Tempo  6 ore 24 minuti

Coordinate 600

Caricato 20 luglio 2020

Registrato luglio 2020

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1.121 m
814 m
0
2,8
5,6
11,23 km

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vicino a Aghezzola, Toscana (Italia)

Trekking nello splendido scenario del complesso agricolo forestale Parco Giogo-Casaglia, camminerò seguendo principalmente il sentiero CAI n°739, sui versanti della selvaggia Valle del Torrente Rovigo fra piste forestali, antichi sentieri, vecchie case coloniche teatro della resistenza partigiana. Le foto pubblicate su questa escursione sono state scattate in anni e stagioni diverse. Dal parcheggio interno (mt.1121) nei pressi del Passo della Sambuca, inizio l’escursione sul sentiero non marcato che parte da dietro il pannello informativo. Il sentiero si snoda all’interno della faggeta in obliquo sul ripido versante per poi ricollegarsi dopo circa 1 km (uno) sul sentiero CAI n° 739 (n° 701 - SOFT 16). Per chi non vuol fare questa variante può prendere direttamente dal parcheggio il sentiero CAI n°739 (n° 701 – SOFT 16) lungo la strada bianca in salita. Entrato sulla bella strada forestale CAI n°739 (n° 701 – SOFT 16) che si snoda con leggero andamento ondulatorio, sulla mia sinistra il panorama sulla Valle del Torrente Rovigo. Lungo la strada alcune incisioni policrome su pietra ad opera di ignoto. In corrispondenza di un pannello informativo una grossa pietra mi indica di svoltare a sinistra per proseguire verso il Rifugio Ca’ di Cicci lungo il CAI n°739. Bella la pista forestale che scende dolcemente con splendidi e ampi panorami, davanti a me riconosco il Monte Acuto (bel punto panoramico meta di altre escursioni). Poco prima di arrivare al Rifugio Ca’ di Cicci, il sentiero CAI n°739 svolta a sinistra, decido di proseguire lungo la strada per circa 300 metri (trecento) per recarmi al Rifugio, nei suoi pressi in alto sulla destra della strada un’altra bella scultura policroma. Il piccolo ma grazioso Rifugio Ca’ di Cicci (mt.915) è posizionato su un balcone naturale sulla Valle del Torrente Rovigo, bellissimo il panorama che si apre davanti, il rifugio è dotato di 4 (quattro) posti letto, stufa, barbecue esterno e tavoli per pic-nic. Riprendo il mio trekking, torno sui miei passi e svolto a destra sul sentiero CAI n°739 che discende la selvaggia valle, brevemente giungo ai ruderi di Ca’ di Vestro (mt.877), qui si trovava una chiesa con annesso oratorio e altre costruzioni di cui rimangono solo alcune mura del bel complesso. Un pannello informativo ricorda che nel 1944 fu sede del Comando Partigiano della 36ª Brigata Garibaldi Bianconcini. Proseguo sul fianco della montagna, lungo il bel sentiero trovo una sorgente con annessa cisterna e lavatoio, poco più avanti in posizione panoramica in corrispondenza di un displuvio casa Pallereto (mt.890); anche questo edificio ormai abbandonato è parzialmente crollato. Continuo l’ascesa verso il Torrente Rovigo, il CAI n°739 procede passando dai ruderi di Valcavaliera (mt.851) e più avanti dal diroccato caseggiato di Pian di Rovigo (mt.859). Lascio il CAI n°739 (prosegue sulla sinistra verso l’Altello) vado avanti su sentiero non marcato ma con la traccia ben evidente che si snoda parallela sopra il Torrente Rovigo fino al Mulino dei Diacci (mt.828). Scenografico il luogo, il mulino adesso proprietà privata, è ubicato sul Torrente Rovigo che scorre sul letto di pietra fra cascatelle, offrendo la possibilità di sostare sul suo alveo. In questo luogo si incrociano diversi sentieri, prendo sulla mia sinistra il viottolo con indicazione Cascata dell’Abbraccio (mt.871), ubicata a poche decine di metri il sorprendente sito è un’ampia caverna a semicerchio scavata nella roccia, il sentiero passa dietro la cascata, in estate il piccolo affluente del Rovigo può essere in secca mentre in inverno l’acqua gelata crea bellissimi stalattiti. Riprendo l’escursione, un breve tratto di salita ed arrivo al Rifugio i Diacci, oltre ad un bivacco sempre aperto per gli escursionisti il rifugio dispone di un ristorante e camere letto aperti in alcuni periodi dell’anno e/o su prenotazione (https://www.rifugimugello.it/rifugio-i-diacci/) - (cell. 339 7722208 – tel. 055 0763031). Dal rifugio una comoda strada ritorna al Passo della Sambuca, continuo il trekking lungo il sentiero che inizia di fianco al bivacco, dopo circa 500 metri (cinquecento) riprendo il sentiero CAI n°739 che sale ripido verso l’Altello, la fatica è ripagata dalla stupenda vista che si ha dal punto panoramico (mt. 1121) la massima quota di questa escursione. Proseguo sul CAI n°739, rientro sulla strada in corrispondenza di un ampio prato da dove si può osservare un altro bel panorama sui crinali e la valle del Fosso dell’Aghezzola, più in lontananza la campagna circostante Campanara e la valle del Senio verso Palazzuolo. Cammino gli ultimi 500 metri su strada e termino il mio trekking al parcheggio.
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MOLINO DEI DIACCI

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RIFUGIO I DIACCI

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CA DI CICCI

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PALLERETA

Commenti

    Puoi o a questo percorso