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vicino Pracchi, Toscana (Italia)

Dal sito dell’Orrido di Botri (http://www.orridodibotri.toscana.it/) : “L’Orrido di Botri è una spettacolare gola calcarea alle pendici dei monti Rondinaio e Tre Potenze con ripide pareti scavate in profondità dalle fredde acque dei torrenti Mariana e Ribellino, che si congiungono poi formando il Rio Pelago. Nel periodo estivo, quando la portata delle acque è minore e la temperatura un po’ più mite, è possibile risalirne il tratto finale, da Ponte a Gaio fino alla Piscina”. L’escursione e’ molto divertente, sicuramente un’esperienza da fare, soprattutto per chi non ha mai provato la risalita a piedi di un canyon torrentizio, con guadi, acqua alla vita e corde fisse. Proprio, pero’, per via di alcuni tratti dove occorre utilizzare corde fisse, nel superamento dei quali e’ richiesta abilita’ e piede fermo (tratti considerabili EE), e’ assolutamente sconsigliabile procedere con bambini o persone inesperte. Non portatevi i bastoncini perche’ non serviranno: occorre quasi sempre districarsi nell’acqua (fredda ma non gelata, per fortuna !), scavalcando massi e salendo (e scendendo) con corde; sarebbero solo d’ingombro. Un’ultima considerazione: se raggiungete in macchina Ponte a Gaio (dove si trova l’accesso) da Montefegatesi, la strada e’ in molti punti sterrata, ripida e stretta e le vetture basse possono avere problemi. Arrivati alla biglietteria del CFS, si paga un biglietto di 2 Euro per l’affitto del casco (obbligatorio e consigliato) e si accede al fosso. Subito si entra in un ambiente caratterizzato da alte pareti, e si cammina agilmente fino a giungere alla Guadina (le varie zone sono evidenziate da cartelli), primo punto dove si entra in acqua, almeno fino alle ginocchia. Si prosegue in ambiente sempre piu’ surreale: pareti ancora piu’ alte e strette che sembrano toccarsi conducono alla zona delle Prigioni e poi al Salto dei Becchi, dove occorre calarsi in acqua utilizzando una corda con vari nodi che aiutano nella discesa nel torrente. Il gioco ora si fa sempre piu’ duro ed il passaggio su corda fissa posta in orizzontale su parete, senza sentiero o cengia, e’ impegnativo ed occorre attenzione. Ma dopo, le fatiche vengono ripagate dall’arrivo alla Piscina, una grossa e magnifica pozza alimentata da una cascata, dove non si procede oltre senza attrezzatura alpinistica ed autorizzazione. Rientro per la stessa via; considerate 2 ore sia per l’andata che per il ritorno. Giornata da ricordare ! Percorso a/r, i dati GPS si riferiscono alla sola andata.

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