Difficoltà tecnica   Impegnativo

Tempo  7 ore 39 minuti

Coordinate 543

Uploaded 21 agosto 2016

Recorded agosto 2016

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2.875 m
1.988 m
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2,8
5,6
11,24 km

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vicino Plazza-Roncaccio, Trentino - Alto Adige (Italia)

Questa relazione avrei voluta scriverla diversi anni fa, quando con l’amico Franco facemmo questo identico giro… allora non riuscii ad arrivare in vetta, perché quell’enorme “sasso” mi fece molta impressione, non seppi “leggere” bene il grado di difficoltà della salita e così rinunciai mestamente nonostante l’incitamento del caro amico.

Ma sono passati anni, quasi una decina, ed oggi sono qua per “rendere giustizia” all’ascesa mancata; allora non era il momento giusto per affrontare questa breve ferrata? Bene, ora lo è, e sono felice che ad accompagnarmi ci sia un altro mio amico,Georg, uomo rispettoso e altrettanto amante delle montagne. A lui ho raccontato la storia della mia amicizia con l’amico che non c’è più e con molto orgoglio ha accettato il mio invito per l’odierna salita.

E’ martedì, giorno non scelto a caso per questa escursione, A perché il tempo sembra essere discreto, B perché si presume ci sia un minor numero di gente che sale verso il Putia, almeno questo è quello che pensa Georg, io invece, sono convinto che troveremo un carnaio simile alle spiagge romagnole! Ed in effetti…

Quando partiamo non ci sono molte macchine al Passo delle Erbe, è un orario piuttosto presto rispetto a chi (molti) va per monti come se dovesse andare a far compere in Corso Buenos Aires a Milano, ma comunque io non sono molto fiducioso, sono venuto qua diverse volte ed ho sempre trovato un carnaio fuori misura, e poi siamo in Agosto, al Putia… fate voi!

Georg prende già il suo passo da maratoneta, ed io, cerco di fare del mio meglio per “mordergli” le caviglie con tutto il loro carico di “profumo”, che non è certo Chanel N°5!

E così ci troviamo dopo non molto all’attacco del canale che risale sino alla Forcella di Putia, e ce lo godiamo tutto questo bel cammino visto l’assenza umanoide; è un bello strappetto, ma sarà che me lo ricordavo più ripido, o sarà che forse oggi sono un po’ più in forma, una volta giunto alla Forcella sento che le forze sono ancora integre… e questo è un bene. Georg parte con la prima sigaretta…
Dopo aver inquinato un tot di metri cubi di aria, è ora di ripartire. Georg detta ancora il passo, ed io che oramai ho “sniffato” quanto basta, lascio di buon grado che le caviglie di “Specknodel” prendano una certa distanza.

Il Panzer prende quota in maniera decisa, e dopo poco capisco il perché… mentre saliamo in direzione del Peitlerkofel un branco di debosciati vocianti sta arrivando di gran carriera provenienti dal Rif. Genova, non semplici escursionisti un attimino chiassosi, ma un gruppo di runner veneti che nulla hanno a che vedere con il rispetto dei luoghi e delle persone,che, immersi nel loro estasiato cammino, godono di questa magnifica Natura.

Ma intanto saliamo, sempre tenendo un buon passo, e dietro sempre loro, urlanti beduini incapaci di guidare se stessi in quanto mandria… mentre gli animali, quelli che popolano razionalmente le montagne scappano. Via i Camosci, via le Pernici bianche… e bum! Georg esplode!

Con sguardo da Tigre himalayana si gira verso il “capo-brigata” runner e gli dice: stai zitto idiota, e vai al bar! Silenzio tombale…

Urca, non avevo mai visto “Specknodel” così incazzato… ma lo capisco, eccome. Un conto è l’allegria, un conto è comportarsi da scomodi bagnanti, questo non è il luogo adatto. Comunque oggi è una giornata dedicata a Franco e da qua in avanti saremo più “tolleranti”, grazie all’aiuto della meditazione tantrica e alla diffusione del “verbo” dei Falun Gong!

Ora siamo all’attacco della ferrata. E qua i ricordi si fanno vivi…

Georg indossa il caschetto, ed io mi armo di fettuccia con moschettone ( sicurezza psicologica)… al posto del caschetto Georg mi presta il suo cappello di pile, che servirà a poco in caso di caduta sassi, ma che comunque è meglio di niente.
Si parte, davanti a noi c’è qualche persona e così stiamo attenti ai sassi che ogni tanto rotolano giù; il Panzer oltrepassa un tot di runner del gruppo “veneto”, mentre il secondo troncone è alle mie spalle, dopo un primo momento di faticosa interpretazione della salita, sgancio il moschettone e viaggio libero e ribelle, e così mi accorgo che il calore della roccia dona energia. Ma eccoci in cima… il mio cuore batte forte per l’emozione, ciao Franco, questa salita è per te! Berg Heil , freund Georg!

Come immaginavo, la vista da questa cima è un vero paradiso ed immerso nei miei pensieri vivo la magia. Grazie anche a te piccolo volatile, tu che mi hai quasi sfiorato e mi sei rimasto accanto proprio mentre baciavo una roccetta…

Ma l’incantesimo purtroppo sta per finire, il gruppo veneto si sta ricompattando sotto la croce ed ora non c’è più pace… tolleranza, ommm…tolleranza, ommm… e tolleranza sia, oggi si pensa solo a Franco.

La discesa la prendo in maniera più spigliata e senza preoccupazioni, nonostante il gruppo di beoti che se la racconta nel posto meno opportuno… si crea un “tappo”, sembra lo svincolo autostradale di Bologna… ma siamo giù dal Sass ed ora puntiamo spediti al piccolo Sass; mentre la Veneto Band ci segue a ruota. Questa è una vera tortura… ommmmmmmmmmm!

Georg, che dici? Lasciamo questo Luna Park?

Con il solo sguardo io e “specknodel” ci capiamo al volo e prendiamo il sentiero fatto all’andata, fronteggiando così la miriade di persone che si stanno portando al Piccolo Putia. Altra fermata alla Forcella e poi giù ancora, stavolta in mezzo (in senso contrario) ad una fiumana di gente paragonabile solo ad un’Esodo Biblico… ma non dovevano esserci poche persone oggi, caro Georg???
Ma oramai siamo alla Fornella Alm, e mangiamo la nostra Kaiserschmarrn+ più uova, patate (e speck per Georg)… ma vogliamo parlare del solito cappuccino di contorno, caro Panzer? Meglio di no…

Siamo all’aperto, sotto le pendici del Putia… non sento più nessuno, nemmeno i tanti bimbi che sbaraccano di brutto, ma io sono ovattatamente felice, nessuno può agganciarsi ai miei coglioni per accompagnarli nel vortice del nulla. E la giornata finisce così, prosit amico Georg… e ciao carissimo Franco! Il tuo spirito non mi ha mai abbandonato…



Nota 1): Che dire, fantastico il Putia; un posto magico dove si lascia un pezzo di cuore. E altro non aggiungo. Il T3 è valido per la sola salita al Sass de Putia, per il resto è un bellissimo T2. Giro prolungabile a piacere visto i numerosi sentieri, in primis, se avete il tempo e voglia, ritornate al Passo facendo il periplo del Sass. E’ un T2.




Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega!



Auto: La Fiat avrà la sua cassaforte ad Amsterdam. Lapo: perché, che male faceva il “fumo di Londra”?

Mare: No al burkini in spiaggia. Allontanate un gruppo di suore dal litorale Toscano.

Lercio: Emergenza caldo, il governo ruba per far piovere.

Nota 3): Eric for Georg…



IDIOTA.



La cima che saliamo ormai è molto nota,

per questo la rispetto e caccio via il beota,

riprendo il mio cammino ma c’è un altra testa vuota.

Idiota,

Georg è la mia guida ed io il suo copilota,

per questo io lo seguo prendendo sempre quota,

la in fondo vedo acqua e penso ci sia il “Trota”.

Idiota,

facendo queste vette poi ci sentiam nel gota,

mi vanto a più non posso e in culo all’Iscariota,

tu invece sei un cretino e mangi la carota.

Se urli qua in montagna la tua mamma è ignota, e in fondo mi domando: chi cazzo è mai l’Idiota?



A’ la prochaine! Menek



georgb:

Aggiungo: Primo, che il Pütia sarà sempre un monte sacro nonostante la folla ignorante che gli corre addosso. Secondo, che Franco mi è diventato quasi amico senza mai averlo conosciuto. Terzo, che per me è stato un vero onore accompagnare quel grande uomo ed amico Domenico. Chi lo conosce, sa di che cosa sto scrivendo!
  • Foto di Würzjoch-Passo delle Erbe
  • Foto di Würzjoch-Passo delle Erbe

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