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6,89 km

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vicino Poggio d'Api, Lazio (Italia)

Itinerario molto bello e semplice, ma solo se percorso in una stagione con poca neve primaverile residua (o direttamente in altre stagioni), che puo’ causare innalzamenti del livello delle acque che scendono dalla cresta Inversaturo – Le Vene – Macera della Morte e che rendono l’escursione simile ad un “percorso di guerra”, con guadi di piccoli torrentelli impetuosi, fango ovunque, e neve sul sentiero con tratti anche di 2 metri (misurati !). Ma l’oasi, composta dai due laghi (Secco e La Selva) e dalla zona umida sotto il Lago Secco, con le sue acque limpidissime, e’ un posto unico e poco frequentato. Quella descritta e’ l’esperienza di questo percorso, fatto con le condizioni sopra descritte. Dalla Salaria si esce ad Illica, seguendo le indicazioni per l’Oasi WWF Lago Secco. All’ultimo cartello, tra le sparute case, si prende una strada a sx in salita che porta a Poggio d’Api. Proprio in corrispondenza del cartello che indica tale paese, a dx parte una sterrata in salita senza nessuna indicazione. Ecco: e’ proprio li che dobbiamo andare. Attenzione ! La strada dopo un po’ si trasforma in una carrareccia dissestata con solchi, anche profondi, e pendenze notevoli, soprattutto nel tratto finale. Per un 4x4 la cosa si fa divertente e senza problemi particolari; per una auto alta e’ ancora fattibile, anche se con difficolta’; per un auto bassa e’ totalmente sconsigliabile. Passato Pian Murano (cartello indicatore) si giunge alla barra dei Piani d’Illica, si parcheggia nei pressi del fontanile e si inizia a camminare nella sterrata seguente. Dopo circa 400 mt si trova una seconda barra a dx dalla quale inizia un’altra sterrata. Si devia per quest’ultima e subito si trova un tratto fangoso, e molto, con passerella con assi di legno per riuscire ad evitare delle pozze enormi. Si segue il sentiero camminando sulla neve che nasconde ruscelli, anche sulla sterrata principale. Si passa un palo indicatore per Fonte della Valle, poi un altro (si deviera’ qui, al ritorno) per un “sentiero Laghi, direzione Piani d’Illica”, e poi si cammina in silenzio, nel bosco, con il solo rumore di uccelli e acque che scorrono ovunque. Al waypoint “guado” le acque scorrevano un po’ troppo, per la verita’ … E’ stata un’impresa, scegliere il punto migliore, ma tanto ci siamo caduti dentro lo stesso ! Oltrepassato questo scoglio, si incontra un altro palo indicatore e, finalmente, appare il Lago Secco. Era per meta’ ricoperto ancora di neve e ghiaccio e il tratto di sentiero che lo costeggiava aveva neve piu’ alta di una persona. Proseguendo lo si aggira, e si scende (senza sentiero visibile, ma in estate si individua) all’area umida sotto il lago. E’ una zona molto suggestiva. Si riparte in direzione Lago della Selva (W), per un sentierino che presto scompare nella neve, ma che, seguendo la traccia del GPS, conduce in direzione del secondo lago, piu’ piccolo e nascosto. Per tornare verso il percorso principale, a causa della scomparsa dei sentieri abbiamo dovuto tagliare per boschi evitando i torrenti che scendevano carichi ma, sempre seguendo la traccia, si arriva senza problemi al palo indicatore del “Lago secco 10 min.”. Si riguadano i torrenti e, al waypoint “Palo SI Lago Secco 30 min.” si prende la fangosa sterrata in salita, delimitata da staccionata. Si passa in una zona bella e con splendida panoramica sul Vettore e, in breve, si riscende al fontanile dei Piani d’Illica. In definitiva: l’escursione e’ molto, molto bella, ed i sentieri in genere sono evidenti e facili. Questa e’ stata la dimostrazione di come si possano trasformare in una “giornata movimentata”.

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