• Foto di Rapina e Pescofalcone
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Difficoltà tecnica   Impegnativo

Tempo  7 ore 27 minuti

Coordinate 1573

Uploaded 7 settembre 2015

Recorded agosto 2015

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2.661 m
1.231 m
0
3,3
6,6
13,26 km

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vicino Decontra, Abruzzo (Italia)

La salita al Pescofalcone, passando per il Rapina e’ una escursione faticosa: sono piu’ di 1400 mt di dislivello, anche se distribuiti su 6 km. Ma e’ molto varia; si passa dai gialli prati che conducono al Rifugio Barrasso alle intricate mughete che caratterizzano tutta la salita al Rapina e oltre, per poi passare ai ghiaioni e le pietraie che conducono in vetta, dove ci attende una grande spianata erbosa che caratterizza l’anticima. Il panorama, ovviamente (vista l’altezza), e’ molto ampio e fa venir voglia di proseguire a oltranza, visto che le altre cime sembrano tutte a portata di mano. Si parte da Guado S. Antonio, dopo aver chiesto scusa alla macchina per la stradina, stretta, ripida e dissestata (non consigliabile con una vettura bassa) che conduce al passo (termine strada con sbarra). Il sentiero e’ il B3 (su qualche carta e’ il B5, hanno recentemente riorganizzato la numerazione dei sentieri), ma c’e’ solo quello e non si puo’ sbagliare. Dopo un fontanile (bivio a dx), il sentiero (sempre ben segnato, con pali e/o segni) percorre piacevolmente i prati per arrivare al Rifugio Barrasso. Da li, la mia traccia di salita conduce abbastanza direttamente in cresta; ufficialmente, i segni del percorso sono piu’ a sx (NE), verso il bosco. Il tracciato di discesa passa per questi. Una volta in cresta, il sentiero si snoda tra le prime mughete dove, presso una deviazione con palo, a dx si puo’ salire in breve al Monte Rapina. Tornati al palo, si prosegue nell’ambiente molto suggestivo della mugheta, per uscirne quando iniziano alcuni tratti in decisa salita, tra ghiaioni e terreno pietroso. Passata una caratteristica larga cengia rocciosa si prosegue ancora in salita, poi a mezzacosta sul versante SO del Pescofalcone, incontrando una piccola grotta, che ho dovuto utilizzare per trovare riparo da un improvviso acquazzone. Procedendo, in breve si sale a zigzag verso la cresta finale, spettacolare (e’ sottile, ma si percorre in sicurezza tenendosi piu’ in basso rispetto al filo), che esce sul grande pratone della croce di anticima. Ancora pochi minuti e si e’ sul pianoro di vetta, con vista affascinante su tutte le cime piu’ alte, i vasti pianori e i ripidi e scoscesi versanti che formano profondi valloni. Il ritorno e’ per la stessa via, con la sola variante della traccia meno diretta che, dalla cresta, riporta al Rifugio.

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