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Distanza

18,43 km

Dislivello positivo

967 m

Difficoltà tecnica

Difficile

Dislivello negativo

967 m

Altitudine massima

1.543 m

Trailrank

61

Altitudine minima

774 m

Tipo di percorso

Anello

Tempo in movimento

4 ore 24 minuti

Tempo

7 ore

Coordinate

3227

Caricato

28 ottobre 2021

Registrato

ottobre 2021
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1.543 m
774 m
18,43 km

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vicino a Fano, Toscana (Italia)

Giro ad anello tra i monti e i boschi di Reggello partendo dall’oratorio di Ponticelli, dove é possibile lasciare il proprio mezzo e percorrendo il sentiero CAI 17 con ripida salita al Monte Acuto, si arriva fino a Poggio uomo di Sasso.

In vari tratti del sentiero CAI 17 si affrontano grandi massi che formano scalini naturali di pietre, con la vista di splendidi panorami su tutto Reggello, sul Valdarno e oltre.
Sarà inoltre possibile osservare molto bene dall’alto anche il Poggio Regina dove passeremo al ritorno per entrare tra i resti della pianta urbana di un’antico castello medievale e godersi il tramonto.

Il percorso non è adatto ai meno allenati o a bimbi piccoli, soprattutto nel tratto al monte Acuto dove le pendenza è notevole per salire, in alcuni punti quasi ci si arrampica per scavalcare questi grandi massi che fungono da scalini. È sconsigliato sicuramente farlo in discesa se non si è pratici o se si soffre le altezze.

Dall’Oratorio di Ponticelli raggiunta la croce di vetta del Monte Acuto si prosegue il cammino lungo il sentiero 17 in salita fino a Poggio Uomo di Sasso, alternando passaggi tra i grandi massi e sentieri nel bosco. Nei pressi di Poggio Castelluccio, troverete anche dai resti di quattro mura probabilmente appartenute ad piccolo rifugio, dove potrete fare una sosta.
Arrivati in cima a Poggio uomo di Sasso, procedere a destra scendendo il sentiero 00 di crinale del Pratomagno, passare l’uomo di sasso e arrivare al Varco di Gastra. Qui prima di iniziare la discesa nel bosco si può percorrere ancora un tratto di crinale in salita verso Poggio del Lupo, giungendo ad alcuni Pascoli Montani di mucche marroni e bianche, e poi tornare indietro facendo pure qualche tratto fuori crinale dentro al bosco, per trovare prima un rifugio tutto di pietra con camino interno e una bella tavola sempre in pietra esterna, poi presso il varco di Gastra l’altro rifugio, una piccola casina in legno “il rifugio di Gastra”, con due posti letto e alcuni armadietti.
Dal varco di Gastra si prende il sentiero 19 che scende appunto verso Gastra passando da Poggio della Cupola.
Dopo Poggio della Cupola si abbandona il sentiero 19 prima di arrivare senza arrivare a Gastra, passando il fosso del Pisciolino con il sentiero di collegamento Ciliegino-La Pecoraccia.
Arrivate quindi presso i resti di questa casa nel bosco in località La Pecoraccia, proseguite il sentiero a destra passando il borro di Barronaccio e raggiungere la strada bianca R14 che scenderà verso Poggio Regina.
Visitati i resti dell’antico castello medievale, di cui rimane la pianta, tornate indietro sulla strada bianca R14 per scendere fino all’oratorio di Ponticelli, punto di partenza, scegliendo se usare le scorciatoie per tagliare dentro al bosco su alcuni brevi tratti di sentiero chiamati Roge 1 e Roge 2, adibiti a pista per discesisti in mountainbike.
Waypoint

Oratorio di Ponticelli

Da questo oratorio nel bosco, che è possibile raggiungere in macchina e dove sarà possibile parcheggiare nell’ampio spazio di fronte, parte il sentiero verso Poggio uomo di sasso. Questo oratorio di proprietà dell’opera di ponticelli è stato costruito con l’opera di volontari e i contributi della popolazione dell’altipiano valdarnese. Tutto quello che lo circonda può essere usufruito liberamente con cura rispettando la sacralità del luogo e il lavoro di chi si è prodigato per renderlo così. Un bellissimo e grande camino focolare può essere adibito ad uso per grigliate, con lunghe tavolate da organizzarsi all’ombra del loggiato.
Fontana

Sorgente a lato dell’oratorio

A lato sinistro dell’oratorio, nella stradina che scende sotto la croce, si trova anche una sorgente. Il lato sinistro ha un filare di quattro alberi che fanno ombra nei periodi estivi per pranzi all’aria aperta.
Waypoint

Oratorio lato loghiato

Il lungo loggiato vicino al pozzo dov’è possibile rimanere al coperto con lunghe tavolate. Sopra il tetto della loggia da notarsi incisa la data 1985 su una delle pietre che costituiscono la facciata.
Waypoint

Sentiero 17 a lato Oratorio

Percorrendo sulla destra il sentiero 17 che sale a Uomo di Sasso entrando nel bosco, è possibile notare sul tetto dell’oratorio anche la meridiana posta sul muro della torretta campanaria.
Intersezione

Intersezione sul sentiero 17

Continuare il cammino a sinistra seguendo i segnali CAI bianco e rossi sugli alberi oltre il cartello in ferro verde con scritto comunità montana pratomagno.
Intersezione

Il sentiero prosegue a destra

Proseguire il sentiero 17 salendo verso destra oltre il cartello con scritto POSTAZIONE CON ALTANA.
Waypoint

Panorami tra alberi spogli

Salendo si possono osservare vari scorci panoramici su Reggello che in autunno si aprono tra i vari alberi spogli e rami secchi.
Panorama

Panorama su monte Moculi

Il Monte Moculi è ben visibile da questo punto mentre si sale il sentiero 17
Intersezione

Intersezione sentiero 17 e 16A

Raggiunta questa intersezione seguire sempre direzione uomo di sasso salendo verso monte acuto sul 17
Foto

Monti nei dintorni

Poco dopo l’Intersezione si apre la boscaglia e sarà possibile vedere la cima del monte Acuto che dovremo raggiungere e più a sinistra le tre pale eoliche e Poggio della Risala.
Panorama

Sosta sul punto Panoramico

Un grande masso piatto apre un bellissimo panorama su Poggio Regina e monte Moculi con Reggello e il Valdarno lontano. Qui una prima sosta è davvero consigliata.
Intersezione

Intersezione verso monte Acuto

Qui fate attenzione a non sbagliare e continuate a salire verso sinistra nella boscaglia in direzione del monte Acuto
Waypoint

Salita al monte Acuto e panorami

Salendo al monte acuto si consiglia ogni tanto di girarsi per osservare il panorama su Poggio Regina e monte Moculi con Reggello più sotto e il Valdarno lontano.
Rischio

Pendenze e masso vicino alla vetta

Avvicinandosi alla vetta la pendenza si fa appunto sempre più acuta verso questo monte, e si affrontano i grandi massi di pietra da scavalcare con alcuni punti dove quasi ci si arrampica. Fare molta attenzione qui e si consiglia di non percorrere in discesa se non siete esperti o soffrite troppo le altezze.
Waypoint

Quasi sulla vetta del monte Acuto

Arrivati quasi sulla vetta in fronte a noi si può vedere bene la croce da raggiungere e iniziare già a godere di un panorama quasi totale, con Poggi al Fantoccio e poggio alla Corte a sinistra, Reggello e poggio Regina con Poggio Moculi alle nostre spalle e poggio agli Incisi con il Valdarno più a destra.
Vetta

Monte Acuto

Arrivati sulla vetta, potrete finalmente riposarvi un po’ con la vista totale ed incredibile sui monti di Reggello e il Valdarno al suono del vento che sferza tra le bandierine colorate di stoffa colorata che decorano la croce. [Le bandiere si trovano spesso appese sulla cima delle montagne come le bandiere di preghiera tibetane sugli alti picchi dell'Himalaya per benedire i luoghi nei dintorni o anche per altri motivi. Si crede che le bandiere di preghiera siano nate con la bön, antica religione tibetana precedente al buddhismo. Nella religione bön lo sciamano Bonpo utilizzava i colori primari per le bandierine, allo scopo di onorare le cerimonie in Nepal. Esse sono sconosciute in altre scuole buddhiste. Le bandiere di preghiera tradizionali riportano testo e immagini stampate.]
Intersezione

Segnale sul masso dopo il monte Acuto

Lasciando la croce di vetta del monte acuto e percorrendo il sentiero, fate attenzione al segnale sul grande masso che vi indica l’esatto percorso da seguire per deviarlo a destra e scendendo un poco tra gli arbusti di ginestra per poi risalire poco più avanti.
Intersezione

Intersezione con R14

Qui la strada a sinistra scende su R14, mentre il cammino sul 17 prosegue nel sentiero che entra nel bosco e torna a salire ripido.
Intersezione

Intersezione con R13

Qui attenzione al bivio con il sentiero R13 segnato su una grande pietra. Dovete continuare sul 17 salendo repentinamente sui massi di destra sempre in direzione uomo di sasso.
Waypoint

Poggio uomo di sasso in lontananza

Da questo punto potete ben notare il Poggio Uomo di Sasso lontano e il cammino ancora da percorrere e salire.
Rovine

Rovine

Lungo il sentiero 17 ad un certo punto troverete questi resti di un piccolo edificio in pietra che può essere un altro punto dove sostare prima dell’ultimo tratto fino alla cima del crinale.
Waypoint

Poggio uomo di Sasso

Arrivati sulla cima del crinale troverete il cartello segnavia con l’indicazione 00 a sinistra per Secchieta e a destra verso la croce del Pratomagno. Vicino altri pali gialli e arancioni del condotto di metano e un vecchio pannello informativo scolorito con tettoia in legno e illustrato con mappa della foresta di Sant’Antonio. Proseguite il cammino verso la croce del Pratomagno.
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Sentiero 00 di crinale

Si prosegue il cammino verso l’uomo di sasso presente sul sentiero 00 che dalla cima del Poggio scende verso il varco di Gastra in direzione della croce del Pratomagno. Da una parte a sinistra sarà possibile godere del panorama sul casentino e dall’altro lato sul Valdarno e Reggello.
Waypoint

L’uomo di Sasso

Questo cumulo di pietre a cui il Poggio deve il nome “Uomo di Sasso” eretto quasi sulla sua sommità, non si bene nè da chi è nè quando. Secondo alcuni è un antico retaggio del popolo Ligure, che ancor prima degli Etruschi abitava questo territorio e che proprio in quella che oggi è la Foresta di S. Antonio, costituì un “pago”, cioè una unità insediativa dedita all’agricoltura e all’allevamento. Era loro usanza innalzare statue in pietra “guerriere” nei loro territori, come ci hanno fatto scoprire i tanti ritrovamenti effettuati, in modo particolare nella Lunigiana. Secondo altri invece deve il proprio nome alla presenza di una roccia somigliante ad una faccia di uomo. La faccia sarebbe stata quella di uno dei Conti Guidi, famiglia che fino al XIV secolo possedeva tutta la montagna e che aveva un castello anche sul vicinissimo Poggio alla Regina. Leggende a parte, quello che si sa per certo è che da tempo immemorabile, a quota 1523, esisteva un uomo fatto di sassi che per secoli è stato il punto di riferimento per tutti quanti percorrevano la zona. Era alto circa 3 metri con un circonferenza di alcuni metri ed è stata soprattutto la mole e la visibilità di quello che era l’antico “Uomo di Sasso” ad accendere la fantasia e a dare vita a diverse ipotesi. E’ probabile però che l’ “Uomo” che si stagliava sulla montagna fino agli anni ’70 fosse stato eretto dai pastori e montanari come punto di riferimento successivamente anche al dominio dei Conti Guidi, visto che anche quello era formato da un accumulo di pietre. Nel 1972, in seguito ad un atto vandalico, una parte franò e l’altezza si ridusse molto. Nel 1982, con il passaggio del metanodotto algerino, fu completamente distrutto. Successivamente si è iniziato ad erigerlo di nuovo nello stesso luogo di prima ed oggi è ancora in via di “costruzione” visto che è diventata usanza lasciare un ricordo del proprio passaggio depositando una pietra e caratterizzando così uno dei tratti più belli e conosciuti del Pratomagno. In attesa che torni a svettare con i suoi 3 metri di altezza!
Waypoint

Scendendo al varco di Gastra

Scendere dall’uomo di sasso fino al varco di Gastra
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Varco di Gastra

Prima di iniziare la discesa nel bosco si può percorrere ancora un po’ di sentiero sul crinale per raggiungere e vedere qualche pascolo montano.
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Salendo verso Poggio del Lupo

Salendo in direzione del Poggio del Lupo si può notare in lontananza la Croce del Pratomagno che svetta lontana a circa 1590m.
Waypoint

Nardeto. Intersezione al cancello bestiame

Arrivati al cancello per il bestiame con la recinzione in filo spinato sulla sinistra, trovate il passaggio con la deviazione per seguire il sentiero 00 verso la croce, ed il pannello informativo sulla conservazione delle praterie montane dell’appennino toscano, progetto LIFE Natura. Le praterie montane sono legate alla presenza di attività agropastorali presenti da secoli e la cui diminuzione ha portato ad una notevole diminuzione a causa soprattutto della ricolonizzazione delle praterie da parte di boschi e arbusteti. L’obbiettivo del progetto è la conservazione dell’habitat di flora e fauna che li caratterizzano all’interno dei siti di importanza comunitaria, parte integrante della rete ecologica europea. Nell’ambito di questo progetto LIFE allo scopo di favorire il pascolo belle praterie montane e in generale la conservazione dei nardeti e la tutela della biodiversità, sono stati avviati alcuni interventi tra cui decespugliamento per favorire il pascolo, costruzioni di recinzioni, ripari e abbeveratoi per animali, recupero e realizzazione di alcune zone umide per favorire la presenza di specie vegetali di interesse conservazionistico, di anfibi e altra fauna acquatica minore.
Foto

Pascolo di mucche

Raggiungendo questo nardeto sara possibile vedere quasi sempre mucche al pascolo.
Rifugio non gestito

Rifugio “Papi Marcello”

Dal nardeto e dal cancello del bestiame si torna al varco di Gastra procedendo in qualche tratto fuori sentiero nel bosco a sinistra ricercando la capanna “Papi Marcello” come inciso su una pietra del muro di ingresso di questo rifugio tutto in pietre. All’esterno c’è una zona adibita a fare un fuoco e grigliate con un bel tavolone di pietre e una panchina fatta con un tronco d’albero.
Rifugio non gestito

Rifugio all’interno

All’interno di questo rifugio tutto in pietra, anche un camino sempre di pietra e una piccola panca di legno. Nessuna postazione letto è presente.
Rifugio non gestito

Rifugio di Gastra

Al varco di Gastra un piccolo sentiero porta ad una casina in legno con un tavolino esterno e un telo ombreggiante. È il piccolo rifugio di Gastra, con due posti letto e alcuni armadietti all’interno. Fuori altro due armadietti di ferro per contenere altre cose o legna all’asciutto.
Intersezione

Segnale intersezione sentiero 19

Fate attenzione al segnale tonfo bianco e rosso sulla pietra a terra, che vi indica esattamente dove il sentiero 19 scende nel bosco in direzione di Gastra.
Waypoint

Sentiero 19 verso Gastra.

Questo bel sentiero scende più dolcemente riportandovi giù in direzione di Gastra. In autunno i colori e le foglie cadute creano atmosfere davvero magiche.
Intersezione

Intersezione

Passato il guado procedete sempre scendendo in direzione del corso d’acqua seguendo i segnali CAI sui tronchi d’albero.
Foto

Panorami scendendo verso Gastra

Altri scorci panoramici si aprono tra i rami verso il crinale del Pratomagno
Intersezione

Lasciare il sentiero 19

Qui si lascia il sentiero 19, per andare a destra e tagliare senza arrivare a Gastra e giungere in località La pecoraccia, presso i resti di una vecchia casa.
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Guado su Cascata in secca

Passare questo torrente con l’alta cascata che in periodo di piogge può essere vista nella sua bellezza scrosciante d’acqua, ma fate attenzione a guadare in quel caso potrebbe essere pericoloso.
Rischio

Attenzione non proseguire dritto

Qui fate attenzione sentiero non visibile, e si ci soglia di non andare dritto seguendo i muretti a secco ma scendere verso sinistra anche se la vegetazione è più rigogliosa ed arrivare presso la casina in rovina in località La pecoraccia.
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Località la Pecoraccia

Arrivati presso i resti di questa vecchia abitazione proseguire il sentiero adesso ben visibile verso destra per raggiungere il versante sotto monte Acuto in direzione Poggio Regina.
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Sentiero verso l’R14

Si procede salendo piano piano all’intersezione con la strada R14 godendo di altri scorci tra i rami sul versante opposto
Intersezione

Intersezione R14

Raggiunta la strada R14 si percorre questa in discesa verso sinistra in direzione di Poggio Regina
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Osservando poggio regina e monte acuto

Scendendo la strada R14 si può osservare monte acuto in alto a destra, che abbiamo raggiunto salendo e poggio Regina a sinistra dove ci stiamo dirigendo.
Intersezione

Intersezione per Poggio Regina

Qui svoltare a sinistra per salire a Poggio Regina
Rovine

I resti dell’antico castello

Arrivato sulla cima del poggio percorrette il perimetro lungo la staccionata di legno e arriverete agli ancora ben visibili resti dell’antico castello di Poggio alla Regina. Questi sembra che avesse un’estensione delle sue mura di circa 250 metri e svolgeva una funzione di controllo su tutta la vallata. I suoi proprietari erano i Conti Guidi. Nel XIV secolo, dopo la nascita delle Terre nuove Fiorentine del Valdarno perse la sua importanza e fu definitivamente abbandonato. Purtroppo lo stato di abbandono dei suoi resti è ben percepibile anche oggi: scarsa segnaletica per arrivarci, mancanza di pannelli informativi, erba alta ed altro ancora. Arrivando si trova un pannello in legno ma privo di informazioni, e nessun cartello all’incrocio più in basso segnale la presenza di questo sito storico.
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Tramonto da Poggio regina

Se arrivate allora giusta potrete godere della luce del tramonto dalle panchine in legno presenti a fianco dei resti del castello. Qui è presente anche un tavolino e alcune pietre a cerchi dove qualcuno sembra accendere spesso piccoli fuochi per grigliare o scaldarsi.
Intersezione

Tornado all’oratorio di Ponticelli

Dal Poggio Regina si riscende sulla strada R14 per tornare al punto di partenza presso l’oratorio si ponticelli.
Intersezione

Intersezione scorciatoia Roge1

Qui potete prendere una scorciatoia nel bosco per tagliare, chiamata Roge1 che si tratta di una pista per discesisti in mountain bike, ma fate attenzione ad alcuni tratti molto in discesa e scivolosi senza appigli.
Intersezione

Intersezione da Roge 1 a Roge 2

La scorciatoia della pista Roge1 arriva davanti al cancello di una abitazione. Da qui potete tagliare ancora un poco sulla pista Roge2, ma si consiglia di procedere sulla strada normale per arrivare all’oratorio, perché alcuni tratti della pista come il Roge1 da fare a piedi sono troppo scivolosi e troppo ripidi, quindi non conviene cadere proprio agli ultimi metri con le gambe stanche dal cammino appena fatto.

Commenti

    Puoi o a questo percorso