Tempo  5 ore 29 minuti

Coordinate 522

Uploaded 20 febbraio 2018

Recorded febbraio 2018

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1.172 m
242 m
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2,9
5,8
11,66 km

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vicino Inzino, Lombardia (Italia)

Impegni preserali ci obbligano a restare vicino a casa, e come ci capita ultimamente, cerchiamo di percorrere sentieri nuovi, o per lo meno esplorati in parte; scelgo in maniera dittatoriale di puntare verso la Valle di Inzino seguendo il sentiero 315 che entra nella forra del Torrente Re, la meta è il conosciuto rifugio Croce di Marone.

Partiamo da Gorga, frazione di Gardone, e la segnaletica è proprio dove lasciamo la macchina. Il sentiero da subito costeggia il Torrente Re, d’estate molto frequentato per le sue belle pozze, e pian piano entriamo in una gola veramente bella. E’ un continuo attraversare il torrente, su pietre rese viscide dalla neve e poi dall'acqua caduta il giorno prima, usare la prudenza è d’obbligo.

Giungiamo nella parte più alta della gola, il torrente è nascosto giù in fondo e zigzaga tra le rocce scavate, l’esposizione che qua potrebbe essere "fastidiosa" risulta meno impattante per il bel lavoro di protezione posto in essere. Più avanti ritroviamo il torrente con la sua forra, bisogna seguirlo fedelmente superando due o tre salti rocciosi di cui uno un po esposto e scivoloso, in questo tratto c’è qualche cordino che aiuta la progressione.

Ecco la neve. Marcia, di una marcio che fa scivolare lo scarpone. Il sentiero che sinora era poco ripido adesso si innalza senza pietà, ma siamo oramai quasi alla fine della salita, sbucati alla Baita Pier Dany con comoda carrareccia arriviamo al vicino rifugio. 2h20 come indicato sulla palina alla partenza.

Al rifugio le persone si contano sulle dita di una mano e noi ci accomodiamo vicino ad un camino che “spinge” in maniera goduriosa. Mentre mangiamo decidiamo il da farsi per quanto riguarda il ritorno, fare ancora lo stesso sentiero sarebbe una bella menata, affrontare le roccette umide in discesa non è che ci ispiri molto, tra l’altro non abbiamo portato nemmeno il pannolone di ghisa para-natiche, e allora? E allora nei pressi del rifugio una palina ci indica una discesa per Gorga con 4h di tempistica, è un giro ad anello… mangiamo sti spaghetti và. E intanto la Tv è accesa, una S. Messa non si nega a nessuno.
In nòmine Patris et Fìlii et Spìritus Sancti. Amen. Grazia Domini nostri Iesu Christi ,et caritas Dei, et communicatio Sancti Spiritus sit cum omnibus vobis. Et cum spiritu tuo. Fratres, agnoscamus peccata nostra, ut apti simus and sacra mysteria celebranda… Di sticatzy, caro Papa!

Te digo en tu lengua, querido Francesco, este tiritera nos trota las pelotas, comemos el ùltimo y huimos con las piernas hacia arriba. La Misa no es para nosotros.

Ore 12:25, ricevuta la benedizione papale e pagato il conto è ora di ripartire, e per non farci mancare nulla decidiamo di fare il giro ad anello, sperando di restringere un po i tempi indicati. Prendiamo il sentiero 290-3V, e con passo spedito, nonostante la neve, puntiamo in direzione Punta Almana, alla Forcella di Sale dovremmo scendere alla Malga Casere.

Siamo al Passo Spino e una palina alternativa ci indica che si può arrivare alla Malga Casere senza arrivare alla Forcella, non avendo mai fatto questa sterrata ci buttiamo alla scoperta e in maniera tranquilla seguiamo la bollatura. La discesa ha una pendenza minima e in poco tempo siamo alla malga dove siamo passati un mesetto fa, ora seguiamo il sentiero che si addentra nella Valle delle Casere e senza pericolo alcuno siamo di nuovo a Gorga. 2h. Fiuuu…..

Nota 1): Questo è un giro veramente carino, probabilmente in primavera sarebbe ancora più bello. E’ tutto ben segnalato e pericoli reali non ce ne sono. Le zone esposte hanno le protezioni, solo un paio di passaggi inducono a maggior prudenza. Rifugio bello ma un po caro.

Nota 2): Cazzeggi vari…

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A la prochaine! Menek, Rosa

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