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25,98 km

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vicino Savi, Veneto (Italia)

Partendo da località Savi si sale subito su strada asfaltata verso Cassanego, attraversando il paese lasciandosi il campanile della piccola chiesa a destra. La strada diventa poco dopo una bianca con fondo tormentato che sale di quota abbastanza velocemente. Sul latio destro, man mano che si sale si scorgono alcune casere. Dopo circa 2,5km la mulattiera piega decisamente a destra e poco dopo a sinistra: da qui si imbocca il sentiero 100 che porta a Campo Croce. Lasciata l'ultima casera sulla destra, la strada cambia versante e occorre superare la sbarra che blocca alle mtb il tratto. Con una serie di ripidi tornanti si prende quota velocemente e tra le vegetazione si vede la pianura sottostante. Dopo l'ultimo tornante si trova ancora una sbarra. Poco dopo si stacca un sentiero sulla destra che taglia di traverso il prato di una casera. Il sentiero sale nel bosco a zig-zag in direzione Monte Palla tenendosi sul costone del monte. La salita à a volte mal agevole per le radici. Attenzione ai bivi che ogni tanto si straccano dalla traccia principale che portano a rami morti di sentieri di servizio. I segnali rossi/biachi aiutano a orientarsi. La salita termina sotto il Monte Palla su un piccolo spiazzo erboso. Qui una palina indica la direzione da prendere verso il Monte Colombera. È il tratto più panoramico: dopo qualche centinaia di metri in un bosco si spunta sul ciglio del monte che costeggia questa parte del massiccio. Il sentiero si snoda a picco sulla pianura sottostante in una posizione molto panoramica, ma mai pericolosa. Nelle giornate terse si vede tranquillamente Venezia!
Raggiunto il Monte Colombera il sentiero piega a sinistra e sale incrociando più volte la strada che sale da Semonzo (SP140) o la Strada Cadorna (SP 148) che sale da Romano d'Ezzelino. La salita si fa ripida e diretta sul crinale, puntando decisamente in direzione di Cima Grappa ben visibile e ormai poco distante. Il grosso del dislivello è fatto. Arrivati alla Strada Cadorna si può procedere verso l'Ossario di Cima Grappa o seguire la Cadorna fino al bivio per Feltre. Quando siamo saliti dal Colombera in su c'erano 80cm di neve ghiacciata e abbiamo scelto di non salire fino all'Ossario.
L'intenzione era lasciare la Cadorna all'imbocco del sentiero 920 che prosegue in direzione Monte Asolone, Col della Beretta e scende a Cismon del Grappa, ma la posizione esposta del sentiero e la tanta neve ci hanno fatto proseguire lungo la strada che attraversa il massiccio e scende a Feltre a nord. Qualche km su asfalto che ci ha permesso di contemplare a destra le pendici di Cima Grappa fino al Monte Pertica, teatro di sanguinose battaglie, e a sinistra l'Altopiano di Asiago di là dalla Valsugana. Con un po' di attenzione si scorge il Forte Lisser poco sopra Valstagna. Se ve la sentite è possibile salire in breve al Monte Pertica.
Arrivati all'Albergo del Forcelletto e alla conca naturalistica di Valpore, si procede prendendendo il sentiero 910 che si stracca tra la strada e l'Albergo. Si tratta di una mulattiera ben tracciata che in quota raggiunge in breve il Col dei Prai. Da qui inizia la discesa verso le malghe de La Rotonda; sulla destra si scorge in basso il Lago del Corlo. Si perde quota agevolmente fino a incrociare la strada che sale da Cismon del Grappa che occorre attraversare prima di iniziare l'ultima parte dell'itinerario e del 910. Il sentiero entra subito nel bosco e scende ripido le pendici del massiccio tra alti contrafforti e rocce a picco. La straccia è interamente lastricata di gradini fino alla fine ed è assolutamente spettacolare, in particolare sono da notare: il panorama che si apre verso il Grappa e il versante dell'Asolone e del col della Beretta; l'Albergo del Forcelletto che abbiamo lasciato quasi 10 km prima; il canyon taglia profondo la valle; le tombe longomarde scavate nella roccia; il pinnacolo di roccia che si erge proprio sopra Cismon del Grappa e il panorama sulla Valsugana. Ormani sopra il paese, il sentiero è letteralmente tagliato nella roccie e forma una scala quasi a chiocchiola sui cui lati si apronbo alcuni rifugi bellici e postazioni di guardia.
In breve si aggira il pinnacolo e si raggiunge il bivio alll'altezza del quale si stacca il sentiero 920, da dove avremmo dovuto scendere secondo le nostre intenzioni. Un curioso oratorio segna questo punto nel quale si trova anche una roccia commemorativa di sistemazione dei sentieri che risale al 1886. Ancora qualche tornante e si arriva in paese dove termina la nostra escursione.

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