Tempo  7 ore 27 minuti

Coordinate 1234

Caricato 29 agosto 2020

Registrato agosto 2020

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2.449 m
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14,18 km

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vicino a Passolanciano-Maielletta, Abruzzo (Italia)

Bella e panoramica escursione nel Parco Nazionale della Majella. Inizio il mio trekking dal Rifugio Bruno Pomilio (mt.1980), seguo il sentiero “P” (Parco) che percorre l’ultimo tratto di strada statale trasformata in un breve percorso pedonale denominato “Porreca – Montanelli”. Il sentiero asfaltato e delimitato da staccionate sale dolcemente fino al piazzale e alla Madonnina del Blockhaus (mt.2080). Già in questo primo tratto che si svolge in cresta a partire dal Rifugio Bruno Pomilio, si aprono meravigliosi orizzonti panoramici sugli opposti versanti: a Nord-Est verso l’Adriatico dal Monte Cònero al Gargano, in giornate in cui l’aria e limpida si può arrivare a vedere le isole Tremiti e la costa dalmata; a Nord-Ovest le lunghe creste del Gran Sasso; a Ovest verso le montagne del Morrone, con scorci sul vallone dell’Orfento; verso Sud sulle cime delle Murelle, dell’Acquaviva, del Monte Focalone e del Monte Amaro, fino al massiccio Sirente-Velino. Dopo circa 2,5 km arrivo alla Cappellina della Madonna della Neve (mt.2067), mantenendomi sul sentiero “P” (Parco) aggiro il versante Nord-ovest del Blockhaus, il sentiero si snoda prima in un ampio declivio prativo per poi entrare fra la bassa vegetazione di Pino Mugo (uno dei mugheti più a sud d’Europa). Bellissimo lo scenario e gli ampi paesaggi che si susseguono lungo il roccioso sentiero, superato il Monte Cavallo (mt. 2171) sulla mia destra un segnavia indica l’accesso alla Tavola dei Briganti (mt.2107). È uno dei posti magici della Majella: un ampio lastricato di rocce incise posto ai piedi del Monte Cavallo, al cospetto del Monte Focalone e dell’abisso della valle dell’Orfento. Su queste rocce pastori e briganti lasciarono incisi i loro nomi e i loro pensieri; con scritte semplici consegnavano all’eternità della pietra i propri nomi, il paese di provenienza, ma anche gli sfoghi per la difficoltà della loro condizione di poveri pastori. La più nota delle scritte attribuita ai briganti recita "nel 1820 nacque Vittorio Emanuele II re d'Italia. Prima era il regno dei fiori ora è il regno della miseria". Riprendo l’escursione, dopo circa 300 metri (trecento) raggiungo la Sella di Fonte Viva (mt.1117) dove si trova l’omonima e fresca sorgente. Proseguo sul sentiero “P” (Parco), inizia adesso il tratto più impervio, il sentiero si inerpica ripido e tortuoso prima fra la vegetazione di pino mugo successivamente in costante salita sullo spoglio versante, giungo alla sorgente di Fonte Ghiacciata (mt.2385). Un ultimo e scosceso tratto su un traverso di pietrisco ed arrivo alla sella dove il segnavia indica a destra il proseguimento dell’ascesa con il sentiero “P” (Parco) verso le cime dei monti Focalone e Amaro, ed a sinistra il Rifugio Fusco a 5’ di cammino (in realtà sono solo circa 100 metri). Non si può fare a meno di contemplare ciò che vedi, circondato da: Monte Focalone (mt.2676) – Monte Acquaviva (mt.2737) - Cima delle Murelle (mt.2596) – Monte Sant'Angelo (mt.2669) – i tre portoni “Cima Pomilio (mt.2656 - Monte Rotondo (mt.2656) - Monte Pescofalcone (mt.2657)” - Monte Amaro (mt.2793). Che spettacolo! Raggiungo il Bivacco Carlo Fusco (mt.2455), con il suo inconfondibile e splendente color giallo è posizionato nello scenografico anfiteatro delle Murelle, il nuovo bivacco è stato inaugurato il 29 Settembre 2019 dopo che alcuni vandali avevano danneggiato e reso inservibile la precedente struttura. Mi trattengo ad ammirare l’immenso panorama, nel verde fondovalle dell’ampio anfiteatro delle Murelle alcuni branchi di camoscio stanno pascolando, definito da alcuni “il camoscio più bello del mondo”, è stato reintrodotto in questi ambienti negli anni ’90 dopo che se ne era rischiata la completa estinzione agli inizi del secolo scorso. Riprendo il mio trekking ritornando al Rifugio Pomilio seguendo lo stesso sentiero fatto all’andata.
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BIVACCO CARLO FUSCO

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