Tempo  5 ore 19 minuti

Coordinate 527

Uploaded 14 novembre 2018

Recorded novembre 2018

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10,96 km

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vicino Caminata Boselli, Emilia-Romagna (Italia)

Dopo due settimane lontano dalle montagne causa maltempo, oggi finalmente sembra ci sia uno spiraglio per una breve fuga seguendo quella che attualmente è la regola numero uno: evitare le zone funestate dal maltempo. Su Alpi e Prealpi danno ancora tempo molto incerto, mentre sugli Appennini piacentini le previsioni lasciano intravedere un barlume di speranza. L'unica incognita tutta da verificare è lo stato dei sentieri dopo la pioggia di questi giorni...
Lasciamo l'auto nel piccolo borgo di Gavi e seguendo la traccia di Mapnik, saliamo lungo una stradina un poco dissestata che entra in un fitto bosco di agrifogli. Sin da subito non è la pendenza che ci mette in difficoltà, ma il pantano argilloso che rende il passo poco fluido, tanto che, dopo 5 minuti di cammino, le nostre pedule assomigliano più alle scarpe di Lurch della Fam. Addams che a degli scarponi veri e propri, non fosse stato per la gran voglia di camminare avremmo girato volentieri i tacchi e saremmo tornati all'auto. E Olmo sarebbe stato d'accordo con noi...
Lo stradello sin'ora percorso non è bollato, anzi, una rara bollatura (blu) ci sarebbe anche, ma seguendola non si capisce quale ne sia la sua destinazione, quindi, molto meglio seguire la traccia che ho su Oruxmaps e avanti finchè intercettiamo la dorsale con il suo sentiero bollato. Ora la camminata si fa più sciolta, il sentiero non sarà messo benissimo ma almeno non c'è il pantano, anzi, per salire sulla prima cima di giornata bisogna camminare sulle roccette, che saranno pure umide, ma la roccia sa trasmettere senzazioni positive.
Sul Poggio Vaccari il vento si fa sentire, è un vento fresco ma non freddo, di certo non ci si può fermare per troppo tempo. Faccio qualche foto, verso la Val Perino e la Val Trebbia, le nuvole basse ci permettono di avere un orizzonte ampio, tanto che intravediamo gran parte del tragitto da percorrere.
Dopo aver costruito un piccolo ometto, ora percorriamo la facile cresta che poi declina sino a sfiorare una zona umida dove è presente uno stagno che ignoriamo per seguire la bollatura che ci porta in un boschetto; ad un certo punto il sentiero si divide, noi per restare sulla giusta via costeggiamo un recinto fatto di filo spinato. Il sentiero per qualche passo sale in moderata pendenza, poi con uno strappo deciso guadagnamo la cresta, non difficile ma segnalata EE dal Cai di Piacenza. La percorriamo con attenzione visto le roccette umide, ed in pochissimo tempo siamo alla piccola croce del M. Capra dove ci prendiamo il tempo per fare la sosta banana.
In giro non c'è anima viva, se si esclude un fan della Dea Artemide-Diana intento in una battuta di caccia al Cinghiale, lo guardiamo con circospetto, il tipo dovrebbe portare una pettorina che lo rende visibile, ma il suo abbigliamento è assolutamente mimetico, se poi aggiungiamo il fatto che non abbiamo visto i cartelli che ne segnalano la battuta, beh, "öc, gamba e saì n'dù còr"!
Ora seguiamo la cresta verso S, sin dove ancora una volta la traccia scende per poi immettersi in un fitto bosco, il sentiero qua è coperto di foglie e questo non aiuta, se poi la bollatura sugli alberi è pure mezza sbiadita, allora non resta che controllare con una certa frequenza il Gps almeno sino a dove è presente il bivio per salire al M. Sant'Agostino (sul cartello c'è scritto Bobbio). La salita non è impegnativa e il sentiero sembra in buono stato, il fango sembra risparmiare i nostri scarponi, che puliti certo non sono. Pian piano che si sale troviamo i primi inghippi, il bosco di aghiformi in cui ci siamo addentrati, non ha retto al maltempo dei giorni scorsi e diversi pini neri sono caduti proprio sul sentiero, obbligandoci a brevi deviazioni nella fitta e pungente sterpaglia. Vedere tutti questi alberi caduti faceva male al cuore.
Finalmente arriviamo sul Monte Sant'Agostino, dove la cima è contorniata da alberi, solo un piccolo spiazzo con balcone si affaccia sull'Alta Val Trebbia e questo non ci fa dire "cima impercettibile". Anche qua troviamo il tempo di costruire un ometto, poi riprendiamo il cammino ancora tra qualche albero caduto che ostruisce il passaggio. Usciti allo scoperto ci ritroviamo su una sorta di selletta panoramica, la traccia ora rimane più sul filo di cresta, ma prima di proseguire, seguiamo a sinistra una traccia (ho segnalato il bivio con un ometto) che in tempo zero ci porta laddove un gruppo di boia scout ha posizionato ben tre crocette e fatto un piccolo altarino dove è presente la Madonna "piangente". Che brutto effetto che gli ho fatto...
Il sole che buca le nuvole ci permette di godere di un discreto panorama.
Ora non ci resta che scendere, seguendo il bel sentiero che passa sotto cresta (si può continuare anche in cresta), e che porta al Passo di Sant'Agostino. Qua si può decidere su quale sentiero proseguire; a sinistra si scende su sentiero bollato e compie un arco che porta poi verso Gavi, mentre voltando a destra, il bel sentiero (non bollato) ci riporta anch'esso verso Gavi ma senza segnali di sorta.
Noi siamo scesi a destra, per vedere a cosa andavamo incontro, e tutto sommato non ci è andata male. Il sentiero ben presto diventa una sterrata (bella smerdata), ove il senso dell'orientamente è necessario visto che ci sono parecchie deviazioni, e comunque c'è sempre San Mapnik a venirci in soccorso. Anche qua troviamo alberi caduti lungo la strada che ci obbligano a brevi divagazioni, ma tutto sommato si va bene, certo, non fossero passati i seguaci di Tony Cairoli sarebbe stato meglio. Hanno sconquassato tutta la sterrata!
Una volta sbucati sulla stradina asfaltata Coli-Gavi abbiamo girato ovviamente verso Gavi, abbiamo passato in cascinetto ove è presenta una fontannella, poi in prossimità di una colma (con parcheggio), come ultima fatica di giornata abbiamo puntato verso il Monte Gavi, raggiungibile senza difficoltà tecniche in 10 minuti di cammino. Cima piuttosto anonima, ma ... ometto nuovo! :)))
Giusto il tempo di scattare un paio di foto poi via verso l'auto, non abbiamo ancora mangiato e l'idea è quella di fare una sosta in trattoria. Arriviamo a Perino che sono le 14:00 passate, entriamo alla trattoria al 1/2 Litro, ove "l'oste della malora" (simpatico) è stato gentilissimo, anche se fuori tempo massimo ci ha fatto accomodare al caldo per servirci un buon pranzo annaffiato con del Gutturnio Superiore. E tanti saluti alla camminata salutare...
Nota 1): Gran bel ritorno in Val Trebbia, da queste parti si cammina immersi nella Natura e spesso non trovi anima viva. Il giro tutto sommato è semplice e con modesto sviluppo. Il T3 è per i sentieri non segnalati e la cresta del M. Capra (Cai Piacenzza, EE). Anche gli alberi caduti sono stati un bell'inghippo.
Nota 2): Cazzeggi vari... avanti con la serie:
Chi se ne frega 1: Ambra Angiolini e Max Allegri presto sposi.
Chi se ne frega 2: Ventura non è più l'allenatore del Chievo.
Rissa in Tv tra Tina Cipollari e Gemma. E CHISSENEFREGAAAAA!

A' la prochaine! Menek, Nadia, Olmo

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