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vicino Biserno, Emilia-Romagna (Italia)

Percorso fatto con gruppo SENIOR CAI Cesena che permette di compiere il periplo della diga di Ridracoli. (per una più completa documentazione si rimanda alla scheda di M.Pavan Senior CAI Cesena al seguente link: http://www.caicesena.com/senior_cai_cesena/senior_cai_cesena_scheda_05.pdf
Con la creazione del Parco l’accesso a questa zona si è complicato e i sentieri che una volta erano quotidianamente frequentati, non sono più molto evidenti e manca qualsiasi indicazione. Ma si attraversano molti ambienti diversi, uno più affascinante dell’altro. Si parte dal parcheggio presso la biglietteria della Diga di Ridracoli, muniti di adeguata riserva d’acqua (ci si potrà rifornire in seguito alla Seghettina e al rifugio Ca’ di Sopra), imboccando subito la strada asfaltata che porta alla diga. Si procede per poco più di 10 minuti e quindi, dopo una curva a gomito sinistrorsa, si lascia la comoda strada per imboccare sulla destra e in salita una evidente traccia. Da questo momento in poi, finché non si arriverà all’incrocio con il sentiero n. 235 proveniente dalla Lama, il percorso sarà completamente privo della segnaletica C.A.I. Questo primo tratto è tutto in salita e dopo meno di mezz’ora si arriva su una selletta da cui si prosegue sulla destra seguendo il crinale e godendo di un primo magnifico panorama. Poco dopo lo si abbandona e si devia sulla sinistra su un tratto erboso pianeggiante, attraversato il quale si affronta un breve tratto di terreno molto stretto da fare con attenzione. Si arriva quindi ai ruderi del Ridondone, che lasceremo alla nostra destra, per procedere un po’ più avanti in ripida discesa verso il Fosso del Molinuzzo, il cui carico d’acqua in genere non ne impedisce il facile attraversamento. Si ricomincia quindi a risalire seguendo le tracce che portano alle rovine delle case della Poderina, avendo attenzione che, arrivati a un certo punto (senza riferimenti utili), per raggiungerle sarà necessario abbandonare il sentiero –poco più avanti chiuso da una vecchia frana- e inerpicarsi sulla sinistra per attraversare un bel prato con qualche rovo di troppo. Superati anche questi ruderi alla nostra sinistra, si continua a salire tra conifere e faggi in quantità, fino ad arrivare ad un’altra piccola sella panoramica. Si riparte imboccando sulla sinistra una nuova ripida discesa che ci porterà in poco tempo ad un altro insediamento in rovina: i Botriali. Si prosegue da qui in discesa, attraversando un magnifico bosco di faggio e roverella, fino a raggiungere un piccolo ponte sul Fosso Campo alla Sega, costruito dopo gli anni ’60 direttamente dagli abitanti della zona. Lo superiamo e proseguiamo tenendo la sinistra. Dopo altri 15-20 minuti di salita, un po’ faticosa in un paio di punti, passando davanti a ciò che resta di una magnifica fontana-lavatoio in pietra, arriviamo finalmente alla famosa Seghettina. Qui nel corso dei secoli hanno vissuto molte famiglie: intorno agli anni ’40 se ne contavano 6 e dopo il conflitto mondiale venne addirittura istituita una scuola elementare pluriclasse, (poi soppressa verso la metà deli anni ’60) dato anche che era facilmente raggiungibile dalla non lontana strada forestale. Una targa commemorativa ricorda che nell’autunno del ’43 trovarono rifugio e ospitalità militari e graduati inglesi, per poi ricongiungersi con il loro esercito dopo alcuni mesi. Attraversiamo e proseguiamo in discesa sempre a sinistra, in direzione del Fosso degli Altari, sempre fra boschi e ambienti stupendi, e ci dirigiamo al Fosso degli Altari per attraversarlo senza problemi e indi per proseguire in salita verso un promontorio, dal quale poi si ridiscende in direzione del Fosso della Lama. Talvolta la portata del torrente è ampia e l’attraversamento potrebbe non sempre agevole. In ogni caso bisogna passare dall’altra parte e proseguire salendo sul crinale di sinistra, scendere al Fosso del Molino e attraversarlo su un ponticello di legno. Continuiamo a seguire l’evidente traccia fino a incrociare il sentiero C.A.I. n. 235 che imboccheremo tenendo sempre la sinistra. Il sentiero n. 235 ad un certo punto deve essere abbandonato per proseguire sul n. 237 che costeggia, risalendo, tutto il versante est del Lago di Ridracoli, fino alla diga. Dopo una breve e faticosa salita c’è però, sulla destra, la variante proposta dai SENIOR ovvero il famigerato (così come loro lo hanno denominato) “muro”. E’ una ripidissima salita di 30 minuti circa, su terreno marnoso e quindi un po’ instabile. Da ammirare il panorama sul lago e sui rilievi boscosi circostanti!!. Arrivati praticamente in cima ovvero sul crinale (qui è opportuna una ampia sosta per rifocillarsi) imbocchiamo una traccia abbastanza evidente sulla nostra sinistra, per percorrerla verso la diga in parallelo al sottostante sentiero n. 237. Il tratto non è molto lungo e sbocca in un ampio declivio dal quale, scendendo da una sassosa e breve sterrata, ci immetteremo di nuovo sul sentiero n. 237 tenendo la destra e in pochi minuti giungeremo al rifugio Ca’ di Sopra dove sostare per bere e quindi percorrere il tratto che previo attraversamento della diga sulla strada asfaltata, ci riporta al parcheggio auto presso la biglietteria.

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