ilBepi

Tempo  8 ore 11 minuti

Coordinate 29464

Uploaded 9 ottobre 2018

Recorded ottobre 2018

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2.626 m
1.438 m
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2,5
5,0
10,01 km

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vicino Pra Neiron, Valle d’Aosta (Italia)

Descrivo qui un percorso per raggiungere il rifugio Monzino diverso dal sentiero classico di accesso al rifugio.
Si tratta del vecchio sentiero di accesso alla "capanna Gamba", che sorgeva alcuni metri sopra l'attuale rifugio.
E' stata costruita nel 1912, ed e' stata sostituita proprio dal Monzino nel 1965. Attualmente non ne rimangono che un basamento in pietra e pochi sassi accatastati.
Tale sentiero, che si trova in rete come "ex sentiero capanna Gamba" oppure "sentiero Luigi Glarey", e' stato completamente riattrezzato di recente dal gestore del rifugio Monzino, ed e' ora totalmente percorribile in sicurezza a patto di utilizzare imbrago, set da ferrata omologato e casco.
L'escursione puo' essere completata rientrando tramite il sentiero classico di accesso al rifugio, che presenta esso stesso tratti di via ferrata.
Si percorre quasi tutta la strada della Val Veny, poco prima de La Visaille si parcheggia in un grande spiazzo sterrato nei pressi della localita' Freney (seguire i cartelli per il rif. Monzino).
Dal parcheggio e' gia' possibile vedere il rifugio, in posizione panoramica su un poggio roccioso 1000 metri piu' in alto.
Si inizia a camminare lungo la strada sterrata per un breve tratto, si attraversa un ponte (bivio per il rif. Elisabetta sulla sinistra) e subito dopo un altro, quindi si abbandona la strada per pendere un sentierino che sale nel bosco (cartelli).
Dopo pochi minuti il bosco finisce, si attraversa un ruscello tramite un ponticello metallico, e si raggiunge il bivio per il sentiero classico che sale al rif. Monzino: lo si lascia a sinistra e si continua a salire in direzione dell'ex lago delle Marmotte (cartello).
A questo punto e' gia' visibile piu' in alto un enorme masso che e' collocato esattamente nel punto in cui si trova il bivio per il sentiero Luigi Glarey, e quindi lo terremo come punto di riferimento.
Si continua quindi a salire lungo la morena del ghiacciaio del Miage fino a raggiungere il masso in questione, sul cui lato destro troviamo un triangolo giallo e le indicazioni "capanna Gamba" che ci portano a scendere a destra.
Seguendo i triangoli gialli si guada un torrentello aiutandosi con una corda, e si arriva ad un canalino erboso che sale in diagonale verso destra.
Da qui inizia il sentiero Glarey vero e proprio, attrezzato con cavo di sicurezza, che alternera' tratti di sentiero ripido su prati molto esposti verso il versante sottostante a tratti di vera e propria ferrata, attrezzati con staffe per i piedi.
Il percorso non e' mai eccessivamente difficile ed i tratti piu' verticali sono ottimamente attrezzati e si superano senza grossi problemi.
A quota 2300 metri circa il tratto attrezzato termina, e ci si trova a salire su di un pendio prativo con belle visuali sul ghiacciaio del Freney sulla sinistra.
In questo tratto occorre seguire molto attentamente gli ometti ed i pochi e sbiaditi bolli di vernice gialla, in quanto la traccia e' molto labile quando non del tutto assente.
Alla quota di circa 2600 metri, con il rifugio gia' parzialmente visibile sulla destra poco piu' indietro, i bolli gialli portano a compiere un traverso verso destra su roccette per arrivare al pianoro dove sorgeva la capanna Gamba (scritta su bollo giallo), di cui rimangono pochi resti.
Da qui, in qualche minuto di facile sentiero in discesa si e' al Monzino.
Noi abbiamo impiegato circa 3h15' dall'auto, di cui un paio d'ore per il solo tratto attrezzato.
Esiste una via alternativa che sale direttamente al rifugio sfruttando un canalino roccioso parzialmente attrezzato proprio sotto di esso, ma non l'ho percorsa personalmente.
Il ritorno all'auto avviene per il classico sentiero di accesso al rifugio Monzino, di cui si trova ampia documentazione in rete.
Esso consiste di tratti di semplice sentiero, alternati a tre tratti di via ferrata vera e propria, dei quali il piu' lungo ed impegnativo e' il secondo, che consente di superare un dislivello di circa 100m, attrezzato con molte staffe per i piedi, in alcuni tratti e' piuttosto esposto.
Verso la fine (nel senso di discesa) e' possibile scegliere fra due varianti: una meno verticale, che sfrutta di piu' gli appigli naturalmente presenti ricorrendo meno a staffe artificiali, l'altra molto piu' diretta ed esposta e piu' attrezzata.
Una volta terminato l'ultimo tratto attrezzato in 30' di facile sentiero si fa ritorno all'auto.

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