Tempo  9 ore 8 minuti

Coordinate 798

Caricato 14 agosto 2017

Recorded agosto 2017

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3.006 m
1.871 m
0
4,1
8,2
16,39 km

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vicino Melago, Trentino-Alto Adige (Italia)

Per questo ultimo giorno di ferie abbiamo scelto di restare in Vallelunga, valle che ci ha fatto una bella impressione in quanto ha molti fattibili 3000 e perché è assolutamente una valle un po snobbata, la salita al Nockspitz conclude una settimana di belle escursioni.

Partiamo da Melago alle 8, non prestissimo, ma la temperatura è gradevole, seguendo le indicazioni poste sulla palina ci incamminiamo seguendo il sentiero N°3. A differenza da ciò che dice la cartina Tabacco ad un certo punto bisogna deviare per il sentiero 3a che si innalza abbastanza gradualmente.

Teniamo un passo “umano”, di fretta non ne abbiamo, entrati nel vallone chiamato Falgin proseguiamo sino ad un grande masso dove a pennello è stato impresso a chiare lettere in che direzione ora bisogna andare.

Si continua a camminare senza troppo impegno per una decina di minuti, poi, all’improvviso, ecco che la traccia s’impenna brutalmente, su terreno detritico e con un paio di brevi passaggi esposti, fatti i quasi 200 di dislivello ora non ci rimane che una facile cresta sino a giungere alla croce sommitale, che ci godiamo per 1h in maniera solitaria. 2h45.

Ovviamente sotto un sole che spacca le pietre non si può stare molto, neanche se ti spalmi tutto il tubetto di crema protettiva, così decidiamo di scendere di nuovo a Melago ripercorrendo a ritroso il sentiero di salita, ma una volta intercettata la palina poli direzionale decidiamo per una capatina allo storico Rifugio Pio XI. Cerchiamo un punto dove sia possibile attraversare il torrente, l’acqua scende copiosa tanto da aver rotto un ponticello, risolto il problema ora prendiamo il sentiero 1b che con un paio di lunghi traversi ci accompagna al Rifugio oggi neanche troppo affollato. Qua mi faccio tentare da un bel piatto di minestrone, che ovviamente ho “colpito ed affondato”.
Ma arrivati qua non siamo ancora contenti, la presenza della vicina Vedretta è una tentazione che non si può far cadere nel vuoto, discesi verso la Morena abbiamo costeggiato il torrente (Rio Carlino) portandoci così sin dove è stato possibile avvicinarsi. A dir la verità ho provato ad avvicinarmi ulteriormente, ma nel tentativo di costeggiare sulla sinistra un muro di ghiaccio una scarica di detriti caduta davanti ai miei piedi mi ha fatto desistere di fare ulteriori passi in avanti.

Dopo una serie di scatti fotografici ora si ritorna a Melago, senza passare di nuovo per il rifugio; seguiamo invece il sentiero che si addentra nella bellissima Morena lasciata dal ritiro del ghiacciaio, affrontato un paio di zone un po esposte e una semplice cresta il resto della discesa si svolge assolutamente in maniera piacevole sino al parcheggio di Melago. Fine dei giochi. Grazie Val Venosta.

Nota 1): Come da descrizione la salita al Nockspitz non è complicata, solo un paio di passaggi un po esposti e un ripido strappo T3 (EE), per il resto con un po di prudenza si completa il bel giro T2/T2+(E). Assolutamente da fare il bel sentiero “didattico” che scende nella Morena.
Nota 2): Vedretta…


VEDRETTA.

La cima non mi basta e faccio ‘na doppietta,

infilo la morena che da lontano sembra stretta,

di tempo ce ne vuole e controllo la lancetta.

Vedretta,

se cado nel torrente mi mettono in vignetta,

il ghiaccio si ritira e mostra la cunetta,

sassoni accatastati nascondon la zolletta.

Vedretta,

le ferie son finite ed alzo la coppetta,

preparo i miei vestiti per fare ‘na cenetta,

i prezzi sono alti e sono già in bolletta.

Al mare io non vado e ci metto ‘na crocetta, e in fondo mi domando: chi sfida la Vedretta?



A la prochaine! Menek,Rosa

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