Tempo  7 ore 45 minuti

Coordinate 437

Caricato 27 aprile 2017

Recorded aprile 2017

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2.504 m
1.586 m
0
2,2
4,4
8,85 km

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vicino Plassa, Lombardia (Italia)

Con il bel tempo si ha voglia di salire di quota e soprattutto ho voglia di ritornare sulle mie amate Orobie, dopo una veloce controllata alla webcam che inquadra il Pizzo Arera decido che quella è la meta della giornata, sembra ci sia poca neve residua e questo ci fa ben sperare. Tenteremo la salita al Pizzo dalla cresta Est.

Rapinati dei 4€ per il parcheggio e lasciata l’auto nei pressi del Rif. SABA, ora non ci resta che salire abbastanza ripidi verso Capanna 2000, tempo 40 minuti di cammino e siamo al rifugio, beviamo un sorso d’acqua mentre da una delle finestre sbuca il rifugista, chiediamo così lumi riguardo alla possibile neve nelle zone meno esposte dal sole e rincuorati in merito, partiamo di nuovo armati di buon entusiasmo.

La impercettibile deviazione per il periplo (244) si trova poco sopra il rifugio, imboccato il traverso, adesso proseguiamo di buona lena verso le zone attrezzate; i passaggi attrezzati sono 4, facili anche se da non sottovalutare causa detriti sul percorso, passato anche il piccolo diedro da disarrampicare ecco che la Crocetta la si mette in saccoccia.

Da una relazione trovata in rete (Pieroweb), dalla Crocetta bisogna risalire una ripida zona erbosa, ma io non essendomi ricordato di leggere l’appunto ho, abbiamo, proseguito sino alla Forcola di Valmora, passando prima ancora un altro facile tratto attrezzato.

Dalla Forcola non ci sono indicazioni per la cresta est, ma una vecchia e poco visibile bollatura posta su un sasso più una logica via di salita toglie ogni dubbio sulla strada da intraprendere. Dopo un primo tratto su cresta erbosa si incontra un salto roccioso, noi da questo punto in poi preferiamo salire in diagonale sempre in maniera ripida, incontrata la zona rocciosa, ora la traccia è più evidente anche se un poco esposta .
Prestando sempre un minimo di attenzione adesso si prosegue con il Pizzo sempre davanti agli occhi, si giunge alla base dell’Anticima Est, e stando attenti alla flebile traccia in traverso si taglia tutta l’Anticima sino a giungere ad una stretta selletta, da qua, con uno strappo deciso si riguadagna ancora la cresta che in breve porta al Pizzo Arera. Su questo ultimo strappo noi abbiamo trovato un po di neve insidiosa, ma con un traverso lungo una quindicina di metri da fare a chiappe strette, la cosa si risolve. 3h45.

Nonostante una leggera foschia, la vista è spettacolare e abbraccia l’intero arco alpino e prealpino, star qua a fare una cernita delle cime più famose da ammirare può risultare piuttosto banale. Ora ci godiamo solo la vetta, con un Sole che brucia la pelle ma con un aria che potrebbe far asciugare in una giornata anche il cotechino più grasso.

Dopo aver divorato il pranzo in completa solitudine, adesso ci aspetta la discesa per la “via normale”; nel primo tratto di discesa si affronta un sentiero piuttosto smottato, passato il canalino attrezzato ancora un po innevato, sempre in maniera ripida si ritorna alla Capanna 2000, dove noi scegliamo di continuare sino all’auto calpestando i pratoni senza sentiero. Soddisfatti alla grande!

Nota 1): Dico subito che a me questo giro è piaciuto perché piuttosto completo; bei traversi, zone attrezzate e creste molto aeree. In più al mattino abbiamo incrociato qualche Camoscio e un’Aquila in cielo ha attirato ulteriormente la nostra attenzione.

Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!


Lercio: Doping, calciatori dell’Inter trovati positivi al Valium.

Dago: La presenza di Morgan a Ballandoconlestelle è stata rivendicata dall’Isis.





Nota 3): Arera…



ARERA.

Sono troppo in alto e tocco la biosfera,

a volte il vento secca gli occhi, e tutto il mondo azera,

per questo scambio Renzi per una vil megera.

Arera,

io passo le catene e sfondo la barriera,

ben sotto la mia cima ci svetta ‘na casera,

ci vivono tedeschi e son della Baviera.

Arera,

La Croce è la distante e sembra ‘na chimera,

qua ci vorrebbe un treno con tutta la ferriera,

col mio cammino pigro arrivo verso sera.

Se cado sopra un sasso mi cade la dentiera, e in fondo mi domando : ‘ndo cazzo è mai l’Arera?



A’ la prochaine! Menek,Rosa

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