Tempo  4 ore 38 minuti

Coordinate 141

Caricato 17 luglio 2019

Recorded luglio 2019

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1.679 m
989 m
0
1,6
3,2
6,5 km

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vicino Vagli Sopra, Toscana (Italia)

Bellissima e non facile escursione sul Monte Roccandagia partendo da Campocatino da dove si prende subito il CAI 177 che porta al Passo della Focolaccia.
Superate le ultime costruzioni in pietra di Campocatino il sentiero passa da una prateria dalla quale si può ammirare la Mirandola (di fronte a noi) mentre sulla sinistra domina la grande parete Nord – Est della Roccandagia anche se la vera e propria cima si trova poco dietro, nascosta dalla Piccola Roccandagia e dalla Penna di Campocatino che sono poco più basse di altezza.
Il CAI 177 si inoltra poco dopo nel bosco e aggira il versante Nord della Roccandagia in salita abbastanza ripida e continua.
Qui di difficoltà tecniche non ci sono però occorre prestare attenzione ai diversi punti molto esposti che sono però stati attrezzati con cavi in acciaio utili soprattutto in Inverno quando c’è la neve in quanto si trasformano in pericolosi traversi ghiacciati.
Arrivati al Passo della Tombaccia sotto di noi si vede lo scempio del bacino marmifero dell’Acqua Bianca ma sopra la spettacolare vista in successione di Pisanino, Zucchi di Cardeto, Cavallo, Tambura e del suo versante Nord, la Carcaraia.
Superato il Passo della Tombaccia il 177 alterna tratti su pietraia a tratti di bosco dopo di che lo si lascia seguendo i segni blu del ben visibile sentiero che ci porta in breve alla Sella della Roccandagia.
Questo tratto di salita fra rocce e paleo è facile e offre una bella vista sull’ affilata cresta del Grondalpo, la cima della Roccandagia e l’affilata cresta della Sella della Roccandagia.
Arrivati alla Sella abbiamo a destra l’inizio della cresta Nord – Ovest della Tambura e a sinistra l’aerea ed esposta Sella.
Questo tratto è praticamente in pari, tecnicamente facile, lungo circa 30 metri ma è affilato e molto esposto sia sul lato di Arnetola e soprattutto sul lato della Carcaraia…occorre prestare molta attenzione.
Finito questo tratto si sale la cresta Sud – Ovest della Roccandagia che è su placche ripide ma meno difficile di come sembra vista dal basso in quanto non mancano gli appigli e gli appoggi.
Si arriva cosi sulla vetta della Roccandagia (1717 metri) e solo quando siamo li ci si rende conto di quanto sia complessa questa montagna caratterizzata da diverse cime (Piccola Roccandagia, Penna di Campocatino e Roccandagia) che precipitano verticali per centinaia di metri su tutti i lati e dove non mancano canali e solchi ripidissimi.
Dalla cima si procede con molta attenzione sulla cresta che è caratterizzata da rocce e roccette instabili, una cresta che è piuttosto affilata e molto esposta su entrambi i lati ma tecnicamente non difficile a parte qualche passaggio che bisogna farlo in piena esposizione altrimenti si va avanti male.
Giunti all’imbocco del canale di San Viano, che dalla cresta si vede bene in basso a destra, lo si scende con estrema cautela in quanto molto ripido specialmente nella prima parte caratterizzata da paleo che aiuta molto.
E’ consigliabile qui indossare il casco perché la caduta di sassi dall’alto è tutt’altro che un’eventualità.
Nella parte alta c’è un punto il cui canale si stringe molto e bisogna disarrampicare un salto di 2/3 metri verticale e tutto è ricoperto dal paleo che non fa vedere dove si può appoggiare i piedi stabilmente.
Di salti piuttosto impegnativi anche su roccia ne ho contati in tutto 4 ; in due punti ho visto un paio di chiodi per poter fare una sosta e una eventuale calata in doppia ma secondo me sono utili soprattutto in Inverno.
Il canale si scende abbastanza bene anche se ripido e spesso con fondo sassoso con faccia a monte come si è fatto noi con attenzione perché non mancano passaggi di 2° grado in discesa con brevi tratti abbastanza esposti.
Se si hanno delle difficoltà possiamo aggirare da destra o sinistra brevi tratti del canale scegliendo il punto di discesa che più ci convince. Sapendo osservare e vedere come è fatto il canale è possibile evitare di portarci la corda che è un peso spesso inutile.
Il canale di San Viano finisce allargandosi, si continua a questo punto a dritto seguendo l’andamento del canale in leggera discesa e fuori sentiero in mezzo al bosco fino a trovare il sentiero CAI 147 che collega Campocatino al Passo della Tambura.
A questo punto non resta che seguirlo andando a sinistra fino a ritornare a Campocatino ed eventualmente fare una piccola deviazione per visitare l’Eremo di San Viano (indicazioni).
Il giro non è faticosissimo, tecnicamente di media difficoltà ma impegnativo dal punto di vista psicologico in quanto sono molti e lunghi i tratti da fare in piena esposizione.
Quindi un giro questo classificabile come escursionismo impegnativo oppure come alpinismo facile adatto solo ad escursionisti esperti da evitarsi con terreno umido.
Il giro è lungo circa 7,5 Km e ci vogliono per completarlo circa 5 ore se si è allenati e abituati a camminare su questo tipo di terreno.

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