Difficoltà tecnica   Medio

Coordinate 312

Uploaded 23 febbraio 2012

Recorded febbraio 2012

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329 m
206 m
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0,9
1,8
3,55 km

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vicino Montà, Piemonte (Italia)

SENTIERO DELL' APICOLTURA - Montà d'Alba (Cn)

DATI TECNICI
Lunghezza: 3,9 km
Quota partenza (m): 315
Dislivello complessivo (m): 180
Sentiero palinato; 75% percorso naturalistico, 25% percorso asfaltato.
Difficoltà: E (escursionistica)
Durata: 1 h 15 min
Località partenza: Montà d'Alba (Cn), P.za Vittorio Veneto
Informazioni e mappe: scaricabili dal sito www.ecomuseodellerocche.it oppure reperibili in loco presso l'Ufficio Turistico dell'Ecomuseo (P.zetta della Vecchia Segheria 2/B) e presso il Municipio (p.za San Michele 3).

E' uno dei 5 Sentieri tematici ad anello presenti a Montà d'Alba. Tutti i Sentieri sono palinati; è possibile prolungare l'itinerario incrociando gli altri sentieri presenti.
Si raccomanda di munirsi di cartina, dotarsi di scarpe adatte alle escursioni su fondi sconnessi, eventualmente di bastone o racchette da escursionismo. Nel periodo primaverile / estivo è consigliabile portarsi acqua da bere e barrette energetiche.

Il Sentiero dell'Apicoltura si snoda interamente all'interno del Comune di Montà d'Alba e si sovrappone in alcune sue parti all'S1, il grande "Sentiero del Roero" che percorre tutta la fascia delle Rocche, il fenomeno geologico che caratterizza l'area.
La sua segnaletica è completata da una narrazione di pannelli espositivi che illustrano le tante relazioni dell'ape con l'ambiente: dalle specie vegetali per le quali funge da prezioso impollinatore, ai suoi predatori, ai razziatori del suo dolce prodotto.
L'apicoltura è nel Roero, e soprattutto nei "paesi delle rocche", una presenza storica, complice la morfologia, la natura dei terreni, il clima e la ricchissima flora (ben 950 sono le specie censite). Ma soprattutto, è la presenza a Montà di due ciabòt con apiari in muratura unici in Europa e direttamente riconducibili agli albori dell'apicoltura moderna a rendere peculiare questo Sentiero.

L'itinerario: è possibile parcheggiare l’auto in Piazza Vittorio Veneto e proseguire sulla centrale Via Cavour, giungendo all’imbocco su Via Placido Mossello: da qui parte la segnaletica del Sentiero.
Una ripida discesa asfaltata porta all’imbocco della Valle Diana, dove una articolata scalinata in legno conduce in uno splendido pioppeto dove è ubicato il Ciabòt Calorio, primo punto espositivo del percorso: tipica architettura rurale del Roero, il ciabòt contiene un apiario- armadio a muro interessante per l’attestazione storica dell’apicoltura razionale piemontese.
Da qui il percorso prosegue attraverso il Rio Canneto, che percorre la Valle Diana, e risale verso nord fino al crinale dove si trova la zona vitata a Nebbiolo da Roero ed Arneis; da qui si può ammirare un suggestivo scorcio del tipico paesaggio roerino, fatto di file ordinate di viti aggrappate alle colline.
Proseguendo ancora si passa per il ciabòt detto "Vagiana", costruito con pietre fossili, e costeggiando la zona dei pozzi artesiani si raggiunge l’altro ciabòt del Sentiero dell'Apicoltura, la Cà d’Aviè. Di particolare rilievo a fianco del ciabòt Cà d’avìe, un muro-apiario in grado di ospitare sessantaquattro ”famiglie di api”, che risale probabilmente al XVIII secolo.
Da qui il Sentiero comincia a risalire verso il centro urbano di Montà, percorrendo l’antica strada romana che costeggia il sito dell’antico fortilizio-castello; si percorre Via Roma, nel centro storico, e si chiude nuovamente l'anello su Piazza Vittorio Veneto.
Di particolare rilievo a fianco del ciabòt Cà d’avìe, un muro-apiario in grado di ospitare sessantaquattro ”famiglie di api”, che risale probabilmente al XVIII secolo.
Ciabot Bertero, dal nome del proprietario del fondo
  • Foto di Ciabot Calorio
Ciabòt Calorio, primo punto espositivo del percorso: tipica architettura rurale del Roero, il ciabòt contiene un apiario- armadio a muro interessante per l’attestazione storica dell’apicoltura razionale piemontese.
Ciabòt detto "Vagiana", costruito anche con pietre contenti reperti fossili.
Parcheggiare l’auto in Piazza Vittorio Veneto e proseguire sulla centrale Via Cavour, giungendo all’imbocco su Via Placido Mossello: da qui parte la segnaletica del Sentiero.
  • Foto di Torre Campanaria
La torre campanaria sulla destra e la piazza della vecchia Parrocchia con la chiesa di S. Antonio Abate e il castello cinquecentesco dei Morra Lavriano.
Valle Diana, che deve il suo nome all'antico culto per la Dea della caccia.

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