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Distanza

11,35 km

Dislivello positivo

301 m

Difficoltà tecnica

Medio

Dislivello negativo

301 m

Altitudine massima

405 m

Trailrank

71

Altitudine minima

222 m

Tipo di percorso

Anello

Coordinate

535

Caricato

11 settembre 2020
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405 m
222 m
11,35 km

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vicino a Monteu Roero, Piemonte (Italia)

SUI SENTIERI DI MONTEU ROERO

INTRODUZIONE
La toponomastica ci indica come la zona dovesse essere abitata fin dalla preistoria. In età romana vennero costruite alcune "stratae" e un castelleri oggi scomparso. Nel medioevo ebbe notevole importanza il castello di Pulciano, che nel X secolo era il centro di un vasto patrimonio fondiario alamanno.
Monteu è citata nei documenti del 901 e del 1065, in cui venne inserita nei domini del vescovo di Asti. Nel 1111 Oberto de Monte Acuto, castellano fedele al vescovo, ottenne da quest’ultimo i dirititi feudali e avviò la formazione del borgo di sommità. I rapporti tra il vescovo e i Monte Acuto si interruppero poco dopo, e il feudo passò nelle mani dei Biandrate. Pare che nel castello di Monteu svernò l’imperatore Federico Barbarossa, ospite dei fedeli Biandrate.
Come sappiamo la fortuna dei Biandrate finì al termine del XIII secolo, quando il casato venne spazzato via da Asti e fu costretto a vendere tutti i propri feudi ai Roero. Anche qui la famiglia srtigiana conservò il potere fino al 1748, anno in cui Baldassarre Michele Roero, ultimo discendente, vendette tutto ai Gromis di Trana.
Particolarità interessante è che a metà '600 Santo Stefano riuscì ad ottenere alcuni territori situati entro i confini di Monteu. Per questo motivo oggi il comune possiede ancora un’isola amministrativa distaccata dai propri confini, i Virani.

Il Sentiero della Castagna Granda è percorso agevole che, dopo un breve tratto di bosco raggiunge la radura della castagna granda, un esemplare di castagno monumentale di oltre 400 anni la cui circonferenza supera i 10 metri. Un vero e proprio colosso naturale, il castagno è situato in un pianeggiante prato che accoglie numerosi altri castagni secolari: sostare sotto le loro chiome è un'esperienza da fare!

Il Sentiero della Fossa dei Cinghiali è un breve percorso che circonda il concentrico di Monteu Roero, ammirando suggestive lingue di rocca e pregevoli vedute del borgo di sommità.
Dal bosco di cresta ci si inoltra, attraverso una ripida ed irta discesa, nel fondovalle delle Rocche; in questa zona umida i ristagni d’acqua creano pozze acquitrinose in cui pare vadano ad abbeverarsi i cinghiali la notte. L’incontro con questi animali è piuttosto improbabile: più facile è invece scorgere affioramenti di conchiglie fossili nei terreni sabbiosi del fondovalle.

Il Sentiero dei Fossili deve il suo nome ai ritrovamenti che affiorano tra le pareti sabbiose delle Rocche: conchiglie o loro frammenti, filliti (foglie o tronchi di alberi fossilizzati), più raramente pesci.
L'itinerario lambisce infatti località Caudana, nota per il giacimento di fossili più ricco dell'area: i suoi reperti hanno arricchito le collezioni dei Musei di Storia naturale della zona. Il Sentiero dei Fossili è un percorso molto vario: attraversa il bosco ombroso intorno al borgo di Monteu Roero, scende in fondovalle in direzione della Frazione Tre Rivi, costeggia zone pianeggianti di frutteti e serre e risale verso il borgo di sommità tra i vigneti panoramici.

PERCORSO
Si segue la via principale (Via Umberto I) in direzione di Torino, e non appena usciti dal paese si svolta a destra seguendo l'indicazione per San Grato, su un tratto in comune con il sentiero S1, il Grande Sentiero delle Rocche del Roero.
Dopo circa 400 mt si lascia il sentiero "S1" e proseguendo sulla strada asfaltata si incontrano a sinistra i ruderi della cascina Belis: qui, verso la metà dell'Ottocento avvenne uno dei fatti di sangue che più segnarono la vita dell'epoca. Fu infatti compiuto un feroce omicidio per mano del terribile bandito di origini canalesi Francesco Delpero, la cui storia è narrata nel libro di Milo Julini "Il terrore del Roero". Il luogo fu in seguito abbandonato e lasciato a testimonianza del fenomeno del banditismo nel Roero.
Dopo circa 200 mt il sentiero svolta a destra verso la Cascina Avaj; dopo la borgata omonima, seguendo in discesa una strada sterrata, si giunge ad un'imponente radura di castagni secolari, dove primeggia la "castagna granda".
Si tratta di un vero e proprio monumento vegetale, catalogato dalla Regione Piemonte nel volume "Alberi monumentali del Piemonte" come uno fra i più vecchi della regione: si stima infatti che abbia un'età intorno ai 400 anni. L'altezza dell'esemplare è di 12 mt, la circonferenza del tronco a petto d'uomo di 10,50 mt, mentre la circonferenza alla base del tronco è di 14,70 mt. Sostare sotto i suoi rami centenari o semplicemente soffermarsi nella radura che lo accoglie è senz'altro un'esperienza che vale la pena fare.
Nell'ultima parte del sentiero, che chiude l'anello, si attraversano i tipici boschi roerini, già noti ai romani come la "silva popularis", tra cui svettano maestosi pini silvestri che puntano il cielo, fino a giungere ad una strada di cresta, punto panoramico di grande impatto visivo, da cui, nelle giornate limpide, la vista spazia dal castello medievale di Monteu Roero ai centri storici degli altri borghi di sommità delle Rocche.
Da qui si raggiunge nuovamente località Lambi e svoltando a sinistra si ritorna in paese seguendo il percorso dell'andata.
Subito prima il monumento ai caduti, si imbocca il Sentiero della Fossa dei Cinghiali su una stradina in salita sulla sinistra: da qui si prosegue attraversando i suggestivi boschi di cresta dell’antica “silva popularis” all'ombra del possente castello medievale, dove (leggenda vuole) Federico Barbarossa si rinfrancò con le proprie truppe nel 1167-68. Proseguendo in una discesa irta e stretta ci si inoltra in veri e propri “canyon” fra le Rocche, la cui vista dal basso lascia davvero a bocca aperta.
Al fondo della discesa si arriva nella “Fossa dei Cinghiali”, area umida tipica del fondo delle Rocche, così chiamata perché pare che di notte qui vengano ad abbeverarsi i cinghiali. Si risale attraversando i boschi del Castello, dove una leggenda narra sia custodito un tesoro consistente in sacchetti di monete d'oro e d'argento con intrecci d'angeli lavorati a sbalzo, abbandonato dagli spagnoli in fuga dal Monferrato. In realtà nulla è mai stato ritrovato. Più facile, invece, è rinvenire conchiglie fossili, resti del mare che anticamente ricopriva questo territorio.
Si prosegue fino ad incrociare il Sentiero dei Fossili svoltando sulla sinistra e continuando in discesa, sempre più nel folto del sottobosco. Incontriamo qualche grande esemplare di castagno, e una vegetazione che da mesofila si fà sempre più igrofila e adatta agli ambienti umidi: felci e molti pioppi bianchi che, con l'età, hanno raggiunto notevoli altezze. Terminata la discesa si procede per un tratto pianeggiante di fondovalle e al bivio si svolta a destra, costeggiando il greto di un rio per un lungo tratto. Il paesaggio qui cambia gradatamente e ci affacciamo in una zona più agricola, con campi e frutteti e in lontananza qualche casa.
Dopo esserci lasciati alle spalle noccioleti, serre di fragole e qualche impianto di mele incrociamo la strada asfaltata proveniente da S.Stefano Roero: la attraversiamo e proseguiamo diritti sul Sentiero, sempre in fondovalle, dove continueremo a procedere tra variegati frutteti: prugne, mele, pere madernassa.
Al termine della strada sterrata imbocchiamo l'asfalto a destra in direzione della frazione Tre Rivi di Monteu Roero, costeggiando una lunga serie di mazze sorde.
Serpeggiando tra le case della frazione giungiamo all'incrocio con la strada statale che arriva da canale: procediamo a destra e in corrispondenza di un'ampia rotatoria a sinistra, imboccando la prima traversa a detra in direzione Bordoni Bassi, Vignano e Marucco.
Procediamo per circa 1 km su strada asfaltata in pianura, con serre di fragole e svoltiamoa destra dove la strada ridiventa sterrata: si risale gradatamente il pendio collinare ad occidente rispetto al centro di Monteu, ammirando alla nostra destra un imponente costone di rocca con qualche affioramento di conchiglie fossili. Sulla punta della collina, circondato da vigneti, osserviamo un antico ciabòt di ampie dimensioni, che sorge sui resti dell'antico Castello di Pulciano, scomparso da quasi un millennio, come dimostrano le ricerche effettuate dallo storico Baldassarre Molino.
Continuando a risalire gradatamente la collina tra i vigneti si inzia a scorgere il borgo di Monteu Roero: la strada ridiventa asfaltata e incrocia la statale che da Canale giunge a Monteu, chiudendo così l'anello.

BUON CAMMINO
Waypoint

Parco 'il ragazzo e le api'

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Monumento agli Alpini

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Località Lambi

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Cascina Belis

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Borgata Avaj

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Castagna Granda

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Valle dei Castagni Secolari

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Sentiero S1

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Fossa dei Cinghiali

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Nei boschi del Castello

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Incrocio di Sentieri

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Fondovalle del Rio Caudana

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Lungo il Rio Caudana

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Località Caudana

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Frazione Tre Rivi

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Località Bordoni Bassi

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Ciabot San Giorgio

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Località San Rocco

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Monteu Roero

Commenti

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