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12,93 km

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vicino Quattro Castella, Emilia-Romagna (Italia)

Località di partenza: Quattro Castella (160 m) Reggio Emilia
Lunghezza: 12,9 km
Quota massima: 395 m Monte Biliano
Dislivello complessivo in salita: 679 m
Arrivo: Quattro Castella (160 m) Reggio Emilia
Acqua lungo il percorso: NO
Come arrivare: da Parma si prende la via Emilia (SS9) sino a Sant’Ilario d’Enza. Si gira a destra, seguendo la segnaletica stradale per Montecchio Emilia e giunti in paese, si prosegue verso Bibbiano. Si seguono le indicazioni stradali per Quattro Castella percorrendo la SP53. Giunti in paese si prosegue seguendo l’indicazione turistica Castello di Bianello. Si continua su Via Guglielmo Marconi fino ad arrivare alla chiesa dedicata a Sant’Antonino dove c’è un parcheggio libero.
Lasciamo l’auto nel piazzale antistante la chiesa Sant’Antonino, dove è posta una statua dedicata alla Contessa Matilde. Nella mano destra è posto un melograno, simbolo della concordia e nella sinistra un ramo di palma, simbolo di pace. Visitiamo la chiesa, dalla facciata incompiuta, e poi iniziamo il nostro itinerario. Attraversiamo la strada e imbocchiamo la carrareccia sterrata che conduce al Castello di Bianello, attualmente sede di un ristorante. Entriamo nel bosco che circonda il colle e dopo 950 metri con pendenza media dell’11,7% arriviamo davanti al cancello d’ingresso, a quest’ora ancora chiuso. Il castello è l'unica fortificazione rimasta in piedi dei 4 torrioni che nell'VIII secolo si collocavano allineati sui quattro colli, partendo da ponente, Monte Vetro (291 m), Bianello (300 m), Monte Lucio (319 m) e Monte Zane (309 m), sovrastanti il paese di Quattro Castella. La costruzione del castello del Bianello risale al X secolo circa ed era una delle principali residenze di Matilde di Canossa. Torniamo indietro fino alla curva, giriamo a destra, passiamo a fianco di un’abitazione e procediamo su terreno erboso. Al bivio teniamo la destra seguendo l’indicazione per il Monte Lucio. Costeggiamo un campo di ulivi, posizione un po’ insolita per queste zone non propriamente dal clima mediterraneo. Questa zona sfrutta un microclima particolare. Le rupi di argilla gialla circostanti delimitano un’area di protezione dai venti freddi di tramontana e danno alla zona un microclima particolare adatto alla coltivazione degli ulivi. Percorriamo in discesa circa 500 metri poi giriamo a destra e proseguiamo su comodo sentiero, sempre in discesa, fino ad un bivio dove giriamo a sinistra e iniziamo a salire, mantenendoci tra il Monte Zane sulla nostra sinistra e il Monte Lucio a destra. Giunti alla Sella delle orchidee, dove crescono varie specie di orchidee spontanee da fine marzo a fine giugno, giriamo a destra e dopo poco prendiamo una deviazione sulla sinistra che in pochi minuti ci conduce sulla cime del Monte Lucio dove troviamo i ruderi di una torre. Una grossa crepa fa presagire che se non si procede con un rapido intervento di restauro nel giro di poco tempo non rimarrà più niente. Ritorniamo al bivio e proseguiamo in discesa seguendo la segnaletica verticale indicante Monticelli fino ad immetterci nuovamente sul Sentiero dello Scoiattolo che avevamo già percorso. Continuiamo dritto fino ad arrivare sulla carrareccia che porta al castello, giriamo a sinistra e torniamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Continuiamo su asfalto fino al vicino incrocio dove giriamo a sinistra imboccando via Don Domenico Gherardini. Proseguiamo sempre dritto fino alla fine della strada, al bivio giriamo a destra su via Veneto percorrendola fino all’incrocio con via E. De Amicis dove teniamo la destra. Percorriamo 405 metri e poi giriamo a destra imboccando …continua su: http://gianolinibike.it/node/6929

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