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vicino San Benedetto in Alpe, Emilia-Romagna (Italia)

Il percorso nella prima parte verso il m.te Piancasciano, (verificata la guadabilità alla partenza a San Benedetto del Rio Destro in quanto in inverno potrebbe rivelarsi problematica data la portata di acqua), si delinea per pendio prativo piuttosto inclinato che si percorre in pratica a serpentina fino a raggiungere il limitare del bosco e contestualmente il crinaletto con orientamento est-ovest che sovrasta il corso del Rio Destro sino a incrociare il crinale orientato nord-sud che separa la valle del Montone da quella del Rabbi. Procedendo in accentuata ascesa si raggiunge la bella estensione prativa di Pian di Betto (belle vedute su S.Benedetto e di tutto il crinale del Muraglione e del prospicente crinale che si diparte dal M.te Bucine e degrada verso i bellissimi pascoli di Pian d’Astura. Proseguendo poi sempre in costante salita e su crinale attraverso radi boschi di faggi si giunge ad altra radura erbosa il cui attraversamento, con slalom fra rovi, precede il raggiungimento dei ruderi della casa di Piancasciano di sopra. Da qui si prosegue costeggiando dapprima una radura erbosa ai limiti del bosco e poi salendo a mezza costa sul pendio sino a raggiungere un bivio posto sul limite del confine regionale fra il territorio della Romagna e la Toscana. Qui si tiene/gira a sx e sempre in ascesa in mezzo al bosco si prosegue cercando di non distanziarsi troppo dalle sommità del crinale e quindi dal confine interregionale in direzione est verso il Monte Piancasciano il quale una volta raggiunto costituisce il punto massimo di elevazione del crinale percorso e contestualmente una delle cime che si pongono sul crinale che qui si interseca e che porta percorrendolo verso i M.ti Gemelli. Si procede quindi su questo crinale ben segnalato dal CAI in direzione nord verso M.te Mazzucca e Colla Bucine gratificati dai bellissimi panorami sulle valli del Montone a sx e del Rabbi a dx. Dopo aver oltrepassato la Colle Bucine (sella raggiunta e attraversata dalla strada forestale), ad un bivio segnalato con palo e cartelli in legno si abbandona la strada forestale e si vira a sx per vecchia mulattiera per Pian delle Tavole, M.te della Voltura. Questo tratto di itinerario dapprima sale per raggiungere una sella boschiva e poi scende decisamente fino a raggiungere un bivio che percorso a sx porta ai ruderi di Ca Nova, mentre tenendo, anzi virando, a dx (manovra giusta da fare) porta in discesa ad un fosso (un affluente del Rio Pian delle Tavole) che si attraversa per poi salire e indi ridiscendere per raggiungere appunto il “Fosso di Pian delle Tavole” alla cui immediata corrispondenza si trovano i due fabbricati (in parte ancora agibili) di Pian delle Tavole. Da qui si risale in direzione ovest bypassando l’incrocio/innesto con il sentiero CAI che proviene in discesa dai Gemelli proseguendo su mulattiera non più segnata CAI verso il M.te della Voltura che si costeggia sul lato nord. Aggirato il m.te della Voltura tenersi sempre a sx (in quanto ad un certo punto si incrociano a dx tracce di sentiero che scende a M.te Luceto e lì finiscono) e proseguire in discesa nel rado bosco su sentiero ben evidente ma che in vari tratti è infestato da rovi fastidiosi che obbligano a procedere in slalom o compiendo un tragitto parallelo al sentiero originario sino a raggiungere un punto meno inclinato ove gli alberi sono parecchio diradati da cui occorre virare decisamente a sx per incontrare l’inizio di un vecchio recinto spinato costeggiando il quale e compiendo una ulteriore virata a sx (quasi una inversione a U) per ri-immettersi nel sentiero (abbandonato in precedenza per i rovi) che porta ai ruderi di ca Valmoretta. Quando si è sul pendio che la costeggia e sovrasta, sempre però a causa di rovi e quando la distanza è di circa 100 metri, occorre nuovamente abbandonare il sentiero e scendere a vista per ripido pendio erboso in tal modo tagliando e dimezzando la distanza.
Dalla Valmoretta è possibile raggiungere S.Benedetto seguendo due sentieri. Nel nostro caso si è optato per seguire il sentiero (percorso più breve) che diparte, in direzione del visibile fosso che discende dal crinale, (pure qs era una vecchia mulattiera) e che stando a mezza costa dei pendii, dopo aver attraversato altri 4 fossi e nonostante l’incuria che subisce (vi sono piccoli smottamenti, vari alberi e rami di traverso, soliti e immancabili rovi, ecc.) porta (in qs caso mantenendosi sempre a dx e quindi per tagliare il passaggio dai ruderi di Ca Vanella) a confluire nel sentiero segnato CAI n. 417 che proviene da Pian delle Tavole e raggiunge in pochi minuti S.Benedetto in Alpe.

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