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vicino San Lazzaro, Umbria (Italia)

Bellissima escursione anche se un po lunga. Il punto di partenza visto che sono partito dalla mia abitazione, potrebbe essere il Santuario della Madonna del Divino Amore dove c'è un grande parcheggio raggiungibile sia per chi proviene da Nord direzione Fano o da Sud direzione Roma, comunque ben segnalato. Arrivati al Santuario lasciamo la macchina. Da qui può aver inizio la nostra escursione. All'uscita dal parcheggio giriamo decisamente a Sx proseguendo su strada incatramata per 200 metri giriamo decisamente ancora a Sx sempre su strada prima asfaltata e poi imbrecciata ma comoda fino a raggiungere la fonte di Capodacqua dove possiamo rifornirci di acqua freschissima e tra le più buone. Riprendiamo il cammino sempre su carrareccia fino a raggiungere l'intersezione, ci sono cartelli indicativi e girando ancora a Sx è il Sentiero degli Antichi Umbri o Sent. N 202, cominciamo a salire, un piccolo strappo che più avanti è molto più dolce. Arriviamo all'intersezione con tre sentieri presenza di cartelli, noi proseguiamo girando alla nostra Dx cominciando a salire sempre su carrareccia che poco più avanti diventa anche qui molto più dolce. Più avanti lasciamo alla nostra Dx il serbatoio dell'acquedotto e 100/150 metri più avanti raggiungiamo la carrareccia e girando decisamente a Sx ci porterà al castagneto che sarà la nostra prossima meta. Arrivati ad uno slargo dove alla nostra Dx c'è una tartufaia e una piccola casetta abbandonata il sentiero si dirama, noi prendiamo il sentiero che sale a Dx abbandonando così il sentiero degli Antichi Umbri e proseguendo sul Sent. N 202 fino all'intersezione con il Sent. N 205. Proseguiamo sul Sent. N 202 mantenendo la Sx, oramai siamo all'interno del bellissimo castagneto, il sentiero taglia obliquamente la montagna, è un lungo tratto questo ma molto bello per la sua vegetazione e molto piacevole. Fino a qui il tracciato è ben largo una comoda carrareccia ora però all'intersezione seguendo sempre il Sent. N 202 difronte a noi diventa sentiero che continua a salire dolcemente continuando a tagliare obliquamente la montagna. Ora anche il panorama è interessante cominciamo ad uscire dal bosco e la vegetazione si fa sempre più bassa. Continuiamo a camminare fino all'uscita della pineta siamo in prossimità dei prati, a questo punto ho preso la decisione di salire diritto come si può vedere dalla traccia, costeggiando la pineta fino a raggiungere i cartelli che indicano Il Buco della Neve, che tanto tempo fa veniva riempito e usato come contenitore per il ghiaccio usato nell'ospedale, val la pena di essere visto anche perchè poco conosciuto. Naturalmente se non ve la sentite di salire diritto basta proseguire sul Sent. N 202 fino a raggiungere la vicinanza della Troscia di Val Mare per poi prendere il sentiero che sale a Dx e tagliare obliquamente il prato e raggiungere il Buco della Neve, sempre in salita. Dopo un meritato riposo proseguiamo diritti difronte a noi salendo decisamente stiamo per affrontare le Cime de Le Senate, la fatica viene ricompensata dal bellissimo panorama Umbro Marchigiano, stiamo camminando in cresta, da qui nelle giornate limpide si vede il mare Adriatico. Proseguiamo fino a raggiungere la Cima del M. Maggio. Bisogna rifocillarsi e riprendere le forze ma soprattutto è il panorama che ci lascia senza fiato. Prossima meta la seconda Cima del M. Maggio. Non esiste sentiero ma bisogna scendere di 150/200 metri di dislivello all'incirca il sentiero che sale alla seconda cima in fondo è evidente, attraversiamo la piccola valletta e ricominciamo a salire dalla parte opposta in salita in un primo momento anche ripida. Costeggiamo una vecchia recinzione di filo spinato camminando in cresta e ben presto arriviamo alla seconda Cima del M. Maggio panorama stupendo. Anche qui non esiste un vero e proprio sentiero, ma basta proseguire scendendo dalla parte opposta fino a raggiungere l'intersezione con il Sent. N 203 e Sent. SI che ci fa scendere fino alla bellissima Valsorda passando prima vicino al Rif. C.A.I. Val la pena fermarsi c'è un bellissimo Ristorante da Cleria dove si mangia molto bene. Una volta recuperate le forze ripartiamo seguendo il Sent. N 205 a Dx del ristorante seguendo prima la ampia carrareccia che poco dopo lasciamo seguendo sul prato un evidente sentierino che costeggia il bosco. Questo sentiero ci permette di scendere velocemente all'interno del castagneto, anche se questo sentiero è in disuso perchè è stato rovinato dall'acqua e dall'uomo. Ricordiamoci che hai vari incroci con altri sentieri manteniamo sempre la Sx, fino all'uscita dove abbiamo lasciato alla nostra Sx la tartufaia e la piccola casina da qui proseguiamo per il tracciato dell'andata fino al Santuario della Madonna del Divino Amore, concludendo così la nostra escursione.

NB: Questo tracciato va fatto nell'arco di un'intera la giornata magari calcolando i tempi in modo che per il pranzo ci troviamo alla Valsorda gustando buoni piatti preparati dal Ristorante da Cleria. Il tracciato può essere fatto all'incontrario di come l'ho fatto.

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