Tempo  8 ore 9 minuti

Coordinate 2674

Caricato 11 novembre 2019

Registrato aprile 2019

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1.099 m
457 m
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4,8
9,5
19,09 km

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vicino a Aghezzola, Toscana (Italia)

Lunga e panoramica escursione nel complesso “Giogo – Casaglia”.
Inizio il trekking dal parcheggio (mt. 1067) interno nei pressi del Passo della Sambuca, m’incammino lungo il sentiero CAI n°701 (SOFT 16 – SOFT AP - Percorso Biodiversità) che si snoda seguendo una strada bianca. Percorso alcune centinaia di metri, sulla destra trovo una scultura policroma di autore ignoto; durante l’escursione ne troverò altre 7 (sette). In corrispondenza del segnavia con il sentiero n°739 vi è un primo punto panoramico sulla Valle del Fiume Senio con gli spartiacque delle valli che digradano verso Palazzuolo sul Senio e meta di altre belle escursioni. Il sentiero n° 701 prosegue simultaneamente con il sentiero n°739 sulla nostra destra, continuo sulla bella strada forestale con alcuni punti panoramici sulla selvaggia Valle del Torrente Rovigo che risalirò nella seconda parte dell’escursione. Dopo aver superato un’altra scultura policroma arrivo ad un incrocio, qui trovo un pannello informativo ed alcuni utili segnavia, alcuni dei quali su pietra. Il sentiero n°739 svolta a sinistra, seguo a destra sempre il sentiero n°701 in direzione Poggio Roncaccio (adesso vi si è innestato anche il n°607 – SOFT 16), proseguo su strada bianca attraverso la rigogliosa faggeta che poi si apre offrendo altri panorami. Trovo altre sculture, supero Poggio Faina (mt.1032), i ruderi di Casa il Faino (mt.986), giungo ad un altro incrocio e mantengo la destra seguendo il sentiero n°701 (n° 607 – SOFT 16), dopo pochi metri salgo sulla sinistra al punto panoramico di Poggio Roncaccio (mt.1055); bello il paesaggio sull’appennino circostante. Tornato sul sentiero n° 701 (607 – SOFT 16) vado ancora avanti per portarmi all’altro punto panoramico da dove posso vedere le valli dove scorrono il Fosso di Campanara (con l’omonima chiesa), il Fosso di Aghezzola e più in lontananza la catena dell’appennino Tosco-Romagnolo. Ritornato sui miei passi trovo un’altra scultura, proseguo su strada bianca seguendo il sentiero n°607/A che sotto il bivio per Poggio Roncaccio scende in direzione di Casetta di Tiara. Arrivo ai ruderi di Lotro (mt.968) dove il 10 Maggio 1944 vi fu una strage nazifascista. Camminando lungo il panoramico tratto trovo i ruderi di Campo Ripaldi (mt.868), casa Mengacci (mt.817), davanti le cave di pietra serena di Firenzuola; attraversando una bellissima e panoramica marroneta arrivo a Ca’ di Ciardi (mt. 669) ed al piccolo borgo di Casetta di Tiara (mt.640) con la sua chiesa ed alcune antiche incisioni sulle pietre delle pareti esterne vicino al campanile. Riprendo l’escursione abbandonando la strada bianca e proseguendo sul sentiero n°607/A che adesso scende ripido nel bosco verso il Torrente Rovigo. Incastonato sul versante trovo Casa Porcia (mt.505), più in basso giungo lungo la riva del pittoresco Torrente Rovigo immettendomi sul sentiero n°711, risalgo per un breve tratto la riva destra fino al Molino della Lastra (mt.479). Abbandonato il sentiero n°711 e prendo sulla sinistra il percorso dell’Ultra Trail del Mugello (segnavia con cerchi fucsia) che segue per un tratto la strada bianca che risale il bellissimo bosco verso Le Fontanelle. Dopo circa 1,2 Km seguendo sempre il percorso dell’Ultra Trail lascio la strada e prendo a destra risalendo lungo il sentiero il versante fino a Pian dell’Aiara (mt.876), piccolo borgo nell’interno dell’appennino, ormai in stato di abbandono con edifici in parte crollati, tra cui la piccola chiesa in cui all’interno e possibile vedere ancora alcuni affreschi alle pareti (fare attenzione l’edificio è pericolante). Da Pian dell’Aiara seguo il sentiero n°741 che si snoda lungo una comoda strada bianca incontrando il pittoresco Bivacco Ca’ di Cicci (mt.982), affacciato sulla selvaggia Valle del Torrente Rovigo sopra alla quale si nota il punto panoramico del Monte Acuto. Alcune decine di metri oltre il bivacco sulla parete soprastante la strada noto un’altra scultura rupestre policroma. Proseguo lungo la panoramica strada sterrata (adesso sentiero n°739) ritornando al bivio incontrato la mattina e camminando in direzione del Passo della Sambuca. Nell’ultimo chilometro faccio una variante prendendo un sentiero non tracciato sulla sinistra che corre sul versante, parallelo alla strada, e conduce al parcheggio dove ho iniziato l’escursione.
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rifugio non gestito

RIFUGIO CA' DI CICCI

Waypoint

CASETTA DI TIARA

Commenti

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