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vicino Pastrengo, Veneto (Italia)

http://www.larena.it/stories/383_in_piazza/478189_chiodi_sulla_pista_del_sole_monta_la_protesta_dei_ciclisti/

Chiodi sulla pista del Sole
Monta la protesta dei ciclisti
BUSSOLENGO. Il consigliere del Pd Dalai ha chiesto l'intervento della Provincia, pericolo soprattutto per i podisti. Nell'ultimo fine settimana sono state numerose le persone che si sono ritrovate le ruote bucate, ora chiedono controlli ussolengo. Le bici aumentano, sulla ciclopista del Sole, e i vandali sembrano decisi a non andarsene. Anzi, sono sempre più numerosi i casi di camere ad aria forate a causa dei chiodi sparsi lungo la pista, in particolare nel tratto compreso tra San Vito al Mantico, Bussolengo e Piovezzano. E con le prime giornate di sole il problema si fa più sentire: lo scorso fine settimana nell'area di sosta allestita lungo la pista, all'altezza di Pastrengo, c'erano parecchi gruppetti di ciclisti fermi, intenti ad aggiustare on the road le ruote forate. I responsabili di questa disavventura collettiva erano sempre gli stessi chiodini, lunghi un centimetro appena, nuovi, lucidi, tutti uguali, quindi con ogni probabilità provenienti dallo stesso lotto e dalle stesse mani. Gettati a terra con l'evidente scopo di creare disagi. Ora il problema arriva sui tavoli di tre assessori provinciali: il consigliere del Partito democratico Lorenzo Dalai, anche lui ciclista amatoriale e vittima di questi chiodi, ha presentato un'interrogazione urgente in merito ai ripetuti atti di vandalismo registrati sulla ciclopista del Sole. «Con l'approssimarsi della primavera il numero di bici aumenterà», spiega Dalai, «al momento, in media, transitano sulla pista del Sole, tra Verona e Rivoli, 600 ciclisti al giorno: un numero destinato ad aumentare il prossimo anno, nonappena termineranno i lavori che collegheranno la pista anche ad Avio. È necessario quindi un intervento rapido. Ho chiesto all'assessore alla progettazione e manutenzione viabilista Carla De Beni quali misure intende attuare per bonificare con la massima urgenza i tratti di ciclopista interessati. Io suggerisco una pulitura con spazzatrici meccaniche». Si tratta tuttavia di un tratto difficile da controllare, i chiodi si confondono bene con l'asfalto e rappresentano un pericolo anche per le tante persone che ogni giorno passeggiano lungo la pista. L'interrogazione di Dalai è rivolta poi all'assessore alle politiche della sicurezza Giovanni Codognola, con la richiesta di «programmare un'opera di pattugliamento con agenti della polizia provinciale, dotati di motoscooter, allo scopo di evitare il ripetersi degli atti vandalici, rassicurare i cittadini che le forze dell'ordine sono presenti anche su questi episodi di micro criminalità e individuare e denunciare, se possibile, gli autori di questi stupidi gesti». Con l'approssimarsi della Pasqua è poi destinato ad aumentare il cicloturismo straniero lungo questa pista. Quindi Dalai si rivolge anche all'assessore provinciale al turismo Ruggero Pozzani, con la richiesta di «tutelare l'immagine di questa amministrazione provinciale, dato che su tutti i pannelli informativi campeggia lo stemma della Provincia di Verona». «I responsabili non possono che essere delle persone non sane di mente», commenta il presidente degli Amici della Bicicletta (Fiab) di Verona Giorgio Migliorini, «mi verrebbe da pensare a qualcuno disturbato dalla presenza dei ciclisti, ma su quella pista non ci passano auto o altri tipi di mezzi. I pedoni? Non avrebbe senso, i chiodi per terra sono più pericolosi per chi cammina che per chi va in bicicletta. Evidentemente da noi manca quel rispetto che invece troviamo in altri Paesi, come ad esempio la Francia. A questo punto, che intervengano i carabinieri».
Francesca Lorandi

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