Tempo  7 ore 30 minuti

Coordinate 2303

Uploaded 30 aprile 2019

Recorded aprile 2019

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996 m
530 m
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3,2
6,5
12,92 km

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vicino Cavagnano, Lombardia (Italia)

S2E16, 28/4/2019

PARTENZA: Cavagnano, parcheggio di via Campagnola.
Ci incamminiamo lungo la strada asfaltata e dopo un breve tratto imbocchiamo una strettoia sulla destra che sale alla via Madonnina, evitando così un tornante della strada principale. Continuiamo fino a imboccare sulla sinistra la via Cavallizza, che scende nella valle omonima e diventa presto sentiero.
Procediamo sul sentiero, piuttosto bagnato a causa delle recenti piogge, fino a superare un torrentello che scende da destra. Quindi continuiamo fino a trovare sulla sinistra un tabellone che illustra approssimativamente i sentieri della zona (in realtà la situazione è più complessa e incontreremo diversi bivi non indicati sulle mappe) e una cappelletta affrescata.
Evitiamo il sentiero principale allagato e proseguiamo alla sua sinistra su una traccia parallela più asciutta che non se ne distanzia mai e si ricongiunge ad esso nei pressi di un bivio con tre cartelli bianchi e rossi.
Un cartello indica cascata e miniera a sinistra, ma qualcuno ha inciso un "NO" e una freccia nella direzione opposta, oltre a una formula chimica (si tratta della Chukhrovite-(Ca), una specie mineraria identificata nella miniera della Cavallizza). Ignoriamo il sentiero che scende sulla sinistra e proseguiamo in direzione di Alpe Tedesco e Poncione di Ganna.
Poco più avanti superiamo una baita con un glicine sulla facciata. Il sentiero prosegue al di là del torrente, ma il livello dell'acqua non consente di guadarlo. Da qui però è visiile un ponte poco più a monte, che raggiungiamo.
Il ponte merita una visita anche per la vista sulle modeste cascate. Attraversato il torrente è necessario scendere a sinistra per tornare all'altezza del punto che non abbiamo potuto guadare. Noi inizialmente sbagliamo e imbocchiamo il sentiero in salita sulla destra subito al di là del ponte, che risale la valle San Giovanni, ma presto ci rendiamo conto dell'errore e torniamo sui nostri passi.
Proseguiamo sul sentiero e dopo un breve tratto imbocchiamo i ripidi gradoni sulla sinistra, segnalati da un cartello. Al termine della discesa, alla nostra sinistra possiamo vedere la cascata della Cavallizza (anche se tecnicamente, essendo a monte della congiunzione dei due corsi d'acqua, si tratta ancora del torrente San Giovanni).
Scorgiamo, al di là del Rio Cavallizza, dei ruderi (ciò che resta di un'officina adiacente alle miniere). Il livello dell'acqua rende difficile il guado, ma piazziamo alcune rocce per aiutarci e finalmente attraversiamo il torrente.
Da qui si sale rapidamente alle rovine dell'officina e alla galleria delle miniere della Cavallizza. La galleria è allagata e dovrebbe essere l'unica superstite del crollo delle miniere, un incidente avvenuto all'inizio del Novecento che avrebbe intrappolato i minatori (purtroppo anche molto giovani, in quanto all'epoca si faceva uso di manodopera infantile). Torniamo indietro e ci fermiamo nello spiazzo tra i due torrenti per pranzare nei pressi della cascata.
Riprendiamo il cammino risalendo i gradoni fino al sentiero principale e continuiamo a sinistra. Il sentiero procede parallelo al Rio Cavallizza sotto di noi, per abbassarsi progressivamente. Dopo aver piegato a destra, ci attende un nuovo guado, stavolta più agevole.
Il sentiero sale più ripido piegando a sinistra e ci porta a un bivio al termine della salita. Non ci sono cartelli, ma una freccia gialla indica il sentiero sulla destra. Sul sentiero principale, più in alto, un cartello indica Pogliana. Alla fine imbocchiamo l'ampio sentiero pianeggiante segnalato dalla freccia gialla, anche se non è presente sulle mappe. Come sperato, questo sentiero si rivelerà una scorciatoia che ci riporta sul sentiero segnato.
Continuiamo sul sentiero principale fino a incrociare per l'ultima volta il Rio Cavallizza e pieghiamo a destra sul sentiero 3V.
Il sentiero sale dolcemente costeggiando il versante in direzione dell'Alpe Tedesco. Ignoriamo il sentiero alla nostra sinistra, che sale in direzione opposta, indicato dalla scritta IF, e proseguiamo fino all'imbocco del sentiero per il Poncione di Ganna alla nostra sinistra.
Risialiamo fino al prossimo bivio, continuiamo fino a un masso e teniamo la sinistra. Continuiamo a salire fino al bivio seguente, dove un cartello indica il Poncione di Ganna. Inizialmente proseguiamo temendo si tratti dell'imbocco della Via Normale, che volevamo evitare, ma presto realizziamo che siamo sul sentiero che dovrebbe scendere nuovamente alla valle, quindi torniamo indietro affrontiamo il tratto ripido iniziale, che presto si addolcisce, mentre si apre la vista sulla Val Ceresio.
Teniamo sempre la sinistra evitando la Direttissima e la Normale, per poi imboccare a destra la scorciatoia più ripida per la vetta.
La salita è abbastanza ripida (e rapida), abbastanza esposta sulla Valganna e poco prima della cima si superano alcune roccette, ma nel complesso non è impegnativa (la difficoltà media è riferita solo a questo tratto).
Raggiungiamo finalmente la cima, da cui si gode di uno spettacolare panorama a 360° che comprende i laghi di Varese e Comabbio, i laghi di Ganna e di Ghirla, il Maggiore all'altezza di Laveno e di Luino, il Ceresio e perfino il lago di Como in lontananza. Un disco in metallo con una bussola illustra anche le numerose montagne visibili da qui. Dopo aver firmato il libro di vetta nei pressi della croce e aver ripreso fiato, torniamo indietro per la stessa via fatta all'andata.

Grazie a edo•vane per aver tracciato il percorso.

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