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vicino Santa Maria di Leuca, Puglia (Italia)

dal piazzale dove termina l'acquedotto pugliese si costeggia la ex.colonia Scarciglia per arrivare sulla punta estrema dello scoglio di Meliso, dove camminò anche Pasolini. Si torna indietro per costeggiare la base del faro e del Santuario. Il sentiero non è segnalato anzi, a parte la primissima parte, non esiste alcun sentiero. Alcuni brevi tratti potrebbero essere disagevoli.

"Sono morto di caldo e di stanchezza: laggiù c’è uno scoglio che buca il mare sotto il faro del Capo. “Andiamo laggiù?” chiedo. Tutti contenti accettano, e il più giovane mi spiega: “ Quello scoglio divide il mare Ionio dall’adriatico!”. Ciò mi diverte. Partiamo sotto la fiamma del sole, e piano piano, come gli equilibristi, sulla gobba squamosa, rotta, aguzza dello scoglio, arriviamo sulla punta. Ma siamo altissimo sul mare: a destra lo Ionio, tremendo nemico, preumano, a sinistra il Caro dolce, domestico Adriatico. Scopro una specie di abisso, che fende lo scoglio fino alla schiuma del mare. “ Proviamo a scendere?” dico. I ragazzi fanno strada: ci caliamo, a piedi scalzi: giungiamo a una specie di terrazzetta naturale, liscia, scura. Lì c’è un cadavere. Enorme, giallo, glabro. Al nostro arrivo, il cadavere si muove, ci guarda, e, senza dir nulla, comincia a vestirsi, la canottiera, la maglia, i calzoni, i pedalini, i sandali. “Buongiorno!” dice, se ne va, inerpicandosi, polemico, misantropo, leggero. “È il barone C.” mi dice piano, uno dei ragazzi.”
tratto da La lunga strada di Sabbia, Pasolini

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