Coordinate 280

Caricato 30 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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2.980 m
1.820 m
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13,05 km

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vicino Villa Milia, Sicilia (Italia)

Escursione molto bella e impegnativa, siamo partiti dal parcheggio dove inizia il sentiero schiena dell'Asino da lì poco dopo lasciamo il sentiero per andare a vedere la grotta Pitagora. Da qui si può tornare indietro e proseguire sul sentiero battuto e arrivare alla schiena dell'asino oppure come abbiamo fatto noi risaliamo dalla grotta su fuori pista per arrivare alla cresta sud della valle del Bove (fuori pista su sabbia e tutto in salita ripida). Arrivati alla cresta sud si prosegue verso la Montagnola su sentiero no segnalato, arrivati alla base della Montagnola si prosegue su sentiero ben segnalato che vi porta sino a torre del Filosofo riscendiamo fino alla Montagnola e da qui siamo scesi da un canalone di sabbia che vi porta ai Crateri Silvestri dopo poche centinaia di metri su asfalto e si arriva al parcheggio schiena dell'Asino.
A seguito degli eventi cominciati nel marzo 1792 avvenne un enorme sprofondamento a Pian del Lago che formò il cratere detto "la Cisternazza"; le colate laviche vennero emesse da varie bocche apertesi sia dentro che fuori della Valle del Bove. La risalita del magma fratturò le vulcaniti entro un dislivello di circa 700 metri di quota propagandosi da 2600 m a 1900 m s.l.m.. Nel frangente venne raggiunto e semicoperto alla base il Monte Arcimis. Da wiki
Ci troviamo su bordo superiore della valle del Bove vista magnifica su tutta la valle.
(Monti Silvestri - eruzione del 1892 – altezza Silvestri superiore 2000; Silvestri inferiore 1889 – versante S) – Si tratta di grandi crateri che si trovano antistanti lo spazioso piazzale del Rifugio sapienza che vennero intitolati alla memoria di Orazio Silvestri il cui profilo è ben riportato da Wikipedia “Orazio Silvestri (Firenze, febbraio 1835 – Catania, 17 agosto 1890) è stato un geologo e vulcanologo italiano. A lui sono intitolati i Monti Silvestri, che qualunque turista abbia visitato l'Etna certamente conosce. Si laureò a Pisa in Filologia e Lettere. Successivamente si dedicò allo studio delle Scienze naturali presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, sotto l'insegnamento di Raffaele Piria, Carlo Matteucci, Paolo Savi e Giuseppe Giovanni Antonio Meneghini e, per un certo periodo, insegnò Storia naturale in un liceo della stessa città. Nel 1862 fu assistente di chimica industriale presso l'università di Napoli. Durante quel periodo iniziò le sue ricerche geologiche e mineralogiche applicate alla vulcanologia, presso il Vesuvio. Nel 1863 si trasferì a Catania per occuparsi del corso di chimica generale. In quell'anno iniziò ad organizzare il primo laboratorio chimico dell'ateneo etneo. L'eruzione dell'Etna del 1865 spostò la sua attenzione nuovamente verso la vulcanologia. Tra il 1874 ed il 1877 ebbe l'incarico di professore di chimica tecnologica presso il Museo industriale di Torino. Dopo questo breve periodo tornò a Catania, avendo ricevuto la cattedra di geologia e mineralogia e successivamente fondò la cattedra di fisica terrestre e vulcanologia. Di conseguenza organizzò l'Istituto vulcanologico e promosse l'istituzione del Servizio geodinamico dell'Etna, avente come scopo l'osservazione e lo studio dei fenomeni sismologici ed eruttivi del vulcano siciliano. Durante questo periodo studiò tutti i principali fenomeni vulcanici etnei e pubblicò svariate memorie sui principali periodici nazionali ed esteri. Fondò anche la sezione catanese del Club Alpino Italiano e si interessò della costruzione dell'Osservatorio vulcanologico e geodinamico dell'Etna. Fu anche segretario dell'Accademia Gioenia catanese e membro della Società Meteorologica Italiana oltre che del Regio Comitato geologico d'Italia”. L’eruzione dei Monti Silvestri è iniziata il 9 luglio del 1892 e terminò il 28 dicembre dello stesso anno dopo 172 giorni. In questa eruzione furono emessi ben 145 milioni di metri cubi di lava e 5 di proiezioni che diedero origine due grandi crateri. Circa due anni prima era scomparso l’illustre geologo Orazio Silvestri per cui si pensò bene intitolare alla sua memoria i nuovi crateri. Oggi i crateri silvestri costituiscono un’importante meta per i turisti che non intendono effettuare lunghe escursioni dato che la strada provinciale SP92 passa proprio tra i due principali coni di scorie di questa importante eruzione. Nella foto: i crateri silvestri visti dal monumentino di Antonio Spina. Da G. Tringali
Descrizione: La Grotta Pitagora è una piccola grotta situata lungo il Sentiero Schiena dell'Asino dalla caratteristica forma ad angolo retto del suo ingresso, per questo motivo è stata dedicata in nome di Pitagora. Formata da un dicco di una colata lavica scavernata dalle acque delle piene di un torrente che passa sottostante a tale grotta. Sollevando le pietre vicino all'ingresso della grotta è facile poter vedere qualche scorpione il più delle volte di piccole dimensioni. Da EtnaFriends.it
La località "Torre del Filosofo" si trova a quota 2.900 m. s.l.m. alla base dei crateri sommitali. In questa zona anticamente erano presenti dei ruderi che vennero denominati proprio "Torre del Filosofo" in ricordo del filosofo agrigentino Empedocle (492 a. C. – 430 a. C. circa) che salì sull'Etna per studiarne i fenomeni eruttivi e vi pose la propria dimora. Secondo la leggenda, il filosofo morì gettandosi a capofitto nella bocca del vulcano per scoprire il segreto della sua attività eruttiva. Tuttavia non è chiaro se quei ruderi costituissero realmente il ricovero del filosofo Empedocle o se, invece, si trattasse di un tempio di epoca romana o di qualcos'altro ancora. In onore del filosofo agrigentino, nel punto in cui si trovavano i ruderi fu eretto un piccolo edificio in pietra, simile ad una torre che nel corso del tempo divenne una rovina, seppellita sotto detriti di materiale eruttivo. Si pensa che la Torre del Filosofo sia stata edificata dall’imperatore Adriano, che tra il 117 e il 138 d.C. salì più volte sull’Etna, affascinato dalla sua maestosità e dall’ampiezza della vista che si gode da questo punto di osservazione strategico sulla provincia catanese. L'edificio viene citato dallo storico e teoloco Tomaso Fazello nel suo libro "Le due deche dell'historia di Sicilia" dove la struttura viene definita come "un pezzo d’archivolto tutto di mattoni, il quale da quei di Catania, e da’ paesani del monte Etna, è chiamato la torre del Filosofo, perche dicono, d’haver inteso da’ loro antichi, ch’Empedocle si fabricò questa casa, per poter piu commodamente filosofare intorno al fuoco del monte, e piu agevolmente ritrovarne le cause, e la fece in volta". Nel 1804, nel luogo dove ormai non rimanevano che pochi blocchi di pietra, il vulcanologo Mario Gemmellaro fece realizzare un modesto rifugio, chiamando la casupola la Gratissima, poiché costituì un gradito ricovero per chi si avventurasse sulla vetta dell'Etna. Nel 1811, suo fratello Carlo vi ospitò una delegazione di ufficiali britannici i quali ne finanziarono un primo ampliamento e pertanto prese il nome di Casa degli Inglesi. Tale edificio rimase inalterato e di proprietà dei Gemmellaro fino al 1876, quando venne rilevato dalla sezione etnea del CAI, la quale chiama l'edificio Casa Etnea. Dopo molti secoli, nel 1960 scavando nello stesso luogo dove si trovava la vecchia costruzione per costruire le fondamenta di un nuovo edificio, furono ritrovati i resti della torre e su di essi fu edificato il Rifugio “Torre del Filosofo”. Dal 1971 al 2013, le ripetute colate di lava hanno definitivamente bruciato e sepolto il rifugio. In particolare, l'eruzione del 2002\2003 seppelli quasi interamente la costruzione. lasciando visibile solamente una parte del tetto e l'antenna posta in cima al tetto. L'eruzione del 2013 ha, infine, totalmente sepolto la costruzione di cui oggi rimane visibile solamente l'antenna collocata sul tetto. Da Nicolosi Etna. It

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