Tempo  7 ore 45 minuti

Coordinate 3717

Caricato 12 settembre 2019

Recorded aprile 2019

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1.064 m
16 m
0
6,9
14
27,68 km

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vicino Stazione Acquasanta, Liguria (Italia)

Il 21 Aprile 2019 ripartiamo da Acquasanta per l'ultimo di questi 3 giorni sulle varianti alte del Sentiero Liguria.
Dalla Piazza del Santuario dell’Acquasanta scendiamo verso la sorgente termale, attraversiamo il ponte sul rio Baiarda per proseguire a destra sulla via omonima.
Questa prima parte del percorso della Variante Alta alla tappa 14 del Sentiero Liguria è in comune con l’itinerario con segnavia “triangolo rosso vuoto” (per prima parte in coincidenza anche con “due cerchi rossi vuoti”).
Poco dopo, sulla sinistra tra le case, una ripida strada in cemento ci porta fuori dall'abitato. Il sentiero diventa su fondo naturale e sale nel bosco, svoltiamo a sinistra nei pressi di una Madonnetta e seguiamo una recinzione metallica di una area prativa. In breve incontriamo una strada asfaltata (Via Corzetti) che risale per un tratto tagliando più volte un metanodotto del quale ben evidenti sono le palline giallo-arancioni.
Tagliamo alcune curve della strada con un sentiero, per poi continuare a risalire la strada a tratti asfaltata e sterrata fino ad arrivare ad un bivio, dove la carrozzabile prosegue dritto ed un sentiero poco evidente si stacca sulla destra.
Ora, qua si apre un dilemma: la traccia gps e le istruzioni della tappa fanno svoltare a destra sul “triangolo rosso vuoto”…peccato che sul campo la svolta a destra e stata accuratamente cancellata ed ora il “triangolo rosso vuoto” punta dritto (ancora in coppia col “due cerchi rossi vuoti”) diretto al Passo del Turchino (vedi waypoint dedicato).
Che fare?
Dopo un lungo conciliabolo decidiamo di seguire traccia ed indicazioni e svoltiamo a destra sul sentiero che, da subito, risulta poco battuto.
Man mano che proseguiamo i segnavia “triangolo rosso vuoto” sono sempre cancellati, ma troviamo altri del Sentiero Liguria che ci fanno ben sperare.
Passiamo per una zona prativa, attraversando un rio che ha generato una profonda incisione e continuiamo sin dove il sentiero giunge nel bosco, prima in piano e poi in leggera salita, tra castagni e betulle.
Arriviamo in località La Grilla, dove boschi e prati a sfalcio si alternano in falsopiano sino a giungere ad un bivio, dove teniamo la sinistra (a desta, area pic-nic e neviera ristrutturata recentemente). Nota di colore, qua incontriamo un contadino in cerca della sua mucca, scappata dalla stalla nella notte.
Ripresa la salita il sentiero si fa di nuovo ampio ma anche sempre più ingombro di alberi caduti fino a diventare quasi impraticabile in corrispondenza di una svolta a sinistra.
Qua veramente fatichiamo a capire dove andare, salvo poi individuare tracce di sentierino stretto e ripido che sale all'interno di un bosco malandato (gelicidio?) per poi riemergere nei pressi una casa rurale abbandonata (Casa Gevi). Svoltiamo a destra lungo la strada di accesso al casolare, in piano tra prati ed arbusti, ed in breve raggiungiamo l’asfalto in località Case del Re.
Andiamo a sinistra e risaliamo la strada asfaltata e, dopo meno di 100 metri, ritroviamo il nostro “triangolo rosso vuoto” in arrivo da una carrozzabile sulla sinistra.
E’ quindi chiaro che il “triangolo rosso vuoto” sia stato modificato e sarebbe interessante sapere se anche il Sentiero Liguria si uniformerà di conseguenza o continuerà a percorrere il “vecchio” tratto…chissà.
Di certo, se dovessi rifarlo oggi, proverei a seguire la nuova tracciatura: non potrà essere certo peggio!!
Ad ogni modo, seguiamo l’asfalto fino in località Centa, dove lasciamo la strada asfaltata e, sulla destra, imbocchiamo una sterrata per che risale sino ad un piazzale di lavorazione del legname.
Qui il sentiero diviene stretto e su fondo naturale con tratti lastricati e altri tratti attrezzati con passerelle di legno per superare i punti più umidi.
Tra boschi di castagno, nocciolo e roverella scendiamo in un alternarsi di valli incise ed ombrose e crinali più luminosi e secchi. Arriviamo su di un’ampia conca erbosa, nei pressi di Case Veleno, dove emergono i segni di antichi sfruttamenti dell’uomo e dove il panorama si apre sul Golfo di Genova ed il suo porto.
Siamo al Giovo Piatto, conosciuto anche come Passo Veleno.
Qui ci reimmettiamo sull’Alta Via dei Monti Liguri, che seguiremo sino al Passo del Faiallo.
Andiamo a sinistra risalendo un sentiero, prima su prati e poi in salita nel bosco, che dopo alcune centinaia di metri diviene un’ampia strada sterrata. Con una dolce salita riguadagniamo quota per raggiungere lo spartiacque.
Il percorso si snoda sulla parte sommitale del crinale per giungere alla panoramica sella erbosa di Pra de l’Ermu da dove si scendiamo lambendo il Bric du Vautin e quindi la cima del Bric du Turchin.
Tra i castagni si scendiamo proseguendo sempre sull'ampia strada sterrata sino ad un crinale roccioso da
cui il panorama spazia, a nord, sulle valli di Masone. Proseguiamo la dolce discesa nel bosco sino al km 195 AVML sino ad una sbarra che ci immette sulla strada asfaltata proveniente delle Giutte.
Qua, ancora una volta, traccia gps e descrizione non coincidono con la segnaletica del Sentiero Liguria.
Le prime fanno prendere un sentierino in discesa, appena prima dell’asfalto, diretto verso l’imbocco della ex galleria del Turchino…la segnaletica invece invita a seguire l’AVML.
Memori dell’avventura di qualche chilometro prima, seguiamo la segnaletica.
Attraversiamo quindi l’asfalto per prendere la carrozzabile bianca di fronte a noi, che dopo un centinaio di metri diventa un bel sentiero sul crinale boscato.
Saliamo per poi discendere più dolcemente fino a giungere ad un bivio a T, dove svoltiamo a sinistra e ci ricongiungiamo con la traccia che avevamo (che arriva da destra).
In pochi minuti arriviamo al Giovo di Masone, dove incontriamo nuovamente la strada asfaltata che si percorre per circa 300 metri verso nord fino ad arrivare in vista della Cappelletta di Masone. Sulla sinistra si prendiamo il sentiero (km 192 AVML) che sale alla Sella della Cannellona, dove il percorso è quasi parallelo alla strada provinciale.
Sempre in salita nel bosco, ignoriamo sulla sinistra una strada militare conduce all'ingresso dell’ottocentesco Forte Geremia, oggi trasformato in un punto ristoro e pernottamento per escursionisti, e continuiamo sulla AVML che sbuca sulla SP del Faiallo. La percorriamo per circa 100 metri verso destra, in perfetta coincidenza con lo spartiacque ligure padano, per arrivare alla Sella della Sambughetta.
Ignoriamo il sentiero con “2 rombi vuoti gialli” che scende verso Masone e continuiamo sempre sulla AVML che sale a destra della strada provinciale passando, con bei panorami sulla sottostante Val Cerusa, tra praterie e roccette.
Dopo aver superato le pendici sud del Monte Giallo, sempre a mezza costa, il sentiero discende nuovamente verso la SP per giungere alla Sella del Barnè. Attraversata la sella erbosa, il sentiero sale ripido verso il Bric del Dente, per poi spianare a mezza costa sulle pendici sud del monte.
Particolari sono le prospettive che si hanno osservando le sinuose curve della strada provinciale del Faiallo e le nette differenze tra i ripidi, scoscesi e brulli versanti meridionali, incisi fortemente da rii e torrenti nelle stagioni delle piogge, ed i versanti vallivi dei bacini settentrionali ricoperti di boschi e decisamente più dolci. Si prosegue verso ovest in piano a mezza costa, seguendo sempre il tracciato della AVML che regala magnifici panorami a strapiombo sulla sottostante val Cerusa.
Ignoriamo sulla destra il sentiero “due + rossi” che conduce alla sommità del Bric del Dente (facili roccette sul finale, ottimo punto panoramico).
Curiosità: qua incrociamo il percorso dell'ultima tappa della Mo.Ma che, da qua fino ad Arenzano, sarà identico al nostro attuale.
Proseguiamo dritti sul sentiero che passa sul versante padano tra faggi, sorbi montani e noccioli che si alternano a piccole zone erbose sino a raggiungere nuovamente la strada asfaltata del Faiallo. La attraversiamo e, con un sentiero, tagliamo un tornante per rincontrarla nuovamente poco più sotto. Proseguiamo per circa 600 metri sulla provinciale, per poi deviare a destra, in salita tra i faggi. In breve arriviamo al paletto 187 km dell’AVML (quindi 187km dall'ipotetica partenza da Ventimiglia) e costeggiamo un’area attrezzata per il pic-nic prima di attraversiamo nuovamente la SP per salire ancora tra faggi in un fresco sottobosco. Arriviamo ancora sulla strada provinciale del Faiallo, che unisce Genova con Urbe, all’altezza di uno slargo con un pannello illustrativo del Sentiero AVML che indica che l’arrivo al Passo del Faiallo.
Da qui il Sentiero Liguria abbandona l’AVML, che si mantiene in quota, per scendere verso il mare.
Attraversiamo un’ampia e affollatissima zona pic nic dove in molti sono intenti a grigliare e, a pochi passi, il bar ristorante albergo La Nuvola sul Mare offre una possibile sosta prima della lunga discesa verso Arenzano.
Noi come al solito ci fermiamo solo quando abbiamo finito, quindi tiriamo dritto (a malincuore, il profumo delle grigliate era delizioso!!) prendendo il sentiero “due bolli rossi” che aggira sulla sinistra la Cima Faiallo e, passato il punto panoramico di San Gioachin, comincia a scendere verso il Bric Malanotte.
Siamo avvolti dalle spettacolari fioriture di Viola bertolonii e dai profumatissimi Cneoro (meglio conosciuta come Dafne odorosa) che colorano un ambiente aspro e severo.
Arrivati ad un incrocio ignoriamo sulla sinistra il sentiero “quadrato rosso vuoto” proveniente da Fabbriche e svoltiamo a destra scendendo le pendici del Malanotte. Attraversato il Rio Malanotte e le sue ripide cascatelle (asciutte, nel momento del passaggio) continuiamo la nostra lunga discesa su rocce levigate dall'antico passaggio delle “lizze”, slitte con pattini in legno utilizzate un tempo per il trasporto del legname.
Attraversando versanti prativi, arriviamo al bivio a destra che porta al Rifugio Saiardo - Gilwell (gestito dal CNGEI sezione Arenzano, chiavi a richiesta), che ignoriamo per continuare dritto e raggiungere in 15 minuti il Passo della Gava, importante crocevia escursionistico, dove il percorso della variante alta si ricollega alla tappa 14+15 dell’itinerario principale del Sentiero Liguria, che prosegue scendendo verso Arenzano.
Sempre in discesa arriviamo nei pressi del rifugio Ca’ della Gava. Ci teniamo alti sul sentiero “due bolli rossi”, ignorando la carrozzabile che scende sulla destra.
Passiamo in leggera discesa le pendici del monte Tardia di Ponente fino al Passo della Gavetta, dove il nostro sentiero piega a destra e riprende a scendere, passando nei pressi del riparo Salve Regina, fino a raggiungere località Prato Liseu (altro riparo nei paraggi).
Qua ritroviamo la carrozzabile che arriva al Ca’ da Gava e si può decidere di seguirla (percorso più lungo ma più agevole) oppure continuare sul “due bolli rossi” che taglia ripido e sconnesso i tornanti.
Le due alternative si ricongiungono nei pressi del centro ornitologico Casa Vaccà dove la carrozzabile (ore non c’è alternativa) ci porta all'area pic nic del Curlo, sempre affollata nella bella stagione.
Sempre seguendo i “due bolli rossi” scendiamo a fianco dell’area attrezzata per un sentierino incassato, non sempre agevole, che si apre poi su Arenzano e sul mare.
Si tralascia un sentiero sulla sinistra (Passeggiata degli Inglesi, che porta comunque ad Arenzano, zona Santuario Bambin di Praga) per continuare dritto sempre in discesa, tra pietre e arbusti.
Dopo una piega a destra ed una a sinistra raggiungiamo l’asfalto in corrispondenza delle prime case in località Gasca.
Proseguiamo in Via Gasca, poi svoltiamo a sinistra per la pedonale Via Inipreti. Arrivati in Via Marconi andiamo a sinistra e poi subito a destra per riprendere la stretta Via Inipreti che passa sotto l’autostrada ed arriva in Via Terralba. Svoltiamo a sinistra e poi a destra in Via Carlin per prendere poco più avanti il nuovo sottopasso della ferrovia. Arrivati al piazzale della stazione svoltiamo a destra in Piazza Rodocanachi e proseguiamo fino al parco di Arenzano, dove la tappa finisce.
Acquasanta, partenza
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
In rosa il percorso del Sentiero Liguria, quello che abbiamo fatto. In blu una possibile alternativa, l'evidente sentiero che segue il percorso del gasdotto. Nel caso dovessi ripassare da li, sicuramente la proverei.
Un tratto del percorso
Sentiero disastrato
La traccia
Rudere (Casa Gevi) all'uscita del bosco disastrato
Case del Re
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Giovo Piatto o Passo del Veleno
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Passo del Turchino
Cappelletta di Masone
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Passo del Faiallo
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Viola di Bertoloni (Viola bertolonii) e Cneoro (Daphne cneorum)
Cascata asciutta del Rio Malanotte
Un tratto del percorso
Passo della Gava
Un tratto del percorso
Tabellone nei pressi di Casa Vaccà
Un tratto del percorso
Vista su Arenzano dall'ultimo tratto di sentiero
Località Gasca
Via Inipreti
Sottopasso ferroviario
Arenzano, palazzo comunale

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