Difficoltà tecnica   Per esperti

Coordinate 1113

Uploaded 26 maggio 2017

Recorded maggio 2017

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1.218 m
301 m
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1,7
3,5
6,93 km

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vicino Gronda, Toscana (Italia)

PREMESSA:

Andando da Massa verso Resceto, dopo pochi chilometri siarriva all'abitato di Gronda, dal quale una breve strada sulla destra porta alla località di Renara. E' da qui che ha inizio la nostra escursione. Questa è una delle valli più inquietanti, selvagge e affascinanti delle apuane, con canali ripidissimi, creste esposte e paesaggi mutati dall'estrazione dei marmo ormai da tempo inattiva. Infatti la maggior parte degli itinerari di questo luogo coincidono con vecchie vie di lizza o percorsi dei cavatori per l'accesso alle aree estrattive, dunque alcuni itinerari sono molto impegnativi non tanto per le difficoltà tecniche ma bensì per i terreni infidi sul quale si svolgono: paleo, detriti, ravaneti, bosco spesso ripidissimo e la prolungata esposizione. Bisogna inoltre prestare attenzione alla scarsa segnaletica che insieme allo stato di abbandono di questi luoghi rende non sempre intuitivo l'orientamento e l'individuazione della traccia. L'ungo i vari percorsi non è strano trovare cavi o fili elicoidali messi a supporto su passaggi più delicati ma è bene non dare mai per scontata la loro efficacia di tenuta.

ITINERARIO:
Si parcheggia nel piazzale di Renara e ci incamminiamo sul sentiero CAI 42 superando dei primi ruderi di case di cavatori, fino al raggiungimento di un secondo rudere sopra il quale è possibile vedere e apprezzare vecchi terrazzamenti fatti con muri di sasso, una volta coltivati. E' da questo punto che lasciamo il sentiero CAI 42 per iniziare a percorrere il sentiero che ci porterà sulla lizza della Chiesa del Diavolo. L'inizio del sentiero è segnato sul muro vicino alla casa.

Il percorso si sviluppa su un sentiero dove non possiamo avere distrazioni, a causa dei punti esposti, e alcuni punti franati ove ci viene in aiuto al passaggio dei cavi ma non sempre solidi. Un primo cavo lo troviamo in un punto dove la via di lizza è franata, un secondo cavo in un tratto esposto al quale non bisogna affidarci troppo a caricare con il peso o a tirare.

Tra il secondo cavo e un terzo cavetto che anch'esso non bisogna tirare o appendersi, il sentiero di lizza diventa un po' più ameno fino al raggiungimento di un bivio al quale prendendo a sinistra si può raggiungere delle vecchie casette dei macchinari e una cabina elettrica.

Si torna indietro al bivio e qui il sentiero ricomincia a salire e ci porta alla base del ravaneto che porta alla sua sommità al piazzale di cava della Chiesa del Diavolo. Bisogna prestare attenzione a salire il ravaneto che in alcuni punti non è stabile.

Non è necessario arrivare vino al piazzale di cava per proseguire l'itinerario, ma circa a metà ravaneto salendo sulla destra possiamo scorgere degli ometti che eseguendo un passaggio un poco più delicato tra la parete rocciosa e un'albero ci porta in un comodo e largo piazzale con un grosso ometto sopra alcune case diroccate.

Da questo punto in poi il sentiero prende la direzione Passo del Vestito per andarsi a raccordare con il sentiero CAI 150. Lungo quest'ultimo tratto impervio, la costante è l'esposizione, ed a un certo punto troviamo anche un tratto attrezzato con corde fisse, da usare anch'esse con delicatezza.

Con il sentiero CAI 150 arriviamo presso il Passo del Vestito; ed a questo punto possiamo scegliere se rientrare in macchina se precedentemente organizzati, o facendoci recuperare oppure in alternativa rientrare a Renara tramite Sentiero CAI 42.

La scelta di rientrare con il sentiero CAI 42 è una scelta da valutare molto attentamente a causa della ripidezza del sentiero soprattutto se il suolo è bagnato, ai numerosi tratti esposti che anche qui troviamo e le scarse protezioni. In ultimo ma non per ultimo prestare attenzione a un traverso sotto una parete rocciosa con placche 45 con cavo metallico.

TRA MITO E LEGGENDA.

"LA KESA DEL DIAVOLO" dal libro Miti e Leggende delle Alpi Apuane di Paolo FAntozzi.

Sulle pendici del monte Macina c'è una grande cava di marmo, molto liscia ed estesa che viene chiamata la "Kesa del Diavolo", ma è indicata sulle carte topografiche col nome Chiesa del Diavolo. "Kesa" ha però il significato di grande superficie di marmo tagliata dall'umo nella parete di una montagna. Si dice, secondo antiche leggende, che in quel luogo si scatenino tempeste spaventose, con saette che mettono paura e nubi nerastre che cancellano ogni cosa. Si racconta che un cavatore, sorpreso da un temporale sul piazzale della cava, sia stato completamente depilato da una folgore senza rimanere ucciso. Il perchè di tanti fulmini qualcuno lo spiega attribuendone la causa ad abbondanti giacimenti di ferro all'interno della montagna.
Il luogo ritenuto dannato dai pastori, perchè secondo loro, il marmo nasconde preziosi minerali che la montagna vuole proteggere dalla mano insidiosa dell'umo.
Altre varianti della leggenda, rivelano che all'interno della montagna vi sia nascosta un enorme urna d'oro fuso contenete oggetti preziosi che i Liguri -Apuani nascosero durante la loro persecuzione da parte dei Romani e che nessuno sia mai riuscito a trovare. Durante uno dei furiosi temporali che si abbattono sulla cima della montagna può capitare di vederlo alla luce della folgore, come se la montagna si spaccasse e si ricomponesse allo stesso tempo; la visione dura un' istante e poi subito scompare. C'è chi dice di averlo visto davvero, ma i fantasmi degli antichi popoli che abitavano queste montagne lo proteggono ancora.
BK
  • Foto di CAVO
CAVO
CAVO
  • Foto di CAVO21
CAVO21
  • Foto di CAVO31
CAVO31
Piccolo Rudere Diroccato
da proteggere
  • Foto di Ruderi case macchinari
  • Foto di Ruderi case macchinari
  • Foto di Ruderi case macchinari
Ruderi case macchinari
  • Foto di Singolo passo I - II°
Singolo passo I - II°

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