Tempo  9 ore 18 minuti

Coordinate 2013

Caricato 22 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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432 m
25 m
0
3,9
7,8
15,6 km

Visto 42 volte, scaricato 5 volte

vicino Triei, Sardegna (Italia)

Trekking ad anello di media difficolta per praticanti abituali della disciplina. Partenza ore 08,30 e arrivo alle ore 17,30.
Dopo aver parcheggiato la nostra auto nei pressi dell'abbeveratoio in pietra, a poche decine di metri dall'accesso della sterrata che conduce a Piredda-Ispuligidenie (Foto1 e 2), abbiamo percorso prima il breve sentiero di 200 metri circa che abbiamo trovato a sinistra subito prima di arrivare all'abbeveratoio in pietra.
Abbiamo poi proseguito per circa un km nella sterrata che conduce a Piredda. Giunti all'altezza di un trivio abbio proseguito per qualche decina di metri direzione mare, per poi prendere la sterrata a sinistra che conduce sull'alveo del Bacu Mudaloru.
Intersecato il Bacu Madaloru, abbiamo proseguito lungo lo stesso in direzione mare. Giunti all'intersezione a "T" abbiamo proseguito sulla destra, lungo l'alveo del Bacu Madaloru sino all'omonima Cala (Foto 5). Durante questa prima parte del percorso abbiamo incontrato diverse cavita carsiche (foto 3 dei waypoint) utilizzate anche come "madre" per il bestiame (Foto 2 dei waypoint) e un' Iscala Fustes (Foto 4 dei waypoint) che ci ha consentito di raggiungere, senza utilizzare corde, il sottostante letto del torrente.
Arrivati in prossimità della Cala, ed esattamente al limite dell'argine che separa il bacu dalla cala, siamo saliti per qualche decina di metri, tenendoci sul lato estremo sinistro della pietraia sino a trovare sulla destra il sentiero del Selvaggio Blu denominato "Serra Maore", Il sentiero è accessibile arrampicandosi agevolmente su una piccola parete rocciosa di circa 2 metri. Percorsa una piccola cengia (foto 3 e 4) che ruota poi di 90 gradi costeggiando il mare, abbiamo raggiunto i grottoni di punta Mudaloru. Dopo le foto di rito, abbiamo ripreso il sentiero al contrario sino a raggiungere la spiaggia di cala Mudaloru e la cavita carsica naturale.
Dopo una rilassante sosta tecnica abbiamo intrapreso il nostro viaggio di rientro sevendoci dello Scalone di Urele che conduce all'omonima grotta, prima, e alla cresta di Bruncu S'Abba, poi.
Per accedere allo Scalone di Urele siamo saliti sulla seconda pietraia a destra che abbiamo trovato risalendo Baccu Mudaloru, per poi attraversare la parte forestata sulla destra , ma in realtà sarebbe stato più semplice prendere, anche se molto ripida, la prima pietraia che si trova sulla destra risalendo dalla caletta (quella di fronte alla pietraia che ci ha portato al sentiero Serra Maore)
L'accesso allo Scalone di Urele (evidenziato dalla freccia rossa sulla foto 5 dei waypoint) si trova a destra, quasi a ridosso della parete della falesia, e si dirige verso mare sino a costeggiarlo per un tratto. Poco dopo abbiamo lasciato il sentiero che costeggia il mare, svoltando sulla sinistra, risalendo per un breve tratto un poco visibile sentiero, sino a raggiungere una piccola parete rocciosa. Dopo esserci agevolmente arrampicati per pochi metri, abbiamo raggiunto la parete forata (Foto 6 dei wypoint), e dopo averla oltrepassata abbiamo proseguito la nostra risalita tenendoci sulla sinistra, sino a raggiungere il masso panoramico "sospeso" (Foto 6), meta fotografica di ogni trekker che percorre lo scalone. Dopo le classiche foto di rito, abbiamo proseguito la nostra risalita lungo le rocce che si trovano davanti al citato masso, sino a percorrere una piccola iscala de fustes (Foto 8 dei waypoint) e ad attraversare (poche decine di metri dopo) lo stretto passaggio tra le rocce: la c.d. "Porta di Urele" (foto 8 dei waypoint).
Attraversata la porta, dopo alcune decine di metri, abbiamo svoltato sulla pietraia sulla sinistra sino a raggiungere la poco distante (50/100 metri circa) grotta/ovile di Urele (foto 9 dei waypoint).
Dopo aver visitato la grotta e aver consumato il nostro frugale pasto al riparo della temporanea pioggia, abbiamo continuato il nostro cammino, costeggiando in discesa la grotta sulla sinistra, per risalire subito dopo lungo la pietraia e raggiungere gli strapiombi della falesia che si affacciano con vista mozzafiato sul mare. Abbiamo, poi, costeggiato gli strapiombi sino a raggiungere una madra (Foto 10 dei waypoint) e un pinnettu (Foto 11 dei waypoint).
Proprio di fronte alla porta del pinnettu, oltrepassata la vegetazione mediterranea, abbiamo intercettato il comodo e ben visibile sentiero di Urele che ci ha riportato sino al nostro punto di partenza.
Il sentiero di Urele interseca una carrareccia (sempre parte del sentiero di Urele) che va percorsa sulla destra sino a intersecare la carrabile sterrata che ci ha riportato al nostro punto di partenza (vedi freccia rossa della foto nr 12 dei waypoint).
Il percorso è stato più duraturo del previsto, 9 ore circa, a causa dell'improvvisa pioggia che ha rallentato il nostro cammino e dall'innumerevoli foto che abbiamo scattato lungo il nostro cammino.
Buoni passi a tutti.
Waypoint

01-BUCA SULLA PARETE SINISTRA DELLA FALESIA DISCENDENDO BACU MUDALORU

Buca sulla parete sinistra discendendo il Bacu Mudaloru
Waypoint

02-CARRUBO E MADRA (RICOVERO PER CAPRE)

CARRUBO E MADRA (RICOVERO PER CAPRE)
Waypoint

03- ANFRATTI CARSICI

ANFRATTI CARSICI
Waypoint

04-ISCALA FUSTES

ISCALA FUSTES
Waypoint

05-ACCESSO SCALONE DI URELE

ACCESSO SCALONE DI URELE
Waypoint

06-ROCCIA FORATA

ROCCIA FORATA
panoramica

07-ROCCIA PANORAMICA

ROCCIA PANORAMICA
Waypoint

08-ISCALA FUSTES E PASSAGGIO TRA ROCCE (PORTA DI URELE)

ISCALA FUSTES E PASSAGGIO TRA ROCCE (PORTA DI URELE)
Grotta

09-GROTTA OVILE DI URELE

GROTTA OVILE DI URELE
Waypoint

10-MANDRA (RICOVERO PER CAPRE)

MANDRA (RICOVERO PER CAPRE)
Rovine

11-PINNETTU

PINNETTU
Intersezione

12-FINE SENTIERO INIZIO CARRARECCIA

FINE SENTIERO INIZIO CARRARECCIA

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