Coordinate 2336

Caricato 10 settembre 2015

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2.488 m
1.636 m
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3,7
7,4
14,81 km

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vicino Concenedo, Lombardia (Italia)

21/07/2001.
Partenza dalla stazione di arrivo dell' Ovovia dei Piani di Bobbio, nota stazione sciistica della Valsassina, in provincia di Lecco. Nell'Alto Medioevo erano di proprietà dell'Abbazia di S. Colombano di Bobbio, che l'utilizzava per l'alpeggio estivo del proprio bestiame, da cui il nome attuale.
Dai Piani (quota 1600 m slm) si raggiungere il rifugio lungo la panoramica cresta del sentiero 101 (seguire dapprima le indicazioni per Rifugio Buzzoni e sentiero 36, fino a trovare le indicazioni per il Rifugio Grassi e sentiero 101). L’ intero percorso è molto ben visibile e abbondantemente segnalato. Solo in caso di nebbia e con neve al suolo l’orientamento può essere difficoltoso. Tempo tot. 2 ore e mezza.
Per il Pizzo dei 3 Signori, dal rifugio Grassi si segue il sentiero segnato con il numero 101, seguendo la cresta che dà sulla val Biandino, sentiero molto panoramico che, in leggera salita su prati, porta alla Corna di Cormisolo.Da qui inizia la ripida salita che, un pò faticosamente, porta direttamente in vetta percorrendo all’inizio prati e poi facili roccette che conducono al caratteristico Caminetto costituito da uno spettacolare stretto passaggio tra due roccioni, oltre si aprono i grandi orizzonti del pizzo dei tre Signori (m 2554).
Ritorniamo poi al rifugio Grassi tramite lo stesso sentiero dell'andata.

Buon Divertimento.
Passo del Cedrino, 1720mT
Passo del Gandazzo 1652Mt
Bocchetta di Foppabona 1985 m
Il rifugio Grassi venne costruito dai soci della Società Escursionisti Lecchesi (SEL) nel 1921[1] per onorare i suoi caduti nella prima guerra mondiale. Come molti altri rifugi della zona, venne distrutto durante la seconda guerra mondiale (più precisamente nell'ottobre del 1943[1]), ma nel 1946 venne subito ricostruito e ristrutturato in anni recenti. Un tempo era invece conosciuto per le attività estrattive. Per anni il materiale ferroso venne impiegato per produrre chiodi nelle numerose fucine presenti nella valle Brembana. Di quella dura attività rimangono oggi, a testimonianza, solo le discariche delle miniere. La zona circostante il rifugio presenta, a primavera e in estate, fioriture molto belle di crochi e di primule. L’escursionista, prestando attenzione, può inoltre imbattersi in caprioli e in camosci, che numerosi popolano la zona, così come le marmotte. Già nel medioevo, nei pressi del rifugio, veniva svolta un'intensa attività estrattiva di minerale di piombo e di argento, lo testimoniano i resti delle discariche.
Miniera chiusa di Valbona

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