Tempo  5 ore 25 minuti

Coordinate 2853

Caricato 10 dicembre 2019

Recorded dicembre 2019

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1.732 m
860 m
0
3,9
7,8
15,51 km

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vicino Veleso, Lombardia (Italia)

S3E5, 6/12/2019

PARTENZA: parcheggio libero nei pressi del municipio di Veleso.
Ci addentriamo nelle vie del paese e risaliamo fino a uscirne. I primi cartelli indicano la Forcoletta a 1h40' e il San Primo a 3h da qui. Teniamo la sinistra ignorando la strada per i Monti di Là e iniziamo a salire lungo la carrozzabile per i Monti di Erno.
Superato un primo tratto nel bosco, ignoriamo sulla destra il bivio per i Monti di Là e iniziamo a scorgere le baite dei Monti di Loarno. Più avanti costeggiamo un alpeggio di vacche di razza highlander.
Superati i Monti di Loarno, la strada prosegue pianeggiante e poi in lieve discesa fino alle baite dei Monti di Erno. Superato lo stagno della Polla di Veleso, imbocchiamo sulle destra il sentiero che, costeggiando altre baite, ci porta ai piedi della salita per la Forcoletta.
La salita diretta è piuttosto ripida, ma la completiamo molto più velocemente rispetto ai 50' indicati dal cartello. In alternativa, le mappe indicano un sentiero che si imbocca poco più avanti e risale con minor pendenza lungo il versante boscoso del Colmenacco.
Ripreso fiato alla Forcoletta, dove la vista sul lago inizia ad aprirsi, ignoriamo il Colmenacco a sinistra e iniziamo invece a risalire la cresta sulla destra, senza trovare inizialmente un evidente sentiero. La salita è molto ripida e la neve che iniziamo a trovare a questa quota la rende meno semplice, ma la fatica è ricompensata dal panorama sul lago che si amplia progressivamente.
Al termine di questa ripida salita raggiungiamo la vetta del Piz del Luser (1405 m), segnalata da una cartello, che domina sulla vallata dei Monti di Erno sotto di noi. La vista sul lago è in parte ostacolata dagli arbusti che crescono su tutto il versante settentrionale della cresta, ma riusciamo comunque a trovare dei punti di osservazione sulla Val d'Intelvi e sulla Val Perlana, nonchè sul primo bacino del ramo comasco.
Proseguiamo la salita lungo la cresta, con fatica nei tratti ripidi in cui la combinazione della pendenza con la neve rende difficile procedere. Superiamo così una prima elevazione da cui discende il costone che chiude a ovest la Valle di Loarno.
Continuiamo, ripagati dalla panoramicità del percorso, superando altre ondulazioni della cresta che corrispondono grossomodo ai confini della Val Tarola. Alla nostra sinistra il costone ripido del San Primo scende fino all'Alpe dei Picitt, si fa più dolce e scende fino al Monte Nuvolone, oltre il quale scorgiamo la Punta Spartivento di Bellagio.
La cresta NW racchiude ora la sottostante Valle Zelbio e ci porta fino alla salita terminale, un po' più ripida ma abbastanza breve. L'antenna collocata sul San primo fa sì che l'obiettivo sia sempre in vista.
Superato un cartello che segnala il sentiero proveniente da nord, giungiamo finalmente alla vetta del San Primo (1682 m). Qui si trovano la sopracitata antenna e l'edificio adiacente, e poco più avanti la croce di vetta.
Per la discesa, a causa della neve scartiamo l'idea iniziale di riscendere la ripidissima cresta sud che porta direttamente ai Monti di Là. Ci dirigiamo lungo la cresta E, ignoriamo anche la discesa dal Monte Lot e proseguiamo fino al bivio poco sotto la Cima del Costone. Qui teniamo la destra sul sentiero sotto la cresta in direzione di Terrabiotta, e poco più avanti ci stacchiamo ancora a destra verso il Monte Doardo.
La discesa per il Monte Doardo è meno ripida nel primo tratto, ma raggiunta la "cima" di quella che è in realtà una spalla del San Primo la pendenza aumenta. Il sentiero è poco evidente, dato che ci troviamo su un costone erboso, ma costeggia la cresta fino alla cima del Doardo, per poi scendere leggermente a destra.
L'erba secca lascia il posto al bosco, e continuiamo la discesa a poca distanza da una rete che segue il profilo della cresta. Nel bosco il sentiero è comunque poco evidente, ma il confine stabilito dalla rete rende la discesa poco ambigua, anche quando dobbiamo girare a destra per addentrarci nella valle. Proseguiamo lungo la rete fino a raggiungere il letto asciutto del torrente Vallone, racchiuso da reti da entrambi i lati, e scendiamo così fino al Pian del Tivano.
Da qui raggiungiamo la SP44 e la percorriamo per circa 3 km fino al tornante appena fuori Zelbio. Imbocchiamo la via per Zelbio, che ci riporta rapidamente a Veleso attraverso la Valle Zelbio, conducendoci nelle immediate vicinanze del parcheggio.

Nota: la difficoltà impegnativa è riferita ai tratti di maggior pendenza (salita alla Forcoletta e al Piz del Luser) e ai sentieri poco evidenti (la discesa nel bosco dal Doardo). La presenza di neve sul percorso è senz'altro una variabile da considerare, dal momento che ci ha portato ad allungare l'itinerario con un tratto di strada asfaltata non trascurabile.
parcheggio

Parcheggio Libero

Intersezione

Imbocco via per Monti di Erno

Waypoint

Monti di Loarno

Waypoint

Monti di Erno

Waypoint

Polla di Veleso

Passo di montagna

La Forcoletta

picco

Piz del Luser

Waypoint

Cresta NW - Valle di Loarno

Waypoint

Cresta NW - Val Tarola

Waypoint

Cresta NW - Valle Zelbio

picco

San Primo

Waypoint

Cresta E - Vallone

Intersezione

Bivio Terrabiotta

Intersezione

Bivio Doardo

picco

Monte Doardo

1400 m
Waypoint

Pian del Tivano

Intersezione

Imbocco via per Zelbio

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