quadrati rossi” e “triangolo rosso vuoto”) fino ad un incrocio, dove teniamo la sinistra (segnavia “tre pallini rossi”) per cominciare finalmente la discesa finale verso Arnasco.
La carrozzabile diventa asfaltata in prossimità delle prime case della frazione Menosio e, arrivati ad un incrocio, svoltiamo a sinistra (in realtà, se fossimo andati a destra avremmo risparmiato qualche metro) e poi a destra tra le abitazioni per arrivare sulla SP35, all’incrocio tra Via Poggi e Via Galizzi, dove c’è il fine tappa.

Pernottamento presso ospitalità AirBnB.

Tappone molto bello ed estremamente vario ma impegnativo per lunghezza, dislivello e percorso non sempre agevole.
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Toirano, partenza tappa

Toirano, partenza tappa
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso nei pressi del bivio tra la 'normale' e la 'variante alta'

Un tratto del percorso nei pressi del bivio tra la "normale" e la "variante alta"
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Avvicinamento al Monte Acuto

Avvicinamento al Monte Acuto
picco

Monte Acuto

Monte Acuto
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Il passo delle Termopili?!?

Qualche buontempone ;)
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Santuario di Monte Croce

Santuario di Monte Croce
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Forte Poggio Grande

Forte Poggio Grande
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Inizio sentiero Valle Auzza

Inizio sentiero Valle Auzza
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Arrivo al Rio Auzza

Arrivo al Rio Auzza
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Rio Auzza

Rio Auzza
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Rio Auzza

Rio Auzza
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Fine sentiero Valle Auzza

Fine sentiero Valle Auzza
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

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Arrivo a Zuccarello

Arrivo a Zuccarello
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Zuccarello

Zuccarello
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Un tratto del percorso

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L'imbocco del sentiero infrascato fuori Zuccarello

L'imbocco del sentiero infrascato fuori Zuccarello
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

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La cava di Zuccarello

La cava di Zuccarello
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Un tratto del traverso che scende a Martinetto

Un tratto del traverso che scende a Martinetto
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Arrivo a Martinetto

Arrivo a Martinetto
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Passaggio a Conscente

Passaggio a Conscente
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Castello di Conscente

Castello di Conscente
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

Un tratto del percorso
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Un tratto del percorso

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Un tratto del percorso

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Forte Rocca Liverta

Forte Rocca Liverta
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Un tratto del percorso

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Un tratto del percorso

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Arrivo a Menosio

Arrivo a Menosio
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Menosio, fine tappa

Menosio, fine tappa

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